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Maria Callas senza trac, la dieta di Rodolfo Valentino

  • Postato il 16 settembre 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Maria Callas senza trac, la dieta di Rodolfo Valentino

Da più di un secolo i periodici Usa intrattengono i lettori con rubriche divertenti di aneddoti sui vip: li inventano agenzie che forniscono materiali ai columnist di gossip faceti. Nel caso sentiste il bisogno di ritrovare un po’ di buonumore con aneddoti gustosi redatti alla maniera americana, dopo la vittoria di AfD in Sassonia e prima di quella fra qualche giorno in Meclemburgo, eccovi serviti.

Puccini guardava assorto la vetrina di un cappellaio parigino. Questi esce e gli dice: “Dentro abbiamo altri articoli. Cerca qualcosa in particolare?” E Puccini: “Sì, sto cercando il finale del secondo atto della Madama Butterfly.”

Quando Woodrow Wilson doveva decidere se destinare Ginevra o Losanna come sede per la Società delle nazioni, chiese un parere al suo maggiordomo. “Tu che dici, Ginevra o Losanna?” E il maggiordomo: “Non le consiglio Losanna, signore. Lei soffre di reumatismi e Losanna è una città molto umida”. E così Wilson decise per Ginevra, anche se Ginevra, come Losanna, è sulle rive del lago Lemano ed è molto umida. Buon per il maggiordomo, che a Ginevra aveva l’amica.

Nel 1971 il dottor Franco Basaglia, diventato direttore dell’ospedale psichiatrico di Colorno (Parma), scrisse a un collega tedesco, Klaus Dörner: aveva apprezzato il suo ultimo libro, Bürger und Irre (“Cittadini e folli”), e lo invitava nel suo istituto. Per l’occasione, Dörner gli manifestò il desiderio di pranzare con uno dei suoi pazienti. “Niente di più facile”, gli rispose Basaglia. La settimana dopo si trovarono a tavola Basaglia, Dörner e due signori. Uno, vestito di nero, lo sguardo freddo, salutò, mangiò, bevve e non disse una parola. L’altro, i capelli arruffati, l’abito azzurro stazzonato, i gomiti sul tavolo, si serviva, inghiottiva, parlava, faceva nello stesso tempo le domande e le risposte, interrompeva le frasi altrui e affastellava storie su storie. Dopo pranzo, Dörner ringraziò Basaglia: “Il suo paziente col vestito azzurro mi ha colpito moltissimo”. “Ma no! Il mio paziente era l’altro!” “Quello che è stato sempre zitto? Allora l’esagitato chi era?” “Lo scrittore Mario Soldati”.

In gergo teatrale, il panico sulla scena è chiamato trac. Un giorno una giovane cantante lirica disse a Maria Callas, vantandosene, che in scena non aveva mai il trac. E la Callas: “Ah, non hai mai il trac? Lo proverai, tesoro, lo proverai, quando avrai del talento…”

Un grande medico disse un giorno che la carne di cavallo era indicata per guarire un certo male immaginario di Rodolfo Valentino. Il divo dello schermo si recò dunque un ristorante ippofagico e ordinò la carne consigliatagli dal dottore. “Cameriere, mi pare che questa carne sia un po’ dura!” esclamò l’attore, affondando con grande fatica il coltello nella cotoletta di cavallo. “In questo animale” spiegò il cameriere “non tutte le parti sono ugualmente tenere. Il filetto è tenero, il falso filetto un po’ meno. La parte più morbida è la coscia, e quella più dura è…” “Il ferro di cavallo, che è quello che avete dato a me”, ribatté Valentino.

Negli anni venti, il sessuologo russo-francese Serge Voronoff diventò famoso per il suo metodo di ringiovanimento maschile consistente nell’innesto di testicoli di scimmia. Lo propose anche all’ex-primo ministro Giovanni Giolitti, che aveva 85 anni. Questi gli rispose: “Ne riparleremo quando sarò vecchio.”

Un cameriere non è contento della piccola mancia che gli ha dato Gianni Agnelli. “Suo nipote mi dà mance molto più grosse.” E l’Avvocato: “Perché mio nipote ha un nonno miliardario.”

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Il Fatto Quotidiano

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