“La scuola che è esclude è incostituzionale”, folla al presidio alla Daneo contro il decreto del governo
- Postato il 28 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, uomini e donne, con e senza velo, con cartelli è striscioni con scritto “Nessuna persona è straniera” e “La scuola che è esclude è incostituzionale”, in diverse lingue e con diversi alfabeti. Questa la fotografia che racchiude la protesta messa in atto nella mattinata di oggi, lunedì 28 settembre, davanti all’ingresso della scuola Daneo, nel centro storico di Genova.
Nel giorno in cui il “decreto scuola” del governo, approvato venerdì scorso, passa in Quirinale per il vaglio, l’associazione e la comunità Daneo – balzata agli onori delle cronache nazionali per la vicenda dello striscione rimosso e poi restituito dalla polizia – hanno promosso una mobilitazione pubblica e che richiama l’articolo 34 della Costituzione: la scuola è aperta a tutti.
Al presidio, stamani, hanno partecipato non solo genitori e maestre della Daneo ma anche altre persone – in tutto oltre 200 – in segno di solidarietà. Così come in solidarietà in queste ore sono comparsi striscioni e manifesti nei pressi di molte scuole cittadine. Nei giorni scorsi era arrivata l’adesione di molti partiti di centrosinistra, dal Pd ad Avs a Rifondazione. Al contrario il centrodestra, dalla Lega a Vannacci, si è scagliato contro le iniziative chiedendo che gli ispettori del ministero vengano a controllare la didattica della scuola Daneo.
“Il decreto – ha detto Francesca Pastore, presidente dell’associazione leggendo la lettera preparata per il presidio – non solo sembrerebbe inutile dal punto di vista attuativo ma si fonda su valori che l’inclusione invece distruggono”. “Promuovere l’inclusione richiede ben altri strumenti – ha sottolineato – e la nostra scuola da sempre lavora in questo senso”. Pastore ha ricordato quali siano le pratiche della Daneo “Materiale condiviso, lavoro per gruppi, attività fuori orario scolastico che coinvolgono le famiglie come merende condivise, camminate nei fine settimana, colazioni tra genitori per incontrarsi e raccontarsi, uscite didattiche di più giorni e attività ricreative e sportive sovvenzionate grazie al mercatino di Natale organizzato dalla scuola insieme all’associazione”.
Dopo le tante manifestazioni di solidarietà virtuali anche la presenza in piazza incoraggia l’associazione Daneo a perseguire la sua strada: “Né quest’ultimo decreto scuola, né azioni deprecabili come quella avvenuta venerdì alla scuola Daneo, né le polemiche a cui abbiamo assistito in questi giorni o quelle che verranno potranno silenziare queste voci o scoraggiare l’operato di chi tiene in piedi la scuola, una scuola pubblica, laica, solidale e aperta a tutte e tutti”.
Ieri, anche il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, con un post, ha criticato i metodi usati nella scuola del centro storico genovese: “Bambini costretti a scrivere messaggi in stile woke”.
Ma al presidio di questa mattina ha aderito anche l’ordine delle psicologhe e degli psicologi della Liguria: “La scuola non è solo un luogo di apprendimento – ricordano dall’ordine – ma uno spazio nel quale bambini e ragazzi “costruiscono legami, senso di appartenenza e fiducia negli adulti e nelle istituzioni”. Secondo gli psicologi liguri, “la continuità di questi contesti e delle relazioni che si sviluppano al loro interno rappresenta un fattore di protezione fondamentale per il benessere psicologico e per una crescita serena”. Da qui la contrarietà a ipotizzare cambi di classe o scuola per i bambini stranieri che non rispondano ai criteri previsti dal decreto.