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Morto a Bologna, sparata-Giannini: "Anche l’Italia meloniana ha il suo George Floyd"

  • Postato il 21 luglio 2026
  • Personaggi
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

Un editorialista di Repubblica accosta il decesso di un uomo marocchino durante un controllo della polizia a Bologna al caso di George Floyd, sollevando interrogativi sulla gestione degli interventi delle forze dell'ordine in Italia. L'uomo di 43 anni è morto nel quartiere Pilastro dopo essere stato fermato per agitazione. Le autorità competenti stanno ancora conducendo indagini per chiarire le circostanze e le responsabilità dell'accaduto.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Morto a Bologna, sparata-Giannini: "Anche l’Italia meloniana ha il suo George Floyd"
Morto a Bologna, sparata-Giannini: "Anche l’Italia meloniana ha il suo George Floyd"

"Così anche l’Italia meloniana ha finalmente il suo George Floyd. A quando grandi manifestazioni in cui si grida 'I can’t breathe'?": così Massimo Giannini, editorialista di Repubblica, sul suo account X. Il riferimento è a quanto accaduto ieri a Bologna, quartiere Pilastro, dove un uomo di origini marocchine di 43 anni è morto durante un controllo di polizia. Le forze dell'ordine sono intervenute dopo le segnalazioni dei residenti, che parlavano di una persona "in forte stato di agitazione". Un caso di cui si devono ancora stabilire le responsabilità al termine di tutti gli accertamenti del caso e le indagini della Procura. 

Per Giannini, però, la notizia e il video che sono usciti nelle scorse ore bastano a mettere questo caso sullo stesso piano di quello di George Floyd. Quest'ultimo morì il 25 maggio 2020 nella città di Minneapolis, in Minnesota, durante un arresto: un agente di polizia tenne premuto il ginocchio sul suo collo per oltre nove minuti mentre l'uomo era ammanettato a terra. Nel video, ripreso da alcuni testimoni, si sente Floyd ripetere più volte "I can't breathe" ("Non respiro") e "Please" ("Vi prego"). 

Nel fare il suo paragone, Giannini dimentica che il caso di Bologna, avvenuto meno di 24 ore fa, è ben lontano dall'essere risolto, dal momento che le indagini sono appena cominciate; mentre quello di Floyd è stato chiuso come omicidio nel 2021, con l'agente di polizia Derek Chauvin condannato a 22 anni e mezzo di carcere per omicidio colposo. Forse per Giannini e tanti altri, che stanno giungendo a conclusioni già adesso, sarebbe meglio aspettare la fine delle indagini, quando verrà ricostruita l'esatta dinamica della morte del 43enne.

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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