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I passi più corti nei cani anziani sono un segnale di demenza

  • Postato il 27 giugno 2026
  • Cronaca
  • Di Agi.it
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  • 4 min di lettura
I passi più corti nei cani anziani sono un segnale di demenza
I passi più corti nei cani anziani sono un segnale di demenza

AGI - I cani anziani che sviluppano un deterioramento cognitivo tendono a compiere passi sempre più brevi con gli arti anteriori, un fenomeno simile a quello osservato nelle persone affette da demenza.

Il risultato emerge da uno studio coordinato da Natasha J. Olby, docente di neurologia e neurochirurgia veterinaria presso la North Carolina State University, pubblicato sulla rivista Frontiers in Veterinary Science. Secondo i ricercatori, il monitoraggio della lunghezza del passo potrebbe diventare uno strumento utile per individuare precocemente la sindrome da disfunzione cognitiva canina e favorire un ricorso più tempestivo alle cure veterinarie.

Studio sui cani anziani

Gli autori hanno seguito 88 cani anziani e geriatrici, maschi e femmine, di razza pura o meticci, arruolati nel Longitudinal Study of Canine Neuroaging una volta raggiunto il 75% dell'aspettativa di vita prevista per la loro taglia e razza. L'età media all'ingresso nello studio era di 12,7 anni.

Gli animali sono stati sottoposti ogni sei mesi a tre giornate consecutive di valutazioni cliniche comprendenti esami neurologici, ortopedici e fisiologici, oltre a test cognitivi, della vista, dell'udito, della forza muscolare e della mobilità.

Valutazioni cliniche e comportamentali

Ai proprietari è stato inoltre chiesto di compilare questionari standardizzati sullo stato di salute e sul comportamento dei loro animali, tra cui la Canine Dementia Scale (CADES), utilizzata per quantificare il deterioramento cognitivo, e la Canine Brief Pain Inventory (CBPI), impiegata per stimare l'eventuale presenza di dolore cronico.

Analisi dell'andatura

Una componente essenziale dello studio consisteva nell'analisi dell'andatura. I cani percorrevano un corridoio lungo cinque metri camminando al proprio ritmo, tenuti al guinzaglio morbido dai ricercatori e senza incoraggiamenti verbali o ricompense alimentari. Le immagini registrate sono state utilizzate per misurare la lunghezza media assoluta e relativa del passo, corretta in base alle dimensioni corporee.

Risultati dello studio

L'analisi statistica ha mostrato che la lunghezza relativa del passo degli arti anteriori tendeva a ridursi nel corso delle visite successive. Tuttavia, quando età e funzione cognitiva sono state considerate contemporaneamente, è emerso che l'accorciamento del passo era associato soprattutto al peggioramento dei punteggi CADES e non semplicemente all'invecchiamento.

In media, un aumento di dieci punti nella scala CADES corrispondeva a una riduzione dell'1,2% della lunghezza relativa del passo degli arti anteriori. Al contrario, non sono state osservate variazioni significative negli arti posteriori né in relazione all'età cronologica né all'aggravarsi del declino cognitivo.

Differenze tra arti anteriori e posteriori

"Qui dimostriamo che la lunghezza del passo degli arti anteriori diminuisce con l'età, ma ancora più significativamente con il deterioramento cognitivo. Abbiamo scoperto che l'effetto del declino cognitivo è maggiore di quello dovuto al solo invecchiamento", ha spiegato Natasha J. Olby.

I ricercatori ritengono che le differenze tra arti anteriori e posteriori possano dipendere dal diverso coinvolgimento delle strutture cerebrali deputate al controllo del movimento.

"È affascinante osservare che il declino cognitivo colpisce in modo differente gli arti anteriori e posteriori. Nei cani, quelli posteriori sono importanti per la propulsione, mentre gli anteriori contribuiscono anche al cambio di direzione e alla frenata", ha sottolineato Olby.

Ruolo della corteccia cerebrale

La studiosa ha aggiunto che la corteccia cerebrale integra una quantità maggiore di informazioni sensoriali nei circuiti neuronali che controllano gli arti anteriori, rendendoli più vulnerabili alla perdita delle funzioni cognitive superiori.

Influenza del dolore cronico

Lo studio ha inoltre evidenziato che la presenza di dolore cronico contribuisce a ridurre ulteriormente la lunghezza del passo.

Gli autori concludono che questa misura rappresenta un parametro oggettivo di mobilità in grado di riflettere i cambiamenti associati al declino cognitivo legato all'età e, in misura minore, al dolore persistente.

Quando rivolgersi al veterinario

"Se i proprietari notano che il passo degli arti anteriori del proprio cane si sta accorciando dovrebbero consultare il veterinario, perché potrebbero esserci cause alternative, come dolore artritico o problemi cervicali, che possono essere trattati. Se viene diagnosticato un declino cognitivo, esistono comunque diversi interventi sullo stile di vita che possono essere adottati, anche se attualmente non esiste una cura definitiva", ha concluso Olby.

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Autore
Agi.it

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