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Maldive: si tenta il recupero dei corpi dei quattro italiani morti

  • Postato il 19 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 2 min di lettura
Maldive: si tenta il recupero dei corpi dei quattro italiani morti
Maldive: si tenta il recupero dei corpi dei quattro italiani morti

AGI - Sono iniziate le operazioni di recupero dei corpi dei sub italiani morti in immersione nelle Maldive. I sommozzatori di Dan Europe, l'organizzazione di soccorso che si è messa a disposizione delle autorità, si sono immersi intorno alle 9,30 ora italiana nelle acque di Alimathà, nell'atollo di Vaavu.

Si tratta di una task force internazionale composta da professionisti altamente specializzati in immersioni tecniche, speleosubacquee e operazioni speciali in ambienti ostruiti con esperienza internazionale in missioni di recupero ad altissima complessità, inclusi interventi in sistemi ipogei profondi, ambienti confinati e scenari a elevato rischio.

La squadra opera in coordinamento con la Maldives National Defence Force, che guida localmente le operazioni, e in costante contatto con la Farnesina e con l'Ambasciata italiana a Malè.

Il sito dell'incidente presenta caratteristiche operative complesse: l'accesso alla cavità si trova a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri, mentre il sistema sommerso si sviluppa per centinaia di metri attraverso più camere e passaggi interni. 

Portavoce Governo: indaghiamo sulla validità dei permessi dei sub

Le autorità delle Maldive stanno indagando sulla validità dei permessi dei cinque sub italiani per effettuare l'immersione in cui sono deceduti. Lo ha reso noto il portavoce del Governo maldiviano, Mohammed Hussain Sharif, parlando a RaiNews 24. "La professoressa ha fatto diverse ricerche e molteplici progetti, è molto conosciuta e il governo era a conoscenza di quello che era il suo operato", ha affermato parlando della docente Monica Montefalcone dell'Università di Genova.

"Ha fatto queste ricerche ogni anno negli ultimi 4 anni e questa ricerca in particolare è stata eseguita dopo una proposta che è stata approvata, ma la proposta di ricerca ha specificato che c'erano dei sub che sarebbero andati nell'Atollo Vaavu, ma in questa lista non ci sono i nomi di tutti i sub, in particolare dell'istruttore e della figlia della professoressa", ha affermato Sharif. "Le altre persone erano inserite nella lista. Se noi avessimo saputo che si trattava di un'immersione nelle grotte avremmo sicuramente dato degli avvertimenti diversi. Noi sapevamo che sarebbe stata portata avanti questa ricerca sui coralli e c'era anche un limite di tempo perchè rientrava tutto ma non sapevamo che sarebbe stata un'immersione nelle grotte", ha aggiunto il portavoce.

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Autore
Agi.it

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