Il Giove del Vaticano finito “in vacanza” alle Terme di Otricoli
- Postato il 5 maggio 2026
- Cultura
- Di Libero Quotidiano
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Il Giove del Vaticano finito “in vacanza” alle Terme di Otricoli
Clemente XIV, al secolo Giovanni Ganganelli da Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini), nacque il 31 ottobre 1705. Eletto Papa il 19 maggio 1769, si spense a Roma il 22 settembre 1774. Il suo successore, Pio VI, Giovanni Angelo Braschi, nacque a Cesena (oggi Forlì-Cesena) il 25 dicembre 1717, venne eletto il 15 febbraio 1775 e morì prigioniero di guerra dei Francesi a Valence (Drôme) il 29 agosto 1799. Entrambi furono i fautori dell’attuale Museo Pio-Clementino nell’ambito dei celeberrimi Musei Vaticani, meta incessante ogni anno a Roma di milioni di visitatori. Le Collezioni del Museo si dividono a loro volta nel Vestibolo Quadrato, nel Gabinetto dell’Apoxyomenos, nel Cortile Ottagono, nei Gabinetti del Laocoonte, dell’Hermes e Perseo, nella Sala degli Animali e nella Galleria delle Statue e dei Busti, proseguendo nel Gabinetto delle Maschere e nella Sala delle Muse per arrivare, finalmente, alla Sala Rotonda e terminando nella Sala a Croce Greca.
Va detto che, purtroppo, la sistemazione complessiva comportò l’incredibile perdita di affreschi di Andrea Mantegna e del Pinturicchio (Bernardino di Betto). Ma torniamo alla Sala Rotonda, a nicchie tra alte lesene composite, coperta da cupola imitante quelle degli edifici romani, opera mirabile dell’architetto Michelangelo Simonetti (1724/1787) che sistemò la pavimentazione con uno stupendo mosaico a colori risalente alla metà del II secolo d.C., diviso a scomparti rappresentanti lotte di Greci contro centauri e gruppi con divinità marine e fluviali, recuperato nelle Terme di Otricoli, un paesino ai confini tra Umbria e Lazio in provincia di Terni, dove è stato recuperato anche un secondo mosaico in bianco e nero di rara bellezza e, soprattutto, il cosiddetto “Giove di Otricoli”, stupenda copia del primo secolo dopo Cristo della immagine greca del IV secolo a.C.
L’ambiente risulta scandito da una serie di nicchie per l’allestimento di statue colossali recuperate. L’antica Ocriculum, che affonda le sue radici all’Età del Ferro, ha resti del primo insediamento umbro-sabino ed è stato comune romano della Regio VI con un parco archeologico visibile solo in minima parte, fondamentale fino al XVIII secolo per il trasporto dell’olio trovandosi a ridosso del Tevere navigabile. A quest’ultima data risalgono le ricerche del Simonetti con la supervisione del Prefetto Pontificio Giovanni Battista Visconti, padre del più celebre Ennio Quirino. Ma Ocriculum, con auspicabili finanziamenti destinati ad ulteriori scavi, ha di certo nascoste altre strabilianti opere d’arte.
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