L’Acquario comunale a Vibo Marina infiamma la discussione in Consiglio
- Postato il 23 giugno 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 6 min di lettura
Il Quotidiano del Sud
L’Acquario comunale a Vibo Marina infiamma la discussione in Consiglio
Carmen Corrado (FI) parla di progetto anacronistico e pericoloso mentre l’assessore Monteleone difende la scelta di realizzare un Acquario Comunale a VIbo Marina e non più il museo della Dieta Mediterranea, spiegandone le ragioni
VIBO VALENTIA – Il futuro dell’area retroportuale di Vibo Marina accende il Consiglio Comunale e trasforma l’aula in un’arena di duro scontro politico; al centro della contesa c’è il progetto di realizzazione di un Acquario Comunale, un’opera finanziata con ben 7.980.520,00 euro a valere sui fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) “Calabria – Svelare Bellezza”.
L’infrastruttura, che la Giunta ha deliberato di voler insediare sul sedime dell’ex deposito costiero della società Basalti Energia Srl, ha sollevato una durissima offensiva da parte del gruppo consiliare di Forza Italia, formalizzata in un’articolata interrogazione illustrata in aula dalla consigliera Carmen Corrado. A rispondere in aula, difendendo le scelte dell’esecutivo, è stato l’assessore Salvatore Monteleone.
L’AFFONDO DI FORZA ITALIA: “PROGETTO ANACRONISTICO E PERICOLOSO”
L’intervento della consigliera Carmen Corrado ha messo in fila una serie di criticità di natura ambientale, economica, giuridica e di pubblica sicurezza, definendo l’iter amministrativo fragile e privo delle necessarie garanzie preliminari. Il punto più sensibile riguarda lo stato di contaminazione dei suoli dell’ex Basalti Energia. La Corrado ha richiamato i verbali del tavolo tecnico del 9 marzo 2026, evidenziando come l’area sia frammentata in 5 settori con destini ambientali divergenti. Se il Settore 1 è subito utilizzabile, il Settore 2 e 3 presentano pesanti “hot spot” di benzo(a)pirene e necessità di bonifica gas free per la rimozione di serbatoi interrati.
Ritenuta ancor peggiore la situazione dei Settori 4 e 5, dove si registrano superamenti delle Concentrazioni Soglia di Rischio (Csr) per metalli pesanti come il Piombo: «L’Arpacal ha verbalizzato che l’area sarà disponibile solo dopo il collaudo positivo di tutti gli interventi – ha incalzato Corrado – La stessa società Basalti Energia ha ammesso che per una bonifica totale potrebbero servire fino a 10 anni. L’alternativa è la Messa in Sicurezza Permanente (MISP), ovvero un mero tombamento asfaltato dei veleni. È questo il polo didattico che vogliamo offrire a bambini e famiglie?”.
SICUREZZA INDUSRRIALE E IL VINCOLO DELLA “MERIDIONALE PETROLI”
Un’altra pesante “tegola” sollevata dall’opposizione riguarda la pubblica incolumità. Il sito individuato sorge ad appena 300 metri dal grande deposito costiero della “Meridionale Petroli”, uno stabilimento a Rischio di Incidente Rilevante (Rir). L’area dell’acquario ricade quindi nelle perimetrazioni del Piano di Emergenza Esterno (Pee) della Prefettura. Secondo Forza Italia, i rigidi vincoli sull’affollamento e le vie di fuga renderebbero la struttura intrinsecamente incompatibile con l’afflusso di scolaresche e grandi masse di turisti.
MANCANZA DI TITOLI GIURIDICI E SOSTENIBILITà ECONOMICA
Sul piano burocratico, Forza Italia ha denunciato che il Comune ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) senza avere la reale disponibilità giuridica del bene, avendo presentato soltanto il modello D1 per la richiesta di concessione demaniale. Sono stati inoltre contestati i dati economici: la stima di 200.000 visitatori annui (circa 550 ingressi al giorno) viene giudicata fortemente sovrastimata. Il rischio, secondo i forzisti, è che gli esorbitanti costi di gestione h24 di un acquario con animali vivi (filtrazione, refrigerazione, riscaldamento, specialisti) provochino un deficit strutturale pronto a gravare come debito fuori bilancio sulle tasche dei cittadini vibonesi, citando il caso fallimentare dell’Acquario di Roma (Sea Life all’Eue).
