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F1 | Stella si emoziona davanti alla livrea Ferrari dedicata a Schumacher: il racconto da pelle d’oca

  • Postato il 3 settembre 2026
  • A Tc
  • Di F1ingenerale
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F1 | Stella si emoziona davanti alla livrea Ferrari dedicata a Schumacher: il racconto da pelle d’oca

Andrea Stella ha raccontato cosa gli ha lasciato Michael Schumacher e l’emozione provata vedendo l’omaggio preparato dalla Ferrari per Monza

Da Michael Schumacher ad Andrea Stella, fino alla McLaren di oggi. Alla vigilia del Gran Premio d’Italia, il Team Principal della squadra di Woking ha raccontato alcuni degli insegnamenti ricevuti lavorando al fianco del sette volte campione del mondo durante i suoi anni in Ferrari.

L’occasione è arrivata parlando proprio dell’omaggio che Ferrari ha preparato per Schumacher a Monza. Stella ha raccontato ai media italiani, tra cui F1inGenerale, di aver visto le sette stelle utilizzate dalla Scuderia per celebrare il tedesco e di aver avuto una reazione immediata.

“La livrea Ferrari avrà le sette stelle di Micheal. Quando le ho viste ho sentito la pelle d’oca. Sono in qualche maniera grato che Ferrari abbia preso questa iniziativa riconoscendo e celebrando il successo e il contributo di Michael nella storia della F1 e di Ferrari”.

Andrea Stella ha raccontato cosa gli ha lasciato Michael Schumacher e l'emozione provata vedendo l'omaggio preparato dalla Ferrari per Monza
Andrea Stella ha raccontato cosa gli ha lasciato Michael Schumacher e l’emozione provata vedendo l’omaggio preparato dalla Ferrari per Monza

Per Stella non si tratta solamente del ricordo di un pilota con il quale ha lavorato. Una parte dei principi appresi in quel periodo viene infatti utilizzata ancora oggi nel suo modo di guidare la McLaren.

La risposta di Schumacher che Stella ripete ai suoi ingegneri

Stella ha ricordato il momento nel quale passò dal test team Ferrari al ruolo di performance engineer di Schumacher. Una promozione davanti alla quale fu lo stesso ingegnere italiano a mostrare qualche dubbio, chiedendo a Michael se fosse davvero sicuro della scelta considerando la sua mancanza di esperienza in gara.

La risposta di Schumacher è diventata una lezione che Stella continua a utilizzare con gli ingegneri McLaren. Mi ricordo di avergli chiesto: ‘Ma sei sicuro? Io non ho fatto nessuna gara’. E ricordo la sua risposta, la uso molto con tutti i miei ingegneri. Tra le altre cose disse: ‘La cosa che mi piace di più di lavorare con te è che fai molte domande‘”.

Un concetto apparentemente semplice che Stella ha trasformato in uno dei principi del proprio metodo di lavoro. Ricordo agli ingegneri e alle persone la potenza di fare le domande come strumento per progredire. Questa la uso molto anche come Team Principal“.

Stella si emoziona:”Con Michael imparavi subito gli standard elevati”

Lavorare con Schumacher significava però soprattutto confrontarsi quotidianamente con un livello di preparazione estremamente alto. Stella ha parlato di urgenza, intensità ed efficacia, tre elementi che caratterizzavano il lavoro insieme al campione tedesco.

Lavorando con Michael impari subito che ci sono standard elevati e ti devi adeguare a questi standard elevati. Impari che in questo tipo di lavoro costantemente dovrai mettere in campo un senso di urgenza, intensità in quello che fai“.

Poi un principio ancora più netto, che racconta l’approccio con cui venivano affrontati i problemi: L’efficacia vuol dire: non siamo qui per cercare la scusa che potrò dire ai giornalisti. Siamo qui solo per trovare soluzioni. Tutto il resto lo affrontiamo con onestà. No scuse, solo soluzioni“.

Schumacher era più bravo di Stella a leggere i dati

Nel racconto emerge anche quanto fosse profonda l’attenzione di Schumacher per gli aspetti tecnici della monoposto.

Stella ha ricordato le lunghe ore trascorse insieme davanti ai dati, lavorando sui numerosi parametri che all’epoca potevano essere modificati grazie a un’elettronica molto più libera.

Controllo di trazione, gestione del motore in frenata, differenziale elettronico, controllo della coppia e assistenza dello sterzo potevano essere analizzati e ottimizzati con enorme precisione. “Nell’accuratezza di mettere a posto questi parametri metro per metro c’è un beneficio, magari ci stanno quei millisecondi che poi faranno la differenza”.

Ed è qui che Stella ha raccontato uno degli aspetti più impressionanti del lavoro con Schumacher. “Molto spesso guardando i dati Michael era più bravo di me a guardare i dati. E tu non vuoi che il tuo pilota sia più bravo di te, quindi c’è da lavorare, lavorare, lavorare, lavorare, elevare gli standard”.

La lezione di Schumacher sullo spirito di squadra

L’eredità di Schumacher per Stella non riguarda soltanto il metodo di lavoro o l’analisi tecnica. C’è anche un principio comportamentale che l’attuale Team Principal McLaren considera fondamentale.

Nei momenti più difficili, secondo Stella, la squadra doveva presentarsi sempre unita verso l’esterno. “Il team non si attacca, punto! Si lavora tutti insieme, ci si supporta tutti insieme e si va tutti uniti. Poi magari a porte chiuse discutiamo quello che c’era da discutere”. Un principio che Stella ha assimilato durante gli anni trascorsi in Ferrari e che oggi può mettere in pratica da Team Principal.

Il suo percorso, però, non è stato influenzato solamente da Schumacher. Stella ha ricordato con gratitudine le tante persone incontrate a Maranello, raccontando anche di una recente visita di Jean Todt alla McLaren e dei contatti che mantiene con Luca di Montezemolo. Mi sento molto privilegiato, molto fortunato, molto grato. Da tutti ho preso molto e quello che ho preso ho cercato di elaborarlo nel tempo per fare in modo che potesse diventare parte della mia persona e anche del mio ruolo professionale“.

A distanza di anni dall’esperienza vissuta al fianco di Schumacher, alcuni di quegli insegnamenti sono quindi diventati parte del metodo con cui Andrea Stella guida oggi la McLaren: fare domande, alzare continuamente gli standard, cercare soluzioni e proteggere l’unità della squadra nei momenti più difficili.

Leggi anche: F1 | Hamilton avrà la priorità su Leclerc a Monza: perchè la Ferrari ha preso questa decisione – GP Italia

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