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"Non c'è spazio per le carrozzine", l'Italia di powerchair football lasciata a terra da EasyJet. Bufera e scuse

  • Postato il 21 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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"Non c'è spazio per le carrozzine", l'Italia di powerchair football lasciata a terra da EasyJet. Bufera e scuse

Stavolta il “pasticciaccio brutto”, a voler parafrasare Carlo Emilio Gadda, non s’è verificato a via Merulana ma qualche chilometro più in là, a Fiumicino. E ha avuto per protagonisti – loro malgrado – gli Azzurri della Nazionale di powerchair football, il calcio in carrozzina elettrica. Avrebbero dovuto partire dallo scalo romano verso Glasgow, in Scozia, per partecipare al Warm Up World Cup, un torneo premondiale con Francia, Inghilterra e Danimarca per preparare l’appuntamento coi Mondiali veri di ottobre in Argentina. Ma su quel volo, l’EZY3132 di EasyJet delle 11.55, gli Azzurri non sono potuti salire. Non c’era spazio per tutte le loro carrozzine.

Fiumicino, troppe carrozzine: gli Azzurri non partono

Come raccontato da Repubblica, è stata la compagnia a comunicare il “contrattempo” poco prima dell’imbarco: “Sull’aereo non c’è spazio per tutte le vostre carrozzine”. Undici, per la precisione, alcune da gara del valore di 15mila euro. Già, perché ogni atleta utilizza una carrozzina “normale” per gli spostamenti e un’altra più attrezzata, speciale, per le partite. La beffa è che EasyJet ad aprile aveva rassicurato tutti. “Ci avevano garantito di poter imbarcare tutto il necessario”, spiega Fabio Rodo, team manager e segretario generale della Federazione powerchair. Rassicurazioni reiterate nel tempo, fino all’improvviso e raggelante diniego in aeroporto.

Niente da fare, salta il torneo premondiale in Scozia

Giunta a Fiumicino con quattro ore d’anticipo, la Nazionale di calcio in carrozzina ha provato in tutti i modi a superare l’impasse. Persino smontando qualche carrozzina, nel tentativo di guadagnare spazio. Niente da fare. Inaccettabile, poi, l’altra soluzione di ripiego: dividere il gruppo, lasciando a terra uno degli atleti e spedendo alcune carrozzine a Edimburgo, sfidando la sorte, l’elevatissimo rischio smarrimenti e il buon senso. “EasyJet ci ha mentito”, l’accusa di Rodo. E il conto è salatissimo: dodicimila euro di biglietti, altri ottomila di spostamenti e pasti per atleti arrivati a Roma da tutta Italia.

La delusione degli Azzurri, lo sconcerto dei ministri

“Abbiamo dovuto rinunciare a uno dei tornei più importanti della nostra carriera”, la delusione di capitan Simone Ranzato. “Per la squadra è una vera e propria bastonata. Lo scorso anno ci siamo qualificati ai Mondiali, scrivendo la storia. Ora ci negano la possibilità di giocare l’ultima manifestazione che li precede”. Fuori dai denti e meno diplomatico Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico: “Un episodio vergognoso, che ci riporta indietro di decenni sul fronte dei diritti umani e sociali”. Allo sdegno si sono accodati due ministri. Quello per lo Sport, Andrea Abodi, ha parlato di “fatto inconcepibile”. Quella per le Disabilità, Alessandra Locatelli, lo ha definito “gravissimo e inaccettabile”.

Enac apre un’indagine, EasyJet si scusa: “Dispiaciuti”

Risultato? La Federazione ha annunciato querela e l’Enac ha aperto un’indagine per verificare eventuali inadempienze nelle procedure di prenotazione delle assistenze e per accertare violazioni del Regolamento comunitario a tutela dei passeggeri con disabilità, il che farebbe scattare pesanti sanzioni. Da EasyJet, intanto, sono arrivate le scuse: “Siamo profondamente dispiaciuti, rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri è una priorità”, fa sapere la compagnia che ha annunciato indagini interne. In attesa che si giochino le partite nei tribunali, i ragazzi del powerchair football hanno dovuto rinunciare a quelle che contano di più: sul campo.

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Virgilio.it

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