La spinta delle professioni per dare energia al Paese
- Postato il 2 giugno 2026
- Cultura
- Di Libero Quotidiano
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La spinta delle professioni per dare energia al Paese
Costruire un rapporto più stretto tra istituzioni e professioni per sostenere la crescita economica, semplificare il quadro normativo e rendere più competitivo il sistema produttivo italiano. È questo il messaggio emerso dal Cnpr Forum speciale “Professionisti strategici nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.
Al centro del confronto il ruolo dei commercialisti e delle professioni ordinistiche, considerati interlocutori fondamentali per accompagnare imprese e cittadini nelle sfide della trasformazione economica, fiscale e amministrativa.
Ad aprire il dibattito è stata Chiara Tenerini (Forza Italia), che ha evidenziato come «in un momento in cui al centro dell’agenda politica ci sono lo sviluppo economico, il tema della produttività e della crescita dimensionale delle aziende che devono concorrere anche alla crescita salariale, ci deve essere un patto di corresponsabilità e di coesione, non formale ma vero, con chi rappresenta il mondo delle professioni. I commercialisti rappresentano un ordine professionale che è un presidio fondamentale del Paese, una infrastruttura importantissima che ogni giorno affronta le problematiche di chi la produttività concorre a mantenerla. Non si può pensare di scrivere riforme e leggi che dovrebbero aiutare le energie positive del Paese chiusi nelle stanze dei ministeri ma devono essere fatte in un rapporto di sincera collaborazione dove ogni parte svolge ma la politica deve avere un ascolto attivo. Bisogna riuscire in qualche maniera a instaurare un rapporto fiduciario in cui lo Stato chiaramente detta una cornice di regole chiare, semplici, che non scoraggino la libera impresa».
CORPI INTERMEDI
Secondo Andrea De Bertoldi (Lega) le professioni devono mantenere un dialogo costante con le istituzioni senza assumere posizioni di parte, svolgendo pienamente il proprio ruolo di corpi intermedi al servizio dell’interesse generale. Il parlamentare ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rendere nuovamente attrattiva la professione per le nuove generazioni, intervenendo su due questioni considerate prioritarie: la revisione della disciplina dell’equo compenso e quella sulla responsabilità civile dei collegi sindacali.
Per De Bertoldi le norme attuali non garantiscono ancora una tutela adeguata dell’attività professionale. L’equo compenso, in particolare, dovrebbe essere esteso a tutti i rapporti professionali, comprese le piccole e medie imprese e gli appalti pubblici, per evitare che resti una misura di principio con effetti limitati nella pratica. Analogamente, la riforma della responsabilità dei collegi sindacali dovrebbe includere anche revisori e società quotate, offrendo un quadro normativo più coerente con le reali responsabilità esercitate dai professionisti.
Particolarmente critico sul peso della burocrazia è stato Mario Turco (M5s) che ha ricordato come il rapporto tra istituzioni e professionisti sia un fattore decisivo perla competitività del Paese, soprattutto in una fase caratterizzata da una crescita economica ancora insufficiente. I commercialisti, ha spiegato, possono contribuire in maniera significativa non solo sul piano fiscale ma anche nella semplificazione amministrativa e nel miglioramento dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.
Il senatore pentastellato ha inoltre posto l’attenzione sul tema generazionale, evidenziando come i giovani continuino a occupare una posizione marginale nelle politiche di sviluppo. A suo giudizio, l’Italia non ha sfruttato pienamente le opportunità offerte dal PNRR per favorire l’occupazione e la crescita professionale delle nuove generazioni.
Una situazione che si riflette anche sul mondo delle professioni, dove molti giovani faticano a intravedere adeguate prospettive economiche e di riconoscimento delle proprie competenze.
COMPETITIVITÀ
Nel corso del forum è emerso anche il tema della competitività del sistema Italia. Professionisti e rappresentanti delle istituzioni hanno condiviso la necessità di ridurre gli ostacoli burocratici che rallentano gli investimenti e complicano l’attività delle imprese.
La semplificazione normativa è stata indicata come una delle leve principali per sostenere la crescita economica, attrarre capitali e favorire l’innovazione. In questo scenario, i commercialisti svolgono una funzione strategica di collegamento tra amministrazioni pubbliche, imprese e cittadini, contribuendo all’applicazione delle norme e alla diffusione di una cultura della legalità e della corretta gestione aziendale. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla valorizzazione del capitale umano.
Secondo i relatori, la crescita del Paese passa inevitabilmente attraverso il riconoscimento delle competenze professionali e la creazione di condizioni che rendano le professioni più attrattive per i giovani. Formazione continua, adeguata remunerazione delle prestazioni professionali e maggiore coinvolgimento nei processi decisionali sono stati indicati come elementi essenziali per garantire il ricambio generazionale e rafforzare il ruolo delle professioni nell’economia italiana.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: il rilancio della competitività italiana passa attraverso una maggiore collaborazione tra politica, professioni e sistema produttivo. In un contesto caratterizzato da trasformazioni economiche, digitali e sociali sempre più rapide, i professionisti sono chiamati a svolgere un ruolo strategico di accompagnamento e supporto alle imprese.
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