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Giorgia Meloni, "Primo maggio festa di chi manda avanti l'Italia". Una "lezione" a sinistra e Landini

  • Postato il 1 maggio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 5 min di lettura
Giorgia Meloni, "Primo maggio festa di chi manda avanti l'Italia". Una "lezione" a sinistra e Landini
Giorgia Meloni, "Primo maggio festa di chi manda avanti l'Italia". Una "lezione" a sinistra e Landini

Il Primo maggio è la festa di chi ogni giorno, "con impegno, sacrificio e dignità, manda avanti l'Italia". Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, augurando agli italiani una buona festa del lavoro in un momento particolarmente delicato. 

"E' anche il giorno in cui la politica deve misurarsi con i fatti - ricorda la premier -. Da quando siamo al governo abbiamo scelto di farlo così: intervenendo ogni anno con misure concrete per migliorare la condizione dei lavoratori italiani. Lo abbiamo fatto con il taglio del cuneo fiscale, con gli incentivi all'occupazione, con gli interventi sulla sicurezza sul lavoro. E continuiamo a farlo rafforzando la qualità del lavoro, la tutela dei salari più bassi e il contrasto a ogni forma di sfruttamento, compreso il caporalato digitale".

Le risorse pubbliche "devono andare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata", prosegue Meloni. Con il Decreto Lavoro approvato in Consiglio dei ministri "abbiamo aggiunto un altro tassello importante: affermare il principio del salario giusto", aggiunge. "In questi anni i risultati sono arrivati: l'Italia ha oltre un milione e 200mila occupati in più, 550mila precari in meno e ha raggiunto il livello più alto di occupazione femminile della sua storia. Sono numeri che non risolvono tutto, ma che raccontano una direzione chiara e un cambio di passo reale", prosegue la premier. Il salario giusto "per noi non si difende con slogan o scorciatoie, ma valorizzando la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza sulla pelle delle persone", spiega Meloni.

Il lavoro, è il messaggio che sembra indirizzato alle opposizioni e a Maurizio Landini, il leader della Cgil impegnato più in battaglie politiche di bandiera che in temi sindacali veri e concreti, "non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione. Sappiamo bene che c'è ancora molto da fare - conclude la premier -. Perché il lavoro deve essere sempre più stabile, sicuro, ben retribuito e capace di dare futuro, soprattutto ai giovani, alle donne e a chi vive nelle aree più fragili della Nazione. Ma sappiamo anche che la strada intrapresa è quella giusta".

 

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Autore
Libero Quotidiano

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