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Il 31% degli italiani pensa che i pesci degli oceani non possano finire

  • Postato il 13 giugno 2026
  • Ambiente
  • Di Blitz
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Il 31% degli italiani pensa che i pesci degli oceani non possano finire

La salute degli oceani è strettamente legata alla sopravvivenza del pianeta, ma la consapevolezza su questi temi resta ancora limitata tra gli italiani. È quanto emerge da un sondaggio commissionato dal Marine Stewardship Council (Msc), organizzazione internazionale non profit per la certificazione della pesca sostenibile, diffuso in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2026.

Lo studio

Dall’indagine emerge che il 31% degli intervistati ritiene che gli oceani siano così vasti da non poter essere svuotati di pesci, mentre il 75% riconosce che la pesca eccessiva è oggi più diffusa rispetto a cinquant’anni fa. Tuttavia, per il 39% delle persone non esistono soluzioni efficaci per invertire la tendenza.

I dati si inseriscono in un contesto globale critico: secondo la Fao, la quota di popolazioni ittiche sovrasfruttate è passata dal 10% degli anni Settanta al 37% attuale. Nonostante ciò, il 27% degli intervistati non è consapevole del fatto che l’inquinamento marino raggiunge anche le profondità oceaniche, dove si accumulano detriti in quantità crescenti.

Le ricerche scientifiche confermano infatti la presenza di macroplastiche fino a oltre 6.000 metri di profondità, con casi estremi come una busta rinvenuta nella Fossa delle Marianne a quasi 11.000 metri. Anche nel Mediterraneo la situazione è allarmante: nel Calypso Deep, l’88% dei rifiuti presenti sui fondali è costituito da plastica.

Un altro fraintendimento riguarda il concetto di sostenibilità. Il 45% degli intervistati associa automaticamente il pesce locale a una scelta sostenibile, ma la provenienza geografica non garantisce la tutela delle specie. Nel Mediterraneo, infatti, oltre la metà degli stock ittici risulta sovrasfruttata. La sostenibilità dipende invece dallo stato delle popolazioni e dai metodi di pesca adottati.

Infine, il 70% degli intervistati non sa che una popolazione ittica impoverita può rigenerarsi. Eppure, sistemi di gestione basati su evidenze scientifiche hanno dimostrato risultati positivi: il tonno rosso del Mediterraneo, un tempo vicino al collasso, è in ripresa grazie a rigidi piani di tutela, così come il nasello della Cornovaglia, beneficiario di misure di salvaguardia mirate.

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Autore
Blitz

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