F1 | Perché la tua casa potrebbe essere costruita con un pezzo di Ferrari: il racconto di Shell
- Postato il 21 aprile 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Dalla pista ai tetti delle case: sostenibilità, riciclo dell’olio e logistica nella partnership Shell-Ferrari
La sostenibilità in F1 non riguarda solo il carburante o le emissioni in pista. Coinvolge l’intero ecosistema del campionato, dalla logistica all’energia utilizzata, fino alla gestione dei prodotti impiegati durante ogni weekend di gara. In questo contesto, anche elementi apparentemente “invisibili” come i lubrificanti entrano in una nuova logica di economia circolare.
Una delle novità più significative introdotte negli ultimi anni riguarda proprio l’olio utilizzato durante le attività in pista. A differenza del passato, non viene più semplicemente smaltito, ma deve essere completamente raccolto, tracciato e riciclato secondo linee guida sempre più stringenti legate alla sostenibilità del motorsport.

Shell racconta come l’olio viene riciclato per fare i tetti delle case
“L’olio utilizzato a fine weekend viene raccolto completamente e avviato a processi di riciclo attraverso partner specializzati”, spiega Valeria Loreti. “Non viene bruciato né smaltito come rifiuto, ma riprocessato per essere riutilizzato in altre filiere industriali.”
Uno degli utilizzi più interessanti riguarda l’industria del bitume. L’olio esausto, dopo essere stato trattato, viene trasformato in materiali più pesanti destinati, ad esempio, all’impermeabilizzazione dei tetti e ad applicazioni edilizie. “Abbiamo partner che ci permettono di riutilizzare questi oli usati nell’industria del bitume. In un certo senso portiamo un po’ di Formula 1 anche nelle case.”
Si tratta di un cambiamento rilevante rispetto al passato, quando il ciclo di gestione dei prodotti utilizzati in pista non prevedeva lo stesso livello di recupero e valorizzazione. Oggi, invece, la sostenibilità in Formula 1 viene affrontata con un approccio olistico che coinvolge ogni aspetto dell’evento.
Non si parla infatti solo di carburanti sostenibili, ma anche di logistica, energia, gestione dei materiali e impatto complessivo del weekend di gara, inclusi fan, strutture e infrastrutture temporanee del Gran Premio.
La collaborazione tra Shell e Ferrari si inserisce pienamente in questa visione più ampia, estendendosi ben oltre l’attività strettamente sportiva. Shell, ad esempio, fornisce energia elettrica rinnovabile certificata alla fabbrica di Maranello, contribuendo concretamente alla strategia di transizione energetica del team.
Come funziona la logistica in F1: il racconto di Shell
Un altro intervento significativo ha riguardato la logistica del laboratorio trackside. In passato, il laboratorio viaggiava come un’unica unità via aerea da una gara all’altra. Oggi il sistema è stato riprogettato con più moduli che si muovono via nave seguendo il calendario in modo coordinato con la logistica della Scuderia.

“Abbiamo trasformato il laboratorio da un unico container trasportato via aerea a più unità che viaggiano via nave in modo coordinato con il materiale Ferrari. Questo ci ha permesso di ridurre in modo significativo le emissioni legate alla logistica.”
Il redesign del laboratorio ha richiesto una stretta collaborazione con il reparto logistico del team e lo sviluppo di nuove soluzioni tecniche per garantire la stessa efficienza operativa con un impatto ambientale inferiore.
In questo modo, anche un elemento altamente tecnico e specialistico come il laboratorio chimico diventa parte integrante della strategia sostenibile del team. Dalla raccolta dell’olio esausto fino alla riduzione delle emissioni di trasporto, ogni fase viene ottimizzata per ridurre l’impatto complessivo del motorsport.
La Formula 1, spesso percepita solo come il vertice della tecnologia e della competizione, si sta quindi trasformando anche in un laboratorio avanzato di sostenibilità applicata. E paradossalmente, uno dei simboli più concreti di questa evoluzione è proprio il destino degli scarti: prodotti nati per correre a oltre 300 km/h che, una volta terminato il loro ciclo in pista, trovano una nuova vita nelle infrastrutture del mondo reale.
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