L’ASSESSORE MONTELEONE ILLUSTRA LA “SVOLTA STRATEGICA”
Chiamato in causa, l’assessore Salvatore Monteleone ha respinto le accuse di superficialità, delineando la visione di sviluppo turistico della maggioranza e ridimensionando gli allarmi sulle tempistiche, chiarendo preliminarmente la natura dell’atto contestato: “L’approvazione del Dip non costituisce l’approvazione del progetto esecutivo né determina l’immediata realizzazione dell’opera. Rappresenta il necessario presupposto programmatorio preliminare per avviare le attività tecniche. Tutti i pareri, i nulla osta e le autorizzazioni previste dalla legge saranno acquisiti nelle successive fasi di progettazione”.
ACQUISIZIONE DELL’AREA E SICUREZZA
In merito al titolo concessorio, Monteleone ha annunciato che gli uffici comunali si sono già attivati dal 10 febbraio 2026, inoltrando formale richiesta di consegna dell’area retroportuale alla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia e all’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, seguendo l’iter per renderlo compatibile con il cronoprogramma del finanziamento. Anche sul fronte del Piano di Emergenza Esterno per la “Meridionale Petroli”, l’assessore ha confermato che l’amministrazione ha già attivato i necessari interlocutori istituzionali per ottenere i pareri di sicurezza.
PERCHé L’ACQUARIO E NON IL MUSEO DELLA DIETA MEDITERRANEA
Monteleone ha ampiamente giustificato il cambio di rotta rispetto all’originario progetto del Museo enogastronomico: “Vibo Marina necessita di un’infrastruttura innovativa che valorizzi il suo legame storico e sociale con il mare, la pesca e la portualità, e un Acquario Comunale pubblico va in questa direzione; la struttura non sarà solo espositiva, ma diventerà un polo scientifico, didattico e congressuale, un “museo vivente del Mediterraneo” legato alle aree marine protette della Costa degli Dei; infine sfruttando la forte presenza turistica della zona e la vicinanza alle infrastrutture di trasporto, l’opera colmerà l’assenza di grandi acquari moderni nel Sud Italia.
Sui vincoli di erosione costiera (P3) e rischio idraulico (R4/R2 per il Fosso Cutura), la Giunta assicura che verranno eseguite indagini geotecniche e strutturali ad hoc: «Il parere dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale sarà un elemento imprescindibile; adegueremo le determinazioni alle prescrizioni che verranno impartite».
LA CONTROREPLICA DELLA CORRADO: «IL MARE NON SI CHIUDE DENTRO LE VASCHE DI VETRO».
La risposta dell’esecutivo non ha convinto l’opposizione. La controreplica della consigliera Carmen Corrado è stata infatti durissima, confermando la totale insoddisfazione di Forza Italia.
“Non ci è stato detto se esiste un progetto reale e quali siano i tempi previsti per la bonifica” ha dichiarato Corrado a verbale. “Senza certezze temporali, rischiamo di far decadere i termini di spesa imposti dal CIS e perdere irrimediabilmente quasi 8 milioni di euro di fondi pubblici”.
‘affondo finale della consigliera ha però assunto una forte connotazione etica e culturale, sposando le tesi delle associazioni ambientaliste: “Questo progetto dell’Acquario a Vibo Marina è anacronistico e si scontra con la moderna sensibilità verso il benessere animale. Il trend internazionale viaggia verso soluzioni digitali, virtuali e immersive a impatto zero sulla fauna. La verità è una sola: il mare non si richiude dentro delle vasche di vetro”.
LE POLEMICHE SULL’ACQUARIO RESTANO VIVE
Forza Italia ha chiesto formalmente che il dibattito venga inserito come punto formale all’Ordine del Giorno nella prossima seduta utile del Consiglio Comunale, promettendo di dare battaglia sulle autorizzazioni ambientali e sui pareri della Prefettura e dei Vigili del Fuoco.
Il Quotidiano del Sud.
L’Acquario comunale a Vibo Marina infiamma la discussione in Consiglio