La robusta costituzione di Benito Mussolini e i consigli di Italo Balbo
- Postato il 26 maggio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Da più di un secolo i periodici Usa intrattengono i lettori con rubriche divertenti di aneddoti sui vip: li inventano agenzie che forniscono materiali ai columnist di gossip faceti. Nel caso sentiste il bisogno di ritrovare un po’ di buonumore in questi tempi cupi del cazzo con aneddoti gustosi redatti alla maniera americana, eccovi serviti.
Negli anni ’50 e ’60 Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi scrivevano in coppia riviste, programmi tv e film per i più rinomati comici dell’epoca. Il loro umorismo all’inglese era particolarmente adatto a interpreti come Tognazzi, Vianello, Chiari, Rascel e Dapporto. Un bell’esempio è questa scenetta tratta dal varietà Rai Un due tre. Una vecchia (Vianello) ferma un ragazzo che sta correndo a perdifiato per la via (Tognazzi): “Dove vai?” “Dal medico. Il nonno sta male”. “Ma no. Torna a casa e di’ al nonno che non è nulla. Crede sempre di star male: è solo una sua impressione!” Didascalia: “Tre giorni dopo”. L’incontro si ripete. VIANELLO: “Il nonno sta meglio?” TOGNAZZI: “Sì, sta benissimo. Però si è messo in testa che è morto e lo seppelliamo domani”.
Oppure questa, dal programma tv Sarò breve (1957). LAURETTA MASIERO: “Avevi promesso che avresti smesso di bere. Cosa sono tutte queste bottiglie vuote nell’armadio?” TOGNAZZI: “E che ne so!” MASIERO: “Se non lo sai tu…” TOGNAZZI: “Ma ti sembro uno che si diverte a comprare delle bottiglie vuote?”
Paolo Panelli in un’intervista a Oggi: “Io e mia moglie non parliamo mai di sesso. Quel che è stato è stato”.
La robusta costituzione di Benito Mussolini aveva trionfato su un mezzo avvelenamento che aveva messo in pericolo la sua vita. Italo Balbo, che si era recato a prendere notizie dell’illustre infermo, si meravigliò di trovarlo alzato, mentre i giornali stranieri annunciavano che era in stato comatoso. “Come mai ti trovo così bene, mentre stamane i giornali stranieri dicono che sei agli estremi?” “Devi scusarmi” rispose Mussolini “ma stamane non ho ancora letto i giornali stranieri”.
Alberto Savinio, il fratello di Giorgio De Chirico, lesse in una rivista l’inserzione di una scuola di disegno che dichiarava: “Se sapete scrivere, sapete disegnare”. Pensò quindi di seguire le lezioni di quella scuola: garantiva il successo a chicchessia. Dopo due anni di frequenza assidua, Savinio, dubitando dei propri progressi, si recò dal direttore della scuola per protestare, reclamando la restituzione dei propri soldi. Il direttore gli domandò: “Scusi, ma lei chi è?” “Sono Alberto Savinio”. “Savinio, Savinio” ripeté il direttore. “Questo nome non mi è nuovo. Lei è uno scrittore, mi pare. Dico bene?” “Sì, sono un romanziere”, protestò l’uomo di lettere. Il direttore ebbe un lampo di memoria: “Ah sì, è vero. Lei è l’autore di Hermafrodito. Già, già. Dunque tutto si spiega. Se sapete scrivere, sapete disegnare. Ma lei non sa scrivere”.
Una sera Giorgio Albertazzi capitò in un salotto romano pieno di ammiratrici. Dopo aver parlato del suo ultimo spettacolo teatrale, fu distratto dal cameriere, mentre le signore seguitavano a discorrere. Una di queste, a un certo punto, disse: “Il teatro è in crisi. Ieri cercavo nel bollettino degli spettacoli, ma non ce n’era uno che mi attraesse. Così, avvilita, mi sono rassegnata ad andarmene a letto”. E Albertazzi, soprappensiero, prendendo una tartina: “C’era gente?”.
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