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L’Italia soffoca sotto le isole di calore. Da Trump a Salvini, da Franco Prodi a Vittorio Feltri: ecco le perle di saggezza del negazionismo climatico

  • Postato il 24 giugno 2026
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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L’Italia soffoca sotto le isole di calore. Da Trump a Salvini, da Franco Prodi a Vittorio Feltri: ecco le perle di saggezza del negazionismo climatico

Dai post del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (“Il riscaldamento globale, che grande bufala”), alle massime del vicepremier Matteo Salvini (“Fa caldo, è luglio”). Passando attraverso le indimenticabili parole pronunciare dal senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, dopo l’alluvione che colpì l’Emilia-Romagna. Bilancio complessivo: 17 vittime, oltre 36mila sfollati e danni tra gli 8,5 e i 10 miliardi di euro. Ma per Malan era “tutto già visto”. Da ricordare anche lo scambio di battute andato in onda nel 2023 tra l’ex conduttore di Rete 4, Andrea Giambruno, all’epoca anche compagno di Giorgia Meloni, e Vittorio Feltri: “Direttore, la notizia, ammesso che tale sia, è che a luglio fa caldo e probabilmente a dicembre nevicherà”. Dal 2024, poi, dopo altre devastanti alluvioni, milioni persi a causa della siccità e dei raccolti andati persi, si sono tutti – o quasi – dati una regolata, passando dal negazionismo della prima ora al neonegazionismo, incentrato sul contestare costi e tempistiche delle politiche di transizione ecologica. Chissà cosa pensano davvero, però, negazionisti e neonegazionisti delle temperature di questi giorni. Non solo in Europa. Negli Usa le ondate di calore intense minacciano oltre 150 milioni di persone. È tutto già visto? Continua a non esserlo per la scienza. La piattaforma scientifica internazionale ClimaMeter calcola che, a causa delle emissioni di gas serra, le temperature associate all’attuale configurazione meteorologica sono di circa 2-4 °C più elevate di quanto sarebbero state in condizioni meteorologiche simili durante la seconda metà del XX secolo. A Parigi, si stimano circa 2,4 °C in più, a Milano +3,8 °C e a Saragozza +4 °C. Questo dice la scienza, qualsiasi cosa postino Trump o Salvini. Ecco, però, una rassegna di alcune delle dichiarazioni più emblematiche rispetto al cambiamento climatico.

Donald Trump, dall’appello (quasi) dimenticato alle teorie del complotto

Per Trump il cambiamento climatico è una bufala. Ha ritrattato sì, ma poi è tornato sui suoi passi alla stessa velocità con cui è uscito dagli Accordi di Parigi. E pensare che nel 2009, insieme a decine di leader aziendali americani e ai suoi tre figli maggiori, Donald Jr., Ivanka ed Eric, anche Trump firmò un appello rivolto all’allora presidente Barack Obama e al Congresso, pubblicato come annuncio a pagamento sul New York Times. “Se non agiamo ora, è scientificamente inconfutabile che ci saranno conseguenze catastrofiche” recitava la lettera. Oggi sembra fantascienza. Il 6 novembre 2012, appena tre anni dopo, Trump postò su Twitter le seguenti parole: “Il concetto di riscaldamento globale è stato creato dalla e per la Cina allo scopo di rendere l’industria manifatturiera statunitense non competitiva”. Ottobre 2014: “Appena uscita. Le calotte polari sono alle massime altezze di tutti i tempi, la popolazione di orsi polari più forte che mai. Dove diavolo è il riscaldamento globale?”. Da allora, ha detto di tutto e, a settembre 2025, all’Assemblea Generale dell’Onu ha definito la lotta climatica “la più grande truffa mai perpetrata sul mondo”.

Per l’ex presidente Václav Klaus il riscaldamento globale è un “falso mito”

Le posizioni dell’ex presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus, sono sempre state scettiche e negazioniste. Ha definito il riscaldamento globale un “falso mito” e un’ideologia simile a una religione. Le sue tesi principali sono racchiuse nel suo saggio “Pianeta blu in catene verdi”, nel quale spiega come l’allarme climatico non sarebbe basato su dati scientifici solidi, ma su un’agenda politica mirata a limitare il libero mercato. Mentre Klaus nega l’esistenza di un’emergenza, considerando i mutamenti in corso come normali fluttuazioni naturali.

