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Ferrari rivoluziona la SF-26 a Miami, portando un pacchetto di aggiornamenti esteso che coinvolge avantreno, fondo e retrotreno: approfondiamolo con un’analisi tecnica.
La Scuderia Ferrari si presenta al Gran Premio di Miami con un pacchetto di aggiornamenti articolato il quale, come vedremo in questa analisi tecnica, interviene in maniera trasversale su tutte le principali aree aerodinamiche della vettura. L’obiettivo è chiaro: incrementare il carico in condizioni di cornering migliorando al tempo stesso l’efficienza complessiva, attraverso una gestione più raffinata dei flussi e una maggiore stabilità della piattaforma aerodinamica lungo tutto il giro.
Avantreno: gestione del “tyre wake” e controllo del flusso
All’avantreno il lavoro si concentra su ala anteriore, zona ruota e sospensione, con un’evoluzione che punta principalmente al flow conditioning. La revisione dell’endplate, in particolare del profilo esterno, insieme all’introduzione di nuovi elementi superiori, evidenzia un affinamento della gestione del tyre wake, ovvero della struttura vorticale generata dalla rotazione della ruota, con l’obiettivo di incrementare l’effetto “outwash” e migliorare l’efficienza del flusso che alimenta il fondo.
In parallelo, lo sviluppo dei deflettori nella zona del front corner e la rimodellazione delle carenature dei bracci sospensivi, con scopi prevalentemente aerodinamici, indicano una ricerca di maggiore controllo della struttura vorticale in quella regione, finalizzata a limitare le interazioni negative e a garantire una maggiore pulizia del flusso verso il retrotreno.
Corpo vettura: evoluzione del fondo e incremento dell’estrazione
La zona centrale della vettura rappresenta il cuore dello sviluppo Ferrari per Miami. Il corpo del fondo viene profondamente rivisto, con un’ottimizzazione del volume della chiglia anteriore, l’introduzione di nuovi elementi verticali e una ridefinizione del bordo d’ingresso. Questi interventi sono orientati ad aumentare l’energia del flusso in ingresso sotto il fondo e a stabilizzare le strutture vorticali che ne garantiscono il corretto funzionamento.
Il bordo esterno del fondo è stato ulteriormente sviluppato con estensioni e dettagli che puntano a rafforzare il sealing laterale, riducendo l’ingresso di flussi indesiderati dall’esterno e favorendo la depressione sotto la vettura.
Il diffusore completa questo lavoro con una rimodellazione della zona di espansione e della parte centrale, oltre a un affinamento dei deviatori interni e dei dettagli sul bordo d’uscita. L’obiettivo è lavorare sul gradiente di pressione, ottimizzando la capacità di estrazione. In questo contesto, anche la revisione della carenatura del tirante posteriore e dei dispositivi di coda contribuisce a migliorare le condizioni del flusso in uscita, incrementando l’efficienza complessiva del retrotreno.
Debutto della “Macarena wing”, nella versione aggiornata
Al posteriore, il pacchetto Ferrari trova la sua espressione più interessante con l’introduzione della cosiddetta “Macarena wing”, una soluzione che rappresenta una delle interpretazioni più radicali dell’aerodinamica attiva. Dopo aver testato il sistema nelle prime uscite senza portarlo in gara, la Rossa ha proseguito lo sviluppo durante la pausa recente, validando una versione evoluta ora definitivamente approvata per il debutto a Miami.
In questa configurazione, il flap superiore passa falla configurazione ad alto carico a quella da rettilineo ruotando di 270°. Per stabilizzare il flusso in straight mode, uno dei punti critici emersi nella prima versione, soprattutto nei transitori, Ferrari ha introdotto un profilo centrale aggiuntivo. Parallelamente, con l’intento di svilupparne le prestazioni e l’affidabilità, il team ha aggiornato anche il i profili sugli endplate e l’attuatore.
Nel complesso, il pacchetto Ferrari per Miami non introduce un singolo elemento rivoluzionario isolato, ma rappresenta un’evoluzione coerente e sistemica dell’intero concetto aerodinamico. L’integrazione tra componenti, la cura nella gestione dei flussi e l’attenzione alla stabilità della piattaforma indicano una chiara direzione di sviluppo: massimizzare il carico utile mantenendo elevata l’efficienza, attraverso una vettura più prestazionale, prevedibile e robusta lungo tutto il range operativo.
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