Inps: 834.658 pensioni previdenziali nel 2025, in 4 anni quasi -5%
- Postato il 23 giugno 2026
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Inps: 834.658 pensioni previdenziali nel 2025, in 4 anni quasi -5%
Roma, 23 giu. (askanews) – Nel 2025 l’Inps ha liquidato 834.658 pensioni previdenziali (445.749 alle donne e 388.909 agli uomini), in calo rispetto al dato registrato nel 2024 (861.949 di cui 454.544 alle donne e 407.405 agli uomini) e ancor più rispetto al 2022 (878.369, in quattro anni il calo è stato pari al 4,976%). E’ quanto rileva il rendiconto sociale dell’istituto, sottolineando che questo calo è determinato soprattutto dalle restrizioni introdotte recentemente nel sistema previdenziale.
I pensionati Inps sono 15.435.694 di cui 7.426.392 maschi (48,1%) e 8.009.302 femmine (51,9%), in calo rispetto ai 15.765.032 pensionati del 2022. Le pensioni vigenti Inps risultano essere 16.454.684.
Gli importi medi delle pensioni previdenziali vigenti e liquidate dall’Inps evidenziano una rilevante differenza tra i due generi, che, nel caso degli assegni di vecchiaia, raggiunge il 45% in meno per le donne.
Per tutte le gestioni delle Ivs vigenti (invalidità, vecchiaia e superstiti) e delle Ivs liquidate, nei dati relativi agli importi medi mensili, dunque, l’Inps segnala una sostanziale differenza tra i due generi. Le variazioni degli importi medi delle pensioni osservate nel 2025, sottolinea l’istituto, devono essere interpretate alla luce dell’andamento dei prezzi al consumo. Nel dettaglio, l’inflazione media tra il 2022 e il 2024 risulta essere pari al 15,4%. Pertanto, incrementi degli importi medi rappresentano una crescita del valore nominale del trattamento pensionistico; mentre incrementi inferiori riflettono una riduzione del potere d’acquisto dei pensionati.
L’istituto evidenzia inoltre uno scostamento, in crescita negli anni, tra gli importi delle pensioni vigenti e quelle liquidate (-148 euro mensili per le pensioni di anzianità dei maschi), a dimostrazione di un tendenziale e preoccupante calo del valore medio delle pensioni.
Aumenta ancora l’età media di pensionamento passando, per le donne, da 64,4 anni del 2022 ai 65,4 anni del 2025; per i maschi, da 63,7 anni del 2022 ai 64,1 anni del 2025. E’ quanto rileva il rendiconto sociale 2025 dell’Inps.
I tempi di accoglimento, sia della gestione pubblica che di quella privata, nella maggior parte dei casi non superino i 30 giorni. In particolare, le pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) appartenenti alla gestione privata vengono definite entro 30 giorni per circa il 78,9% delle pensioni totali; mentre le pensioni di vecchiaia e anticipate appartenenti alla gestione pubblica vengono pagate entro 30 giorni per circa l’84,8% delle pensioni totali.
Per le pensioni anticipate si riduce nettamente il numero dei beneficiari di Opzione donna (3.860 nel 2025 rispetto alle 26.427 del 2022) e delle quote (dalle 112.982 del 2021 alle 5.643 del 2025; da ultimo quota 103 con il ricalcolo contributivo con appena 4.868 beneficiari), prosegue l’Inps.
La riduzione di Opzione donna, riferisce l’istituto, è riconducibile al fatto che la misura non è più attiva per la maturazione di nuovi requisiti, pur restando esercitabile da parte delle lavoratrici che avevano già perfezionato i requisiti entro le scadenze previste. Crescono i trattamenti di Ape sociale rispetto all’anno precedente, diminuiscono i trattamenti a favore dei lavoratori precoci, mentre risultano in lieve calo i lavori usuranti.
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Inps: 834.658 pensioni previdenziali nel 2025, in 4 anni quasi -5%