Music for Freedom è una enorme scommessa vinta: lunga vita alla Bimed!
- Postato il 13 ottobre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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La scorsa settimana ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita. Sono stato a Paestum dove, nell’area archeologica davanti al tempio di Nettuno, ho assistito al concerto di 1200 studenti arrivati da tutta Italia, ragazzi di medie e superiori. L’evento si chiama Music for freedom e a organizzare tutto è stato la Bimed, Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo, ente di formazione che per il quinto anno consecutivo ha realizzato questo miracolo.
In quattro giorni i ragazzi si sono ritrovati a Paestum riempiendo tre grandi strutture, resort che hanno fatto da grandi scuole di musica dove prima hanno provato per sessioni di strumento e coro, per poi fare la prova generale il giorno prima e giovedì 8 realizzare questa meraviglia. Nel frattempo in questi giorni ci sono stati diversi ospiti come Ciro Caravano dei Neri per caso e Anastasio, rapper cantautore, i quali hanno realizzato incontri e concerti.
Ci sono stato anche io, che in due serate ho parlato ai ragazzi di cantautori, Gino Paoli, Fabrizio De André, per arrivare ai rapper come Tedua e Anastasio appunto, facendo interagire le loro poetiche con quelle di Leopardi o di Dante. Vi assicuro che è stata un’esperienza bellissima.
Music for Freedom è una enorme scommessa vinta. Credetemi, è stato commovente vedere tutti quei ragazzi suonare in quel posto magico, e bisogna citare chi ha ideato e realizzato questo evento: Maurizio Spaccazocchi che ci ha lasciato un anno e mezzo fa e al quale è intitolato un riconoscimento all’interno dell’intera rassegna, Andrea Iovino presidente e direttore generale della Bimed, oltre a Flavio Giordano che si occupa di comunicazione, ufficio stampa, coordinamento degli eventi live ed è nella cabina di regia della “Staffetta di Scrittura”, altra iniziativa nell’ambito di questa rassegna, per la cittadinanza e la legalità.
Dal canto mio posso solo augurare lunga vita alla Bimed, che già va in giro per l’Italia con iniziative formative, portando questa energia, perché oggi davvero ce n’è gran bisogno. Si parla tanto di grandi eventi: questi sono le grandi iniziative che devono succedere in Italia, dove “grande” non si riferisce al numero delle decine di migliaia di spettatori disposti a pagare centinaia di euro per un biglietto; “grande” deve essere il livello di preziosità, “grande” deve essere la portata didattica, “grande” deve essere l’incidenza nella società per costruire un futuro, cambiare delle vite attraverso un’esperienza indimenticabile come questa.
Un ragazzo che vive una cosa del genere non la dimentica per la vita intera. In quel momento non sta imparando a suonare uno strumento, sta imparando la vita, che è molto, molto di più di tutti i numeri di Ultimo o degli Oasis.
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