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NBA, al via le Finals più desiderate: San Antonio-New York fanno la lega più ricca. Wembanyama-Brunson, è sfida totale

  • Postato il 3 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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NBA, al via le Finals più desiderate: San Antonio-New York fanno la lega più ricca. Wembanyama-Brunson, è sfida totale

La notizia del girono a New York riguarda un nuovo ordine esecutivo reso pubblico dal sindaco Zohran Mamdani. Che ha stabilito che per tutti i bambini della sua città è abolita l’ora della nanna per almeno due settimane, allo scopo di consentire loro di assistere alle partite che metteranno in palio l’anello NBA. Perché New York aspettava questi giorni da 27 anni: l’ultima volta che misero piede in finale era il 1999, sempre contro i San Antonio Spurs, che all’epoca erano agli albori di una dinastia che per 15 anni almeno ha fatto man bassa di titoli (5, nel dettaglio). E che 12 anni dopo l’ultima apparizione alle Finals sono pronti a sfidare nuovamente i Knicks, apparentemente per aprire un nuovo ciclo di grandi successi.

Due run diverse, ma entusiasmanti: 27 anni dopo, la stessa finale

Perché San Antonio è già piuttosto avanti nel suo percorso di crescita e espansione, così come New York negli ultimi anni ha saputo espandersi a sua volta fino a trovare posto alle Finals. Non una sorpresa, ma nemmeno qualcosa di così sicuro prima di imbarcarsi nella volata play-off: nessuna delle due finaliste era testa di serie numero 1 del seeding nei rispettivi tabelloni, ma entrambe hanno mostrato il lato migliore di sé quando più contava.

Gli Spurs partendo piano, balbettando un po’ contro una versione non certo trascendentale di Portland (battuta 4-1) e poi concedendo il bis contro Minnesota, superata in 6 gare e con la sensazione di un crescendo che andava di pari passo con la voglia di sfidare OKC. Con la quale la serie di finale a Ovest è stata entusiasmante, ai limiti della leggenda: i Thunder hanno pagato dazio a qualche assenza di troppo nei momenti chiave (Jalen Williams e Ajay Mitchell su tutte), ma San Antonio ha vinto con merito, passando due volte a casa dei campioni in carica.

New York invece ha faticato solo nella prima parte della serie contro Atlanta, dove s’è ritrovata sotto per 2-1 prima di inanellare una striscia di 11 vittorie consecutive con le quali ha ribaltato la serie (vinta 4-2) e poi rifilato altrettanti sweep a Sixers e Cavs, con la perla rappresentata dalla rimonta da -22 in gara 1 della finale contro Cleveland.

La gioventù texana contro la maturità dei newyorchesi

Insomma, San Antonio e New York hanno entrambe licenza di atterraggio alle Finals. E la lega ha fatto i salti di gioia quando le ha viste vincere le rispettive serie: dopo aver assistito alla finale meno glamour della storia (Thunder-Pacers lo scorso anno hanno fatto ascolti bassissimi), adesso è probabile che si assisterà a un rimbalzo di attenzione e ascolti tv come da anni non si registravano, forse dai tempi della saga Cavs-Warriors della metà del decennio scorso.

Una serie che si preannuncia peraltro densa di significati, oltre che assai combattuta: il nuovo che avanza, cioè gli Spurs di Victor Wembanyama e delle tante scelte azzeccate al draft (Castle, Harper e Vassell su tutti), contro i Knicks plasmati da Mike Brown attorno al talento sconfinato del “piccoletto” Jalen Brunson, accompagnato da Towns, Bridges, Hart, Anunoby, Robinson (seppur gravato da una frattura a un dito, ma comunque a disposizione) e molti altri onesti (e forti) mestieranti.

Una finale “completa”, nel senso che presenta tutti gli ingredienti per passare alla storia come una delle più belle e incerte della storia. Con San Antonio tornata dominante anche prima del tempo e NY che non vedeva l’ora di tornare a competere ai massimi livelli.

Le chiavi della sfida: chi prende Wemba? E chi ferma Brunson?

Insomma, l’ordine esecutivo di Mamdani ha una sua ragione d’essere. I giovani tifosi Knicks però dovranno fare i conti con un potenziale “incubo” rappresentato da quel talento generazionale che risponde al nome di Victor Wembanyama: con lui in campo gli Spurs si trasformano, e sarà lui l’uomo più temuto della difesa newyorchese. Brown dovrà decidere a chi affidarlo, se a Towns (per stazza, la scelta più logica) o se ad Anunoby, che è più mobile e potrebbe costringerlo a stare lontano dall’area, concedendo poi qualche minuto anche a Robinson.

Wemba di suo avrà anche molto più lavoro nella metà campo difensiva: contro OKC ha dominato nel pitturato, ma con Towns e Anunoby potrebbe dover uscire dallo smile e andare a chiudere sul perimetro, viste le loro percentuali da tre punti. Molto della Finals passerà da qui, oltre che dalla scelta che Mitch Johnson (colui che ha raccolto il testimone da Gregg Popovich, costretto a lasciare la panchina per motivi di salute, ma pur sempre dentro le questioni di casa Spurs) vorrà operare su chi dovrà marcare Brunson: dopo il flop totale dei Cavs, che hanno mandato alla deriva il “povero” James Harden (mossa assai rivedibile, visti i risultati), Castle (più di Vassell) parrebbe essere la prima opzione.

Di sicuro, nel corso della serie gli aggiustamenti saranno all’ordine del giorno: San Antonio ha anestetizzato al meglio i Thunder, che parevano invincibili, e sembrano avere tutte le munizioni per farlo anche con i Knicks. Cha hanno un roster più esperto e maturo, ma che contro questa versione giovane, fresca e frizzante dei texani potrebbe rivelarsi poca roba. Insomma, Spurs favoriti, seppur di poco. E se si dovesse arrivare a gara 7, beh, che nessuno resti sorpreso. Palla a due alle 2,30 italiane, diretta esclusiva su Prime Video (e in differita su Sky Sport in mattinata).

Autore
Virgilio.it

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