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La Cunsky fu demolita in India oppure no?

  • Postato il 25 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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La Cunsky fu demolita in India oppure no?

Il Quotidiano del Sud
La Cunsky fu demolita in India oppure no?

La nuova Commissione Bicamerale Ecomafie ha deciso di riaprire il caso sulla nave dei veleni e la prima risposta da trovare è se la Cunsky fu o meno demolita in India


Che esiti hanno dato le indagini per verificare la presunta demolizione della motonave Cunsky in India? Sul punto indagò sia la Procura distrettuale di Catanzaro, che la procura di Paola, dopo che la Bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie, presieduta all’epoca da Gaetano Pecorella, aveva sollevato determinati dubbi in merito. Ma, trascorsi più di 13 anni, ancora i calabresi e gli italiani non hanno notizie precise in merito.

Auspichiamo, quindi – sapendo che lo scorso maggio, la nuova Commissione parlamentare sulle Ecomafie ha deciso di riaprire il caso delle cosiddette “navi a perdere” – che la bicamerale d’inchiesta nell’ambito della propria attività d’indagine intrapresa, tra le altre cose, dia risposta a questi due quesiti: la Cunsky fu demolita in India oppure no? E se non fu demolita nel territorio indiano, che fine ha fatto?

LEGGI ANCHE: Navi dei veleni, ma che fine ha fatto il mercantile Cunsky? Ecco le due versioni

LA VICENDA DELLA CUNSKY, DEMOLITA IN INDIA O AFFONDATA NEL TIRRENO?

La vicenda della Cunsky, 17 anni fa, ebbe un’eco clamorosa, provocando timori e allarmi nella popolazione, nonché un danno d’immagine soprattutto all’area di Cetraro e del Tirreno cosentino. Per questo ora è giusto che pure questo ultimo tassello venga, finalmente, messo a posto.
Fra il 2009 e il 2013, i magistrati che seguirono, anche questo specifico filone di una più ampia e complessa storia, erano il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, oggi a capo della Dda di Reggio Calabria, e il procuratore di Paola, Bruno Giordano, purtroppo deceduto nel 2018. Il mercantile Cunsky, ritenuto una delle cosiddette “navi a perdere” era passato alla ribalta delle cronache dopo le rivelazioni del pentito di ndrangheta Francesco Fonti, il quale, nei primi anni 2000, aveva dichiarato di aver fatto affondare l’imbarcazione al largo di Cetraro.

Nel 2009, quindi, scoppia il caso, quando, proprio nei fondali antistanti Cetraro, nel punto che aveva indicato Fonti, la Procura di Paola individua un relitto. Inizialmente tutti pensano che sia la Cunsky, la nave dei veleni e del mistero. Nel giro di alcune settimane però tale terribile sospetto viene smentito da successivi approfondimenti investigativi, portati avanti congiuntamente dalla Dda catanzarese e dal ministero dell’Ambiente: quel relitto non era la “nave dei veleni” bensì un piroscafo colato a picco durante la Prima guerra mondiale. Nel 2011, Il caso viene, dunque, archiviato, tenendo conto, fra l’altro, di una notizia sopraggiunta nel frattempo, secondo cui il mercantile sarebbe stato demolito nel porto indiano di Alang, nel 1992. Il che inficiava e rendeva inattendibili le dichiarazioni di Fonti, che aveva riferito di aver fatto affondare la nave nel 1993.

IL COLPO DI SCENA DOPO L’ARCHIVIAZIONE

Due anni dopo l’archiviazione, però, un colpo di scena: la Bicamerale d’inchiesta sulle Ecomafie, mette in dubbio l’avvenuta demolizione in India del mercantile. Le autorità indiane, interpellate attraverso circuiti ministeriali, smentivano che la Cunsky fosse stata effettivamente demolita al porto di Alang. La commissione parlamentare d’inchiesta sollecita, allora, nuovi accertamenti al fine di chiarire l’incongruenza, rivolgendosi alla magistratura inquirente che si era occupata della vicenda.

«A far riaprire il caso della Cunsky – recita un articolo di Guido Ruotolo, pubblicato il 14 gennaio del 2013 su La Stampa – è arrivata, nell’ottobre scorso, alla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, una breve nota della Commissione parlamentare antimafia. Il presidente Beppe Pisanu ha comunicato l’esito di una rogatoria con la quale le autorità indiane escludevano categoricamente che la Cunsky fosse stata demolita nel porto di Alang. E ieri, il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli ha sentito un ufficiale di polizia giudiziaria che nell’ottobre del 2009 comunicò l’informazione, rivelatasi errata, della demolizione della nave. Per il momento, Catanzaro ha aperto un fascicolo per capire come è stata veicolata la falsa notizia e perché. Non si procede (ancora) alla riapertura del fascicolo sull’affondamento della Cunsky, ma gli atti sono preliminari a questa eventualità».

Pure il procuratore di Paola, Bruno Giordano, nel 2009, non appena saputa la notizia della demolizione della motonave in India, si attivò per capirci di più. Il magistrato viene audito dalla commissione bicamerale il 22 settembre di quell’anno. Per un decennio le risposte del magistrato, sono rimaste secretate. Ecco cosa dichiarò sul punto il procuratore Giordano, rispondendo alle domande di Pecorella, presidente della commissione.

LE DICHIARAZIONI DI GIORDANO ALLA COMMISSIONE PECORELLA

PRESIDENTE. Vorrei ancora chiederle, per andare poi a raccogliere dati: si è investigato sulla distruzione di questa ipotetica Cunsky? Risultava distrutta, quindi sarà stata demolita presso un cantiere immagino.

PROCURATORE GIORDANO. In India, sembra l’anno precedente alla sommersione.

PRESIDENTE. Su questo è stata fatta qualche rogatoria?

PROCURATORE GIORDANO. No. Su questo ho fatto una delega alla Capitaneria di porto, dopo aver accertato che si trattava di una nave effettivamente molto somigliante per caratteristiche alla Cunsky. Ho immediatamente fatto una delega al comandante della capitaneria di porto di Vibo. Fra gli elementi di cognizione ho inserito anche tutta l’attività volta la nave con precisione, tutta la storia della Cunsky e altro (ivi compreso quel riflesso – chiamiamolo così – sull’oblò…) Nonché gli accertamenti su come la nave sia arrivata lì e su quale sia stato l’ultimo porto. Tutti i dati che usualmente si acquisiscono in casi del genere.

Ma non sarà facile perché sembra – anche questo secondo notizie giornalistiche, però molto documentate – che la Cunsky sia stata demolita l’anno prima. Seguire il suo percorso nel momento in cui era un “cadavere ambulante”, nella fase di clandestinità, non sarà facile. Chi ne fossero i componenti, l’equipaggio e tante altre cose…

Il Quotidiano del Sud.
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