Italiana Coke a Cairo, i sindacati: “Sicurezza subito, ma no alle strumentalizzazioni elettorali”
- Postato il 29 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Cairo Montenotte. L’Italiana Coke scalda gli animi: nei giorni scorsi alcune immagini girate sui social che ritraevano la fuoriuscita di fumo nero dai camini ha allarmato cittadini e istituzioni, tanto che il sindaco Paolo Lambertini ha lanciato una pesante provocazione: “Se i continui richiami all’azienda finalizzati a migliorare la qualità delle emissioni non funzionano, che si crei un tavolo per imporne la chiusura”.
Le segreterie sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL intervengono sul caso e “registrano con preoccupazione le crescenti segnalazioni di peggioramento delle criticità ambientali. Gli impianti devono garantire il rispetto delle normative in materia di inquinamento a salute pubblica, se necessario anche con investimenti e interventi
immediati! In questo senso le critiche della politica e delle istituzioni sono legittime”.
“Non può però passare inosservato che gli ultimi episodi e le dichiarazioni sulla chiusura arrivino proprio mentre si devono assumere decisioni sul termovalorizzatore e dopo che è stata resa pubblica un’ipotesi di riconversione delle aree della cokeria – scrivono Diego Novelli di FILCTEM CGIL, Corrado Calvanico di FEMCA CISL e Fabio Pisella di UILTEC UIL – Questa coincidenza solleva inevitabilmente delle domande: qual è il vero progetto industriale per il sito? Quali sono le cause precise degli ultimi episodi e delle ultime dichiarazioni? Crediamo che sia necessaria una ricostruzione tecnica indipendente e documentata. Con le elezioni amministrative del 2027 all’orizzonte, ambiente e occupazione non possono diventare strumenti da campagna elettorale. Noi non accettiamo strumentalizzazioni di questo tenore. Ben vengano i tavoli tecnici e gli accertamenti, ma parlare di chiudere uno stabilimento senza prima aver
indagato sulle cause e ragionato sulle possibili soluzioni non è accettabile, soprattutto in un’area di crisi
complessa come quella del savonese”.
“Tra dipendenti diretti e indotto lavorano attorno all’Italiana Coke circa 400 persone. Chi parla con disinvoltura di chiusura ha un piano per ricollocarle e garantire il loro futuro? Le segreterie sindacali e i lavoratori chiedono da tempo gli interventi necessari per lavorare in sicurezza e senza inquinare. Se qualcuno ha in mente un progetto diverso, lo dica apertamente. Le segreterie sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL non rimarranno a guardare. Chiudere senza trasparenza e senza un piano per 400 lavoratori sarebbe una pazzia e faremo tutto ciò che è nelle nostre
facoltà per impedirlo. Già nei prossimi giorni parleremo con i lavoratori per condividere tutti insieme un percorso di lotta”, concludono.