Naufragio di Cutro, confermata la condanna per Abdessalem Mohamed
- Postato il 3 settembre 2026
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Naufragio di Cutro, confermata la condanna per Abdessalem Mohamed
Naufragio di Cutro, confermata la condanna per Abdessalem Mohamed ritenuto tra i responsabili, dovrà scontare 20 anni.
ROMA -Diventa definitiva la condanna a 20 anni di reclusione per Abdessalem Mohamed, 27 anni, di origini siriane, ritenuto tra i responsabili del naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023, costato la vita a 94 persone, tra cui molti bambini. La Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla difesa, confermando la sentenza pronunciata nel marzo 2025 dalla Corte d’appello. Con la decisione degli Ermellini si chiude il procedimento a carico del giovane siriano per il naufragio dell’imbarcazione Summer Love, il caicco partito dalla Turchia e poi distrutto dal mare davanti alla costa crotonese.
A Mohamed restano contestati, in via definitiva, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio colposo e morte come conseguenza di altro reato. Alla pena detentiva si aggiunge anche una multa da 3 milioni di euro. La difesa, rappresentata dall’avvocata Vincenza Raganato, aveva chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado, sostenendo la presenza di carenze motivazionali e di presunti vizi procedurali.
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NAUFRAGIO DI CUTRO: I MOTIVI DEL RICORSO DELLA CONDANNA RESPINTO DALLA CASSAZIONE
Tra i punti evidenziati nel ricorso figuravano il mancato coinvolgimento della difesa nella nomina di un interprete di lingua araba e una questione di legittimità costituzionale legata all’importo della sanzione economica. Un altro passaggio centrale del ricorso riguardava la richiesta di acquisire gli atti del procedimento parallelo sui presunti ritardi nei soccorsi, nel quale risultano imputati alcuni militari. Secondo la linea difensiva, quel fascicolo avrebbe potuto incidere non sull’esclusione della responsabilità, ma sulla determinazione della pena. L’eventuale condotta omissiva contestata ad altri soggetti, ha sostenuto la difesa, avrebbe potuto avere un peso nel decorso causale degli eventi e dunque giustificare una diversa valutazione del trattamento sanzionatorio. La difesa ha insistito sul profilo di Mohamed come migrante in fuga dalla guerra e diretto verso l’Europa, sostenendo che il suo ruolo a bordo del caicco fosse marginale rispetto ad altri componenti dell’equipaggio.
LE PROVE NEL PROCESSO E LE POSIZIONI DEGLI ALTRI COIMPUTATI
Nel corso del processo, tuttavia, i giudici hanno ritenuto provata la sua responsabilità nella vicenda. Dagli accertamenti è emerso anche che, al momento del naufragio, a condurre l’imbarcazione fosse il turco Gun Ufuk, già condannato in via definitiva alla stessa pena di 20 anni di reclusione. Adesso rimangono ancora da definire le posizioni di altri tre presunti membri dell’equipaggio davanti alla Corte d’appello di Catanzaro: il pakistano Hasab Hussain, 24 anni, e del turco Sami Fuat, 53 anni, entrambi condannati in primo grado a 16 anni di reclusione, e del pakistano Khalid Arslan, 28 anni, al quale in primo grado sono stati inflitti 11 anni e un mese.
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