Matteo Salvini senza freni

In Italia, pur rifiutando l’etichetta di negazionista del clima, il vicepremier Matteo Salvini in realtà ha fatto scuola. L’ironia sulle temperature è stata una delle sue armi più taglienti. A maggio 2019, sette mesi dopo la pubblicazione del rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico che avrebbe cambiato la percezione stessa del mondo sulla gravità della situazione, durante un comizio a Milano, Salvini ha dichiarato: “Accendo la televisione e il problema fondamentale è il riscaldamento globale… stiamo qua col cappotto. Fa un freddo pazzesco in Italia, portatemi il riscaldamento globale”. Altra perla di saggezza, a luglio 2023, durante una convention estiva: “D’estate fa caldo, d’inverno fa freddo. Mio nonno mi diceva che quando fa caldo bisogna stare all’ombra”. C’è poi la teoria salviniana dei cicli naturali, secondo la quale lo scioglimento dei ghiacciai non dipende dal riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra e, quindi, alle attività umane. Sempre a luglio 2023, durante un comizio alla scuola politica della Lega: “Io adoro la montagna. E quando vai sull’Adamello e sul Tonale e vedi i ghiacciai che si ritirano anno dopo anno ti fermi a pensare, poi studi la storia e vedi che sono cicli. Il ghiaccio non arretra perché Capezzone sgasa con la sua Golf turbo”. Pochi mesi dopo, partecipando all’assemblea della Confederazione Italiana Agricoltori, è tornato sul contributo dell’uomo al riscaldamento globale: “L’uomo influisce sul cambiamento climatico? Sì, ma come un raffreddore durante un temporale”. Negli ultimi anni, le sue dichiarazioni sono tutte contro le misure del Green Deal che, di fatto, è stato smantellato.

Il senatore Malan, tra la rilettura dei disastri alla gaffe sul livello del mare

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, ha più volte espresso la sua opinione rispetto al cambiamento climatico. Indimenticabile un commento lasciato sui social nel 2012, poco dopo il suo passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia, dopo un servizio andato in onda a Uno Mattina. Si parlava di Fairbourne, centro sulla costa del Galles del Nord che entro il 2055 rischia di essere sommerso dalle acque. “Sarebbe il primo (villaggio, ndr) a scomparire a causa del cambiamento climatico perché è sul mare. Ma il mare non è tutto allo stesso livello?” domandava con ironia. Eh no. A sue spese Malan ha scoperto che il mare non è tutto allo stesso livello ma, quando si parla di ‘livello del mare’ ci si riferisce a una media. Tra l’altro, questo innalzamento avrà effetti diversi a seconda dei territori, della loro morfologia, della presenza di barriere naturali o artificiali e di insediamenti urbani. Dopo la gaffe, Malan non ha fatto marcia indietro. “Il riscaldamento globale non perdona” ha commentato nel 2023 dopo una nevicata a Ragusa, in Sicilia. Il culmine lo ha raggiunto dopo le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel 2023 (“Il cambiamento climatico non è un dogma”). Per Malan non c’era una correlazione diretta con l’emergenza climatica, ma si trattava di fenomeni “già visti”, come l’alluvione di Firenze del 1966 o il disastro del Polesine. Nessun cenno, però, ai dati sulla frequenza con cui questi eventi si stanno verificando, che è proprio il focus su cui si concentrano gli scienziati. Per la cronaca, nella seconda fase delle alluvioni, tra il 15 e il 17 maggio di quell’anno, sono esondati completamente 21 tra fiumi e corsi d’acqua, sommergendo completamente o in parte 37 comuni.

