F1 | Ferrari SF-26, finalmente “ascoltati” Hamilton e Leclerc? Il verdetto dall’Inghilterra
- Postato il 31 gennaio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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I primi verdetti dai test F1 di Barcellona: la Ferrari SF-26 parte bene, Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono stati finalmente ascoltati?
La Ferrari chiude al primo posto i test di Barcellona di F1: Maranello ha dato ascolto a Charles Leclerc e Lewis Hamilton? È ciò che si chiedono gli opinionisti di Sky Sports, dopo una stagione difficile nella quale la scuderia italiana è parsa persino sul punto di disgregarsi. Le voci legate al team principal e ad altre figure chiave non hanno certo aiutato, ma il primo collaudo della nuova monoposto dà fiducia all’ambiente.

Lo abbiamo ripetuto spesso e continuiamo a farlo: anche con una SF-26 in cima alla classifica, i risultati dello shakedown collettivo di Barcellona “non contano nulla“. I tempi non sono ufficiali e le squadre non hanno dato peso alla performance pura. Il dato rassicurante, in realtà, riguarda i chilometri percorsi. Anche sotto questo aspetto, però, la Ferrari ha brillato, collaudando una Power Unit assolutamente affidabile.
Troppo presto per ulteriori giudizi sulla guidabilità della vettura. Dalle parole e dai sorrisi dei piloti, tuttavia, sembra quantomeno una macchina ben messa. Lo ha spiegato Lewis Hamilton, definendo questa generazione di monoposto “più divertente” della precedente. Resta ora da capire come la nuova Rossa si piazzerà rispetto alle dirette avversarie.
La speranza di Davidson: “Ferrari ha ascoltato i piloti?”
Intervenuto ai microfoni di Sky Sports F1, l’ex pilota Anthony Davidson commenta le prestazioni della Ferrari: “L’unica cosa che sappiamo per certo è che la Ferrari ha due grandi piloti, molto esperti, che il team dovrebbe ascoltare. E spero che lo abbiano fatto durante l’inverno, o anche prima, e che abbiano incanalato la loro attenzione nel dare a Hamilton e Leclerc ciò di cui sentono di aver bisogno in pista“.
“È questo che deve essere importante: costruire al meglio una monoposto moderna adattandola alle esigenze del pilota. È una questione di fiducia. Il pilota deve sentirsi a proprio agio nella macchina. Lewis, in particolare, essendo un nuovo arrivato a Maranello, non si sentiva sicuro nella SF-25. Abbiamo visto momenti in cui andava in testacoda da solo, usciva di pista da solo: situazioni che non avevamo mai visto prima da lui, almeno con questa regolarità“.
“Per me sono stati campanelli d’allarme, e avrebbero dovuto esserlo anche per il team. Non spetta sempre al pilota adattarsi alla macchina. È un lavoro di squadra e bisognerebbe fare affidamento su quei due piloti per ottimizzare gli strumenti che si hanno a disposizione in fabbrica“, conclude Davidson.
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Foto Copertina: Scuderia Ferrari
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