Legge elettorale, "li cerco io": franchi tiratori, parte la caccia di Lollobrigida
- Postato il 15 luglio 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Tensioni nella maggioranza di governo dopo il fallimento dell'emendamento sulla legge elettorale. Almeno trenta deputati hanno votato contro il provvedimento grazie al voto segreto, scatenando una caccia ai responsabili. Il ministro Lollobrigida promette di identificare i franchi tiratori, mentre l'opposizione festeggia l'autogol della coalizione. Un episodio che rivela fratture significative all'interno della maggioranza e mette in evidenza la fragilità delle dinamiche parlamentari.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Legge elettorale, "li cerco io": franchi tiratori, parte la caccia di Lollobrigida
"Adesso vado a scoprire chi sono i franchi tiratori, ci sentiamo dopo": Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, si sarebbe preso personalmente l'impegno di individuare i deputati che ieri, grazie allo scudo del voto segreto, hanno impedito alla maggioranza di approvare l'emendamento sulle preferenze nell'ambito dell'esame della nuova legge elettorale alla Camera. Si tratterebbe di almeno 30 onorevoli. Lo scrive Simone Canettieri sul Corriere della Sera.
"Ha vinto l’istinto di autoconservazione", ha commentato invece Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, subito dopo la votazione. Incredulo Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, primi firmatari dell'emendamento insieme a Fratelli d'Italia e Udc. Soddisfazione invece tra i banchi dell'opposizione, da dove si sono levati cori del tipo: "Dimissioni, dimissioni" o "A casa, andate a casa", con tanto di abbracci e pacche sulle spalle per l'autogol segnato dalla maggioranza di governo. Nel Pd si sarebbe iniziato a parlare addirittura di toto ministri.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48554403]]
Al momento, nonostante le smentite dei diretti interessati, i sospetti si concentrerebbero soprattutto su Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi, forse per una questione di merito oppure per mandare un segnale al leader azzurro nonché ministro degli Esteri Antonio Tajani. E non solo: delle ombre investirebbero anche i leghisti. A quanto pare, non ha funzionato la presunta strategia messa in atto da Giorgia Meloni prima del voto, quando in una rapida call con i vicepremier li avrebbe avvisati che in caso di imprevisti su questo emendamento avrebbe "mandato tutti al voto".
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48553454]]
Continua a leggere...