Tassa sugli imbarchi, il Tar dà ragione al Comune: respinto il ricorso del cluster marittimo
- Postato il 29 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso contro la tassa sugli imbarchi in porto adottata dal Comune di Genova. A presentarlo erano stati Assarmatori, Assagenti, Gnv, Moby e Stazioni Marittime e da un privato cittadino residente a Milano, con l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale che aveva deciso di costituirsi in giudizio.
L’obiettivo era cancellare la cosiddetta tassa sui crocieristi, applicabile in realtà anche ai traghetti, cioè l’addizionale da 3 euro a passeggero che la giunta Salis aveva istituito in virtù di un accordo sottoscritto nel 2022 tra la giunta Bucci e il Governo. Secondo gli operatori marittimi e portuali si trattava di una delibera “illegittima” e in violazione del diritto europeo, ma i giudici amministrativi hanno dato ragione al Comune.
Assarmatori “prende atto dell’odierna sentenza del Tribunale amministrativo della Liguria sull’istituzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e del relativo regolamento a Genova – si legge in una nota -. Le motivazioni saranno oggetto di approfondita analisi cui seguirà la decisione relativa a un eventuale ricorso d’appello presso il Consiglio di Stato”.
Il Comune aveva già inserito gli introiti previsti a bilancio: per il 2026 l’amministrazione Salis contava di introitare 3,5 milioni, ma a condizione di partire a giugno, in modo da non gravare sui biglietti già emessi. Dal 2027, contando di coprire l’intera annualità, la misura dovrebbe portare in dote 5,7 milioni all’anno.
Anche sulla base di queste considerazioni, nelle more del ricorso al Tar, era partito un esposto alla Corte dei conti – e per conoscenza alla Procura della Repubblica – per il possibile danno erariale derivato dal mancato introito dell’addizionale, pari a 17 milioni di euro negli ultimi due anni, ai quali dovrebbero aggiungersi quelli persi nel frattempo.
Tursi aveva deciso di tirare dritto dopo aver ricevuto lo scorso dicembre una lettera del ministero dell’Interno che dichiara il Comune “inadempiente” e giudica “inammissibile” la richiesta di rimodulazione avanzata dalla giunta Bucci-Piciocchi. “Io devo difendere l’interesse della città e dei cittadini”, ha rivendicato più volte la sindaca Salis.