Il Piano di sviluppo per Orio al Serio prevede una crescita enorme: potrebbe reggere l’impatto?
- Postato il 26 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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L’aeroporto di Orio al Serio ha chiuso il 2025 con 16.937.976 passeggeri, confermandosi stabilmente al terzo posto in Italia dopo Fiumicino e Malpensa. Il Piano di sviluppo, tuttavia, spinge lo sguardo molto più avanti: l’obiettivo è raggiungere circa 23,5 milioni di passeggeri entro il 2040, con un salto di 6 milioni rispetto ai valori attuali. Una crescita che, per essere valutata nella sua reale fattibilità, va messa a confronto con le esperienze di altri scali europei che già oggi gestiscono volumi analoghi.
Per capire se Orio al Serio può reggere questo carico, ho confrontato lo scalo bergamasco con tre aeroporti che nel 2025 hanno superato i 24 milioni di passeggeri: Bruxelles (24,38 mln), Stoccolma (24,29 mln) e Varsavia (24,10 mln). Il quadro che emerge è impietoso sotto diversi aspetti.
Il parametro più evidente è la superficie. Orio al Serio si sviluppa su soli 350 ettari, contro gli 834 di Varsavia, i 1.245 di Bruxelles e i 2.600 di Stoccolma. La densità di traffico è già oggi di 48.400 passeggeri per ettaro, ben superiore a quella di Varsavia (28.900), Bruxelles (19.600) e Stoccolma (9.300). Con 23,5 milioni di passeggeri, questa densità salirebbe a circa 67.000 pax/ha, un valore senza precedenti in Europa. Pur avendo investito oltre 53 milioni di euro nel 2025 in ampliamenti, la superficie complessiva rimane un vincolo strutturale difficile da aggirare.
Anche la popolazione di riferimento pone un interrogativo. L’area metropolitana di Bergamo conta 923.000 abitanti, inferiore a quella delle altre capitali europee prese in esame. È vero che Orio serve anche l’area milanese e, insieme a Malpensa e Linate, forma il sistema aeroportuale di Milano, che con oltre 56 milioni di passeggeri è il più grande d’Italia. La catchment area è quindi ben più ampia della sola Bergamo, ma resta il fatto che gli altri scali beneficiano di un bacino di utenza diretto e consolidato di dimensioni molto maggiori.
Il tallone d’Achille di Orio al Serio, però, è un altro: la pista singola. Lo scalo bergamasco dispone di un’unica pista principale lunga 2.874 metri, con una pista secondaria di soli 778 metri utilizzabile per l’aviazione generale. Questo significa che tutto il traffico commerciale – decolli e atterraggi – deve convogliarsi su una sola infrastruttura.
La capacità teorica di una pista singola è stimata intorno ai 40-45 movimenti l’ora in condizioni ottimali, ma nella pratica i vincoli operativi (traffico, meteo, manutenzione) riducono significativamente questo numero. Per gestire 23,5 milioni di passeggeri, Orio dovrebbe operare un numero di movimenti annui che, con una sola pista, rasenta il limite fisico. Come ha sottolineato lo stesso presidente di SACBO, Giovanni Sanga, il traguardo dei 23,5 milioni “non è raggiungibile con un solo aumento di rotte e movimenti, per i quali esiste poco spazio di manovra”.
Non è un caso che molti degli aeroporti con volumi simili a quelli target di Orio abbiano almeno due piste operative per il traffico commerciale. Bruxelles, Stoccolma e Varsavia dispongono di configurazioni a piste multiple che consentono di distribuire il carico e gestire picchi di traffico che su una pista singola sarebbero ingestibili. Orio al Serio dovrebbe quindi raggiungere livelli di efficienza operativa senza precedenti, spremendo al massimo la sua unica pista, con margini di errore ridottissimi e una vulnerabilità agli imprevisti (meteo, incidenti, scioperi) molto elevata.
Il quarto parametro, forse il più critico per la sostenibilità del progetto, è l’impatto ambientale e acustico. Il territorio intorno a Orio è già oggi sotto stress: oltre 5.000 persone sono sottoposte a inquinamento acustico superiore ai livelli consentiti, con picchi di rumore che hanno raggiunto i 100 decibel. La zona di Colognola ha registrato valori intorno ai 62 decibel, superando il limite di 60 dB stabilito dal piano di zonizzazione acustica.
Il confronto con gli altri scali è inquietante. A Bruxelles, l’area all’interno del contorno di rumore Lden di 45 dB è aumentata del 2,9% nel 2025, con oltre 104.000 persone che dichiarano che il sonno è “gravemente disturbato” dal rumore degli aerei. L’aeroporto ha ammesso di non essere in grado di rispettare le norme sul rumore stabilite. Anche Stoccolma e Varsavia, pur con superfici molto più ampie, stanno introducendo misure di mitigazione (procedure di avvicinamento curvo, limitazioni alle operazioni) per contenere l’impatto.
Se queste sono le difficoltà di scali con ampi spazi di manovra, cosa succederebbe a Orio con 5-6 milioni di passeggeri in più e una densità di traffico da record? Orio al Serio può gestire 23 milioni di passeggeri? La risposta, allo stato attuale, è tecnicamente no, sarebbero necessari interventi infrastrutturali impossibili da realizzare per il limitato perimetro aeroportuale. Le piazzole di sosta degli aerei andranno sui tetti dell’Orio Center?
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