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Il calendario della F1 2026 può cambiare ancora: cosa abbiamo saputo nel paddock di Spa

  • Postato il 21 luglio 2026
  • A Tc
  • Di F1ingenerale
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Il calendario della F1 2026 può cambiare ancora: cosa abbiamo saputo nel paddock di Spa

F1, il calendario 2026 del Mondiale è ancora un rebus: cosa sappiamo dopo il GP del Belgio su Bahrain, Qatar e Abu Dhabi

Il Gran Premio del Belgio non ha portato soltanto indicazioni importanti sulla lotta al titolo mondiale. Nel paddock di Spa-Francorchamps è tornato infatti a tenere banco un tema che riguarda direttamente il futuro del campionato: come si concluderà davvero la stagione 2026 di F1 e cosa ne sarà del calendario?

Se nel 2020 fu la pandemia a rivoluzionare il calendario della Formula 1, quest’anno è il conflitto in Medio Oriente a mettere in discussione il programma delle ultime gare. Al momento il Mondiale è andato avanti senza particolari intoppi, ma la seconda metà della stagione continua a essere circondata da numerose incognite.

La prima certezza emersa nelle ultime settimane riguarda due appuntamenti che, almeno sulla carta, fanno ancora parte del calendario. I Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita non sono mai stati ufficialmente cancellati dalla Formula 1. La loro mancata disputa ha ridotto, almeno per ora, il calendario da 24 a 22 gare, ma la Formula One Management ha sempre mantenuto aperta la possibilità di ricollocarli più avanti nel corso della stagione.

Il calendario della F1 può cambiare ancora: cosa sappiamo dopo Spa
Il calendario della F1 può cambiare ancora: cosa sappiamo dopo Spa

Bahrain e Arabia Saudita non sono stati cancellati, il grande finale sarà Abu Dhabi?

Tuttavia, proprio durante il weekend di Spa, è apparso sempre più evidente come questa ipotesi stia diventando estremamente complicata dal punto di vista organizzativo. Nei giorni scorsi lo stesso amministratore delegato della Formula 1, Stefano Domenicali, aveva ammesso che il margine temporale per recuperare uno o entrambi gli appuntamenti si sta ormai esaurendo.

Organizzare un Gran Premio richiede infatti settimane di preparazione logistica, trasporto delle attrezzature e coordinamento con squadre, promotori e autorità locali. Più passano i giorni, più diventa difficile trovare uno spazio utile nel calendario.

Nel paddock di Spa è emerso come la Formula 1 stia comunque lavorando da tempo su diversi scenari alternativi. Una delle opzioni più concrete resta Portimao, circuito che tornerà comunque in calendario nel biennio 2027, 2028 e che dispone già dell’omologazione necessaria per ospitare un Gran Premio.

Nelle ultime settimane ha però preso quota anche un’altra possibilità riportata da GPBlog: disputare due weekend consecutivi a Baku. La soluzione non sarebbe una novità assoluta. Tra il 2020 e il 2021 la Formula 1 ricorse più volte a doppiette sullo stesso circuito per garantire un numero adeguato di gare durante il periodo della pandemia.

Se il recupero di Bahrain e Arabia Saudita appare sempre più difficile, le attenzioni del Circus si stanno concentrando soprattutto sugli ultimi due appuntamenti del campionato. Attualmente il calendario prevede infatti la conclusione della stagione con i Gran Premi di Qatar e Abu Dhabi, due eventi che, alla luce della situazione geopolitica nell’area, vengono osservati con particolare attenzione. Nel paddock nessuno vuole sbilanciarsi, ma l’obiettivo condiviso resta quello di poter disputare regolarmente entrambe le gare.

Perché la F1 farà di tutto per correre in Qatar e Abu Dhabi

La questione non è soltanto sportiva. Le quattro gare del Medio Oriente rappresentano infatti alcuni degli accordi commerciali più importanti dell’intero campionato.

Secondo diverse stime, Bahrain, Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi versano ogni anno alla Formula One Management decine di milioni di dollari ciascuno per ospitare il Mondiale. Una loro eventuale cancellazione comporterebbe inevitabilmente un impatto economico significativo, non soltanto per i diritti di ospitalità, ma anche per tutte le attività commerciali e gli accordi di sponsorizzazione collegati ai singoli eventi. Anche se i contratti prevedono normalmente clausole di forza maggiore, la perdita economica per la Formula 1 resterebbe comunque rilevante.

La sensazione raccolta nel paddock di Spa è che la Formula 1 stia lavorando su più fronti contemporaneamente. Da una parte c’è la volontà di rispettare il calendario originario, disputando regolarmente gli appuntamenti in Qatar e ad Abu Dhabi qualora le condizioni di sicurezza lo consentano. Dall’altra, però, il Circus continua a sviluppare soluzioni alternative che possano garantire la conclusione del campionato anche in caso di ulteriori cambiamenti.

Ad oggi non è ancora possibile sapere con certezza dove terminerà il Mondiale 2026, ma c’è chi parla anche di una doppia Las Vegas con il gran finale a Portimao. Una situazione che ricorda, seppur per motivazioni completamente diverse, quanto accaduto durante la stagione della pandemia. La differenza è che questa volta non c’è un virus a riscrivere il calendario, ma un contesto geopolitico che continua a evolversi giorno dopo giorno.

Leggi anche: F1 | Ferrari, arriva ADUO 2: lo step decisivo per sfidare Mercedes a Monza

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