Medex, dalla Ferrari a Bearman: il lavoro dietro un pilota di F1 del braccio destro di Maranello
- Postato il 31 agosto 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Pierluigi Della Bona racconta il sistema Med-Ex, la collaborazione con Ferrari e il lavoro medico e atletico svolto con Oliver Bearman
La preparazione di un pilota di Formula 1 richiede la collaborazione tra numerosi professionisti. Il trainer presente in pista rappresenta una delle componenti di una struttura più ampia, composta da medici, fisioterapisti, nutrizionisti e specialisti della prestazione. A raccontare come funziona questo sistema è Pierluigi Della Bona, preparatore atletico di Oliver Bearman in Haas e professionista di Med-Ex.
Nel corso della nostra intervista, Della Bona ha ripercorso il proprio cammino professionale e spiegato il metodo di lavoro adottato dalla società per tutelare la salute e le prestazioni degli atleti.
Chi è Med-Ex, il partner medico della Ferrari dal 1994
Med-Ex è partner medico della Scuderia Ferrari dal 1994. Fondata dal professor Fred Fernando e da Alessandro Biffi, attuali CEO di Med-Ex, ora lavorano con Andrea Masullo, business manager e nutrizionista dell’azienda. Il lavoro svolto da Med-Ex è strettamente collegato a quello di Enzo Mucci, driver coach e Chris Hardfield, manager di Oliver Bearman.

Il rapporto professionale tra Della Bona e la società è invece iniziato nel 2018. Uno dei suoi professori universitari, il professor Angelo Rodio dell’Università di Cassino, successivamente diventato suo collega, lo contattò per svolgere alcune settimane di prova a Maranello, dove era necessario inserire un chinesiologo e preparatore atletico.
Da quella prima esperienza è nata una collaborazione proseguita negli anni successivi. “La mia esperienza in quella che definirei una grande famiglia, e che da più di otto anni ho imparato a chiamare famiglia, nasce nel 2018”, ha raccontato Della Bona.
La formazione di Della Bona è iniziata con gli studi in Scienze Motorie. Ha conseguito una laurea magistrale in attività motorie preventive e adattate all’infortunio, seguita da un diploma da massofisioterapista. Il suo percorso è proseguito attraverso i corsi di aggiornamento organizzati dall’accademia di Med-Ex e con un master di primo livello dedicato al mental coaching dell’atleta.
La preparazione mentale è infatti diventata una componente sempre più importante nel lavoro con gli sportivi di alto livello. “Continuo ovviamente ad aggiornarmi sempre con Med-Ex, perché ha un’accademia che riunisce docenti e professionisti per i corsi di aggiornamento”, ha spiegato.
Chi è Pierluigi Della Bona e come è diventato preparatore atletico in F1
Nel 2020, dopo il periodo legato alla pandemia, Med-Ex ha assunto la gestione della preparazione fisica, atletica e nutrizionale dei piloti della Ferrari Driver Academy. Della Bona ha quindi iniziato a lavorare con i giovani piloti presenti nel programma, seguendone lo sviluppo fisico e la preparazione. Il percorso maturato all’interno dell’Academy lo ha successivamente portato ad approdare in Formula 1 nel 2024.
L’esperienza con i giovani piloti ha permesso al preparatore di lavorare su numerosi aspetti della prestazione, dalla prevenzione degli infortuni alla gestione dell’alimentazione, passando per il recupero e la componente mentale.
Uno degli elementi centrali del metodo Med-Ex è la condivisione continua delle informazioni. Il preparatore presente nel paddock conosce il pilota, le sue abitudini e le sue condizioni quotidiane, ma non prende autonomamente ogni decisione.
Il lavoro viene svolto confrontandosi con medici dello sport, fisioterapisti, nutrizionisti e altri operatori specializzati. “Io faccio il preparatore atletico e il massofisioterapista, ma collaboro con i nostri fisioterapisti, con il medico dello sport e con il nutrizionista che segue Oliver”, ha raccontato Della Bona.
Il trainer presente in pista diventa quindi il collegamento tra il pilota e la struttura Med-Ex. Il suo compito è raccogliere le informazioni, conoscere le necessità dell’atleta e mettere in pratica le indicazioni fornite dagli specialisti.
La collaborazione riguarda anche la nutrizione. Preparare un piano alimentare non significa soltanto calcolare il numero corretto di calorie oppure stabilire la quantità dei diversi nutrienti. Bisogna conoscere i gusti del pilota, le sue abitudini e gli alimenti che preferisce evitare.
Perché il ruolo del preparatore atletico in F1 è molto complesso
Una dieta teoricamente perfetta sarebbe poco efficace se risultasse difficile da seguire oppure non tenesse conto delle preferenze dell’atleta. “Posso preparare una dieta con le calorie necessarie, ma poi bisogna sapere se alla persona piace il pesce, il formaggio oppure la verdura”, ha spiegato Della Bona.
Il preparatore presente in pista rappresenta quindi il tramite tra il nutrizionista e il pilota, occupandosi dell’applicazione quotidiana del programma.
La stessa attenzione viene applicata quando il pilota ha bisogno di assumere un medicinale. Della Bona ha chiarito che il preparatore non può prescrivere farmaci. In caso di necessità, deve contattare i medici di riferimento, che valutano la soluzione più adatta.
Anche un comune antistaminico potrebbe provocare sonnolenza, un effetto particolarmente problematico per un pilota che deve mantenere elevati livelli di concentrazione e rapidità di reazione. Ogni sostanza deve inoltre essere verificata alla luce delle normative antidoping.
“Quando si parla di atleti di altissima prestazione e di altissimo livello non bisogna mai dare nulla per scontato. Una telefonata, un messaggio oppure una valutazione in più fanno sempre bene”, ha sottolineato. La circolazione delle informazioni tra il trainer e il personale medico diventa quindi essenziale per evitare errori e proteggere il pilota.
Come lavora Med-Ex quando un pilota di F1 subisce un infortunio
Il funzionamento della struttura è emerso chiaramente dopo il forte impatto subito da Oliver Bearman a Suzuka. Della Bona ha raccontato che Med-Efx dispone di due cliniche a Maranello. Nel centro situato sotto la clinica di via Scaglietti sono presenti strumenti per effettuare TAC, risonanze magnetiche ed ecografie.
Bearman ha potuto sottoporsi agli esami mentre si trovava a Maranello per lavorare al simulatore. Nella stessa giornata è stato seguito dagli operatori e dagli specialisti impegnati nel suo percorso clinico e riabilitativo, con particolare attenzione alle condizioni del ginocchio. “Oliver è andato a lavorare a Maranello al simulatore e la mattina aveva gli operatori e il professore che seguivano il percorso clinico e riabilitativo del ginocchio”, ha spiegato Della Bona.
La possibilità di effettuare rapidamente gli accertamenti ha consentito di integrare l’attività medica, la riabilitazione e il lavoro necessario per il ritorno in macchina.
Il caso mostra quanto la prestazione in Formula 1 non dipenda esclusivamente dal pilota e dalla monoposto. Dietro ogni atleta esiste una rete di professionisti che raccoglie informazioni, valuta i rischi e interviene per proteggerne la salute, senza perdere di vista le esigenze della competizione.
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