Il leghista Claudio Borghi se l’è presa con le centraline

Nevicate estive e freddo fuori stagione sono i campi di atterraggio preferiti per le battute social del leghista, Claudio Borghi. Ad agosto 2023, sui propri canali social e in un’intervista al quotidiano La Verità, il senatore del Carroccio è arrivato a sollevare dubbi sul metodo con cui erano state calcolate le temperature in Sicilia durante l’ondata di quei giorni (47 gradi raggiunti a Palermo). “Aeroporto di Lamezia. Diciamo che, se il dato è giusto, mettere una centralina meteo sopra un distributore di carburanti in aeroporto non mi sembra un’ottima idea” ha scritto su Twitter. Secondo il senatore, le centraline sarebbero state installate in luoghi poco adatti per “favorire il gioco degli ecoansiosi”. In quella occasione è intervenuto l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) precisando che la vicinanza con i condizionatori era stata oggetto di alcune verifiche incrociate e che le centraline erano perfettamente a norma. Cosa è cambiato per Borghi? Molto poco se a febbraio 2026, in occasione di Milano-Cortina e dopo le polemiche sulla presenza della neve, ha così commentato su X: “Ma cosa ci fa tutta quella neve sugli alberi attorno alla pista dello speciale a Bormio? Ma non c’era mica il tipo in canottiera per il cambiamento climatico?”.

Nicola Procaccini e l’interpretazione dei dati di Copernicus

Il cambio di registro avvenuto negli ultimi anni è ben comprensibile da alcune esternazioni di Nicola Procaccini, europarlamentare e responsabile Ambiente di Fratelli d’Italia sui dati, pubblicati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 dal Servizio Climatico Copernicus. “La temperatura della Terra si è raffreddata nell’ultimo anno secondo Copernicus, il sistema di monitoraggio meteo dell’Unione Europea. La temperatura globale nel 2025 è scesa sia rispetto al 2024 che al 2023” ha commentato, domandandosi come mai non trovasse la notizia sugli organi di informazione internazionali. Forse perché il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale. Per inciso, solo di 0,01 °C più freddo del 2023 e di 0,13 °C più freddo del 2024, l’anno più caldo mai registrato.

Franco Prodi e l’articolo negazionista poi ritirato

Tra i negazionismi del clima c’è anche il fisico dell’atmosfera Franco Prodi, fratello dell’ex premier Romano Prodi. Insieme ad altri ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare – Gianluca Alimonti, Luigi Mariani e Renato Angelo Ricci – ha firmato uno studio pubblicato a gennaio 2022 sulla rivista scientifica European Physical Journal Plus dell’editore Springer Nature, da non confondere con la prestigiosa rivista Nature. Il senatore Malan citava proprio Prodi e il suo studio commentando l’alluvione che aveva devastato l’Emilia Romagna. La tesi centrale dei quattro scienziati era che, sulla base dell’analisi dei dati storici osservati, la crisi climatica non fosse ancora evidente. Un’indagine giornalistica di Afp (Agence France-Presse) portò a una revisione affidata a esperti del settore e, nell’agosto del 2023, lo studio fu ritirato.

Il cambiamento climatico secondo Giambruno, Feltri e Ferrara

Meritano un accenno anche alcune dichiarazione di giornalisti in tema di cambiamento climatico. “A luglio fa caldo da secoli, facciamocene una ragione” scriveva Giuliano Ferrara su Il Foglio nel 2022. Va citata anche una puntata della trasmissione ‘Diario del giorno’, andata in onda a luglio 2023 e condotta da Andrea Giambruno, allora anche compagno di Giorgia Meloni. In Italia, come in questi giorni, si registravano temperature record, tanto da dedicare al tema tutta la puntata, ma per Giambruno gli effetti dell’anticiclone africano non erano “poi una grande notizia”. E ancora: “Secondo gli ambientalisti la colpa è di noi cittadini che non ci curiamo dell’ambiente”. E Vittorio Feltri: “Gli ecologisti sono dei conformisti che parlano di caldo record, ma è sempre stato così a partire dagli anni Ottanta. A me del caldo non interessa, non lo soffro e non sudo nemmeno…”. Sono state le giornaliste Caterina Collovati e, inviata a Bari, Rossella Grandolfo a invitare ad ascoltare gli scienziati. “Purtroppo va data ragione agli scienziati del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell’Onu – spiega Grandolfo – che studiano tutto questo e che purtroppo per tutti noi hanno confermato che le ondate di calore rispetto agli anni Ottanta sono aumentate e soprattutto si sono ravvicinate di gran lunga”.

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Il Fatto Quotidiano

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