Lecce, a processo il falso ginecologo che chiedeva alle donne foto e video intimi
- Postato il 23 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Lecce, a processo il falso ginecologo che chiedeva alle donne foto e video intimi
E’ originario di Torre Annunziata ma residente nel Materano il falso ginecologo a processo dal Tribunale di Lecce che chiedeva alle donne foto e video intimi: 18 adescate, 16 nel Salento
Si fingeva ginecologo per adescare donne e ottenere foto e video intimi dalle pazienti: a finire nei guai è Salvatore Sisto Urgo, 44enne originario di Torre Annunziata, residente in provincia di Matera. A mettere la parola fine all’inganno è stato il gup del Tribunale di Lecce Luca Scuzzarella, che ha rinviato a giudizio l’uomo, accusato di aver finto di essere un ginecologo e di aver adescato, tra luglio e ottobre 2021, diciotto donne tra i 20 e i 40 anni, sedici delle quali residenti nel Salento.
Per mesi l’insospettabile cittadino della provincia di Matera ha vissuto una doppia vita da incubo, muovendosi nell’ombra digitale come un predatore seriale.
La Basilicata, terra di accoglienza, di transiti silenziosi e di placida quotidianità, si scopre improvvisamente l’inatteso sfondo geografico di una vicenda torbida che ha sconvolto diciotto donne agganciate in una rete di finta prevenzione medica. Sedici di loro risiedono nel Salento, totalmente ignare che il sedicente specialista dall’altro capo della cornetta telefonica operasse indisturbato proprio dal cuore profondo del territorio lucano.
LE IPOTESI DELLA PROCURA SALENTINA
Il modus operandi ipotizzato dalla Procura salentina rasenta il grottesco, se non fosse drammatico per la dignità delle vittime. Il finto ginecologo riusciva a intercettare con destrezza i referti clinici e gli esami delle malcapitate, per poi contattarle sfoderando il tono rassicurante e perentorio del medico d’urgenza. Con il pretesto di salvifici controlli e accertamenti diagnostici immediati, convinceva le donne a compiere atti di autoerotismo davanti alla webcam del computer o a inviare immagini intime. Una manipolazione psicologica feroce e spietata, consumata interamente dietro la barriera protettiva di uno schermo. Le accuse firmate dal gup leccese Luca Scuzzarella pesano come macigni: tentata violenza sessuale, usurpazione di funzioni pubbliche e acquisizione fraudolenta di dati personali.
A rompere l’incantesimo perverso è stata una studentessa salentina di 24 anni che ha trovato il coraggio di sporgere denuncia, trasformando il suo dramma privato in un formidabile amplificatore social con l’hashtag #nonseisola. Da quel momento il castello di carte dell’impostore è crollato, svelando un inquietante e radicato passato da seriale del raggiro. Urgo non è affatto nuovo a queste bizzarre performance telematiche di stampo medico, avendo già collezionato denunce e condanne per identici raggiri in Veneto ed Emilia-Romagna. La maschera del camice bianco è caduta definitivamente e ora la parola passa ai giudici del tribunale salentino, mentre la comunità lucana assiste attonita.
Il Quotidiano del Sud.
Lecce, a processo il falso ginecologo che chiedeva alle donne foto e video intimi