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Una recente revisione scientifica suggerisce che le api possiedono una capacità più sofisticata del previsto: non solo distinguono stimoli visivi, ma riescono anche a discriminare le quantità numeriche. Lo evidenzia una nuova analisi di esperimenti passati, riletto alla luce delle reali modalità percettive di questi insetti. La ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, è stata condotta da un team internazionale guidato dai neuroscienziati Mirko Zanon e Giorgio Vallortigara dell’Università di Trento.
Secondo Zanon, il dibattito riguarda se le api contino realmente o se reagiscano solo a pattern visivi, ma i nuovi dati smentiscono questa ipotesi se si considera la biologia dell’animale. Rianalizzando gli stimoli secondo la percezione delle api, emerge che la risposta è legata alla sensibilità numerica. In precedenti studi le api venivano addestrate ad associare simboli a quantità numeriche osservando carte con forme diverse. Nel 2019, ad esempio, l’accuratezza in addestramento raggiungeva il 75-80%, mentre nei test scendeva al 60-65%, restando comunque superiore al caso. Tuttavia una critica successiva ha proposto che le api potessero basarsi su semplici schemi visivi ricorrenti. Una nuova coordinatrice dello studio sottolinea che per valutare le capacità cognitive degli animali è necessario adottarne la prospettiva percettiva correttamente scientifica.
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