Epidemia di Ebola:cosa succede in Congo e cosa ha deciso l'Oms?
- Postato il 20 maggio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Epidemia di Ebola:cosa succede in Congo e cosa ha deciso l'Oms?
AGI - L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo non è "un'emergenza pandemica". Lo ha affermato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) durante una conferenza stampa. Per il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, esiste un rischio "elevato" a livello nazionale e regionale, ma "basso" a livello globale.
La dichiarazione è arrivata dopo che, nella notte del 17 maggio, l'Oms aveva proclamato l'epidemia nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Per fare il punto sulla situazione, il Comitato di emergenza sull'Ebola, convocato dallo stesso Ghebreyesus, ha tenuto la sua prima riunione ufficiale.
Per Anne Ancia, rappresentante dell'Oms nella Repubblica Democratica del Congo, la nuova ondata del virus è favorita e rischia di essere aggravata dall'emergenza umanitaria in corso, in particolare nelle regioni orientali. L'epidemia infatti si sta verificando in un contesto epidemiologico, operativo e umanitario estremamente complesso, caratterizzato da insicurezza, continui spostamenti di popolazione e dalla compresenza sia di aree densamente popolate sia di zone remote.
I numeri del contagio tra Congo e Uganda
L'epicentro dell'attuale focolaio si trova nella Repubblica Democratica del Congo orientale, nella provincia dell'Ituri, al confine con l'Uganda. Il servizio sanitario congolese aveva ricevuto i primi segnali allarmanti il 5 maggio, ma gli esperti non escludono che il virus si stesse già diffondendo tra la popolazione locale da diverse settimane. A oggi, nel Paese sono stati identificati oltre 500 casi sospetti di contagio e si contano almeno 131 decessi.
L'Uganda ha invece segnalato un solo caso e un decesso: in entrambi i casi si è trattato di cittadini della Repubblica Democratica del Congo giunti di recente nel Paese. Come riferito dal portale Africanews, le autorità ugandesi hanno messo in isolamento oltre 100 persone per contenere la diffusione del virus.
Il personale medico le controlla regolarmente per individuare eventuali sintomi di infezione. I