Polemica Bonaccini ad Albenga, Crosetto (FdI): “Frase non è stata estrapolata da nessuno, basta ascoltarla per intero”
- Postato il 30 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Sulla polemica innescata dalle parole di Stefano Bonaccini interviene Roberto Crosetto, presidente del circolo di Albenga e Valli Ingaune, che “rivendica la piena legittimità della lettura data alla frase del presidente del Partito Democratico e respinge al mittente le accuse di manipolazione mosse dall’ex governatore”.
“La frase di Bonaccini non è stata estrapolata da nessuno, basta ascoltarla per intero, non serve nemmeno tagliarla – dichiara Crosetto -. Ha detto testualmente che il voto a Trump, alla Brexit, a Le Pen, a Meloni, a Salvini e a Vannacci è ‘il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente’. Non c’è un secondo livello da recuperare, non c’è un contesto salvifico dietro l’angolo la frase lega istruzione, periferia e povertà al voto di destra. È scritta così, non deformata da chi l’ha ripresa. Chi oggi grida alla strumentalizzazione dovrebbe prima rispondere del contenuto, non del megafono”.
Il presidente del circolo ingauno “smonta punto per punto anche la linea difensiva del Partito Democratico locale. Arboscello dice che Bonaccini non ha classificato gli elettori. Ma mettere in fila chi ha studiato poco, chi vive ai margini e chi è più povero, ed equipararli al bacino elettorale del centro destra, è esattamente una classificazione sociale, economica e persino anagrafica. Non serve nessuna malafede per arrivarci, basta l’ascolto letterale. Semmai la malafede sta in chi, pur di non ammetterlo, prova a farla passare per un’invenzione degli avversari”.
Crosetto punta poi il dito sulla stessa reazione dell’ex governatore, definita “la prova più eloquente”. “Se davvero la frase fosse stata capita male, la reazione di Bonaccini sarebbe stata semplicemente ‘avete capito male’. Invece, su La7, ha detto che gli hanno ‘estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo’ e che parlava di ‘un problema della sinistra’. È l’ammissione implicita che la prima versione, presa alla lettera, diceva un’altra cosa. Non ci si corregge cambiando la sostanza e chiamandola ‘contesto'”.
“E invece di correggere la frase contestata, Arboscello cambia argomento e chiede a noi chi viva meglio o peggio oggi rispetto a quattro anni fa – conclude Crosetto -. È lo spostamento del terreno di gioco più classico e più stanco, non si risponde sulla frase, si sposta il dibattito sul governo sperando che l’attenzione si distragga. Ma il trucco si vede a occhio nudo,la toppa è più grande del buco, e sopra ci si legge ancora benissimo cosa pensa davvero una certa sinistra degli elettori di centrodestra. Chi parla di elettorato ‘ignorante e povero’ non ha un problema di comunicazione, ha un problema di sguardo sul Paese”.