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GP Baku, buco di prestazione enorme: il motore Ferrari distrugge i tempi della SF-26

  • Postato il 24 settembre 2026
  • Formula 1
  • Di Virgilio.it
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  • 4 min di lettura
In sintesi

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GP Baku, buco di prestazione enorme: il motore Ferrari distrugge i tempi della SF-26

Il giovedì di Baku mette a nudo i limiti strutturali della Ferrari SF-26, intrappolata in una finestra di setup troppo stretta. Nonostante un buon equilibrio bilanciato, la Rossa sconta un deficit cronico sulla power unit: un deployment che genera super clipping e limita la trazione nei mini-allunghi. Costretta a sacrificare l’accelerazione per tutelare le velocità di punta, la scuderia affronta in Azerbaijan un complicato esercizio di sopravvivenza tecnica.

Ferrari studia una SF-26 che paga i soliti deficit

Le prime prove libere del Gran Premio dell’Azerbaijan si aprono all’insegna di un metodico lavoro di calibrazione per la Ferrari. La SF-26 aggredisce l’asfalto ancora insidioso, optando inizialmente per le coperture Hard. Una scelta conservativa, mirata a sgrezzare l’assetto di base. Tuttavia, il tracciato cittadino non facilita l’entrata in temperatura dell’asse anteriore.

L’attenzione degli ingegneri si concentra di immediato su handling e frenata, elementi vitali tra le strette mura azere. Lo fa con un lavoro mirato sul differenziale per sistemare la rotazione e la trazione in uscita da punti chiave come le curve 1, 7 e la 15. Le comunicazioni radio confermano una base di partenza solida, pur lasciando l’obiettivo: ampliare una finestra di setup ancora troppo stretta.

Il passaggio alle mescole Medium offre una misurazione più chiara dei veri valori in campo, specie nel confronto diretto con la Mercedes. Ed è proprio qui che emergono i soliti limiti della power unit italiana. La W17 fa valere un deployment eccellente, infliggendo alla Rossa distacchi velocistici che sfiorano i 10 km/h nei tratti di puro scorrimento, come tra la curva 5 e la 6.

Se la SF-26 si difende nei settori più lenti, soffre pesantemente negli allungo più brevi. Verso curva 15, la telemetria evidenzia una percentuale marcata di super clipping: la Ferrari esaurisce in anticipo l’energia ibrida, incassando una perdita prestazionale netta. A complicare il quadro il sovrasterzo. Non mancano i segnali incoraggianti ma basteranno, probabilmente no.

Nei nei run a serbatoio pieno, la vettura ha mostrato una costanza di rendimento degna di nota. Il potenziale della monoposto c’è sempre, ma capitalizzarlo su un circuito atipico come quello di Baku richiederà un enorme lavoro di estrazione. La palla passa ora all’analisi dei dati: servirà un fine tuning maniacale per correggere le sbavature e preparare una qualifica all’attacco.

GP Baku, FP2: Ferrari capisce i propri limiti sulla power unit

Le seconde prove libere del Gran Premio di Baku restituiscono l’immagine di una Ferrari in difficoltà a livello cronometrico. Nonostante la tempestività con cui le SF-26 sono scese in pista con le Medium, l’aumento dei regimi motore ha messo a nudo una realtà scomoda: a livello di power unit, il distacco dalla concorrenza è evidente e non può essere mascherato da semplici ritocchi meccanici.

Le fasi di carica e scarica della batteria mostrano un deployment rivisto rispetto al mattino, ma la sua efficacia non appare sufficiente a colmare il gap velocistico strutturale che affligge la vettura. Il passaggio alle Soft offre spunti interessanti ma contraddittori. Da un lato l’extra grip ha sensibilmente migliorato il bilanciamento generale della monoposto. Tutto vero

Dall’altro però, ha evidenziato l’esigenza cruciale di scaldare a dovere l’asse anteriore nel giro di lancio, per contrastare il rapido raffreddamento innescato dai lunghissimi rettilinei azeri. Il sovrasterzo, per quanto più gestibile rispetto alla prima sessione, continua a castrare la trazione, presentando il conto soprattutto nel terzo settore, tra le insidiose curve 14 e 15.

I riscontri cronometrici certificano il vero male oscuro della Rossa in questa seconda metà di stagione: la SF-26 è una vettura formalmente bilanciata, ma dotata di una finestra di setup asfissiante se paragonata ai diretti avversari. Tutta colpa della power unit, nemmeno gli update hanno risolto le cose. Nel disperato tentativo di costruire il tempo sul giro e ottimizzare le velocità di percorrenza, la scuderia non riesce a compensare i decimi lasciati per strada nei tratti di accelerazione più brevi.

Il team è costretto a tutelare le velocità di punta sui lunghi rettilinei, lasciando però la vettura scoperta nei mini-allunghi, dove soccombe inevitabilmente alla trazione avversaria. Senza una tipologia di curva in cui poter imporre una solida e indiscussa superiorità, la ricerca della prestazione ideale si trasforma in un complicato, e forse irrisolvibile, esercizio di sopravvivenza tecnica.

GP Baku, classifica finale Fp2:

POS N° PILOTA TEAM TEMPO / GAP GIRI
1 63 George Russell Mercedes 1:43.347 24
2 12 Kimi Antonelli Mercedes +0.552s 16
3 3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.827s 23
4 16 Charles Leclerc Ferrari +1.126s 24
5 44 Lewis Hamilton Ferrari +1.318s 23
6 1 Lando Norris McLaren +1.484s 22
7 10 Pierre Gasly Alpine +1.496s 23
8 81 Oscar Piastri McLaren +1.510s 22
9 6 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.521s 21
10 31 Esteban Ocon Haas F1 Team +1.943s 25
11 43 Franco Colapinto Alpine +2.132s 23
12 30 Liam Lawson Racing Bulls +2.334s 25
13 11 Sergio Perez Cadillac +2.413s 23
14 5 Gabriel Bortoleto Audi +2.447s 24
15 27 Nico Hulkenberg Audi +2.507s 20
16 23 Alexander Albon Williams +2.776s 24
17 55 Carlos Sainz Williams +2.874s 22
18 41 Arvid Lindblad Racing Bulls +3.044s 4
19 77 Valtteri Bottas Cadillac +3.390s 26
20 87 Oliver Bearman Haas F1 Team +3.454s 10
21 18 Lance Stroll Aston Martin +4.056s 24
22 14 Fernando Alonso Aston Martin +4.542s 9
Autore
Virgilio.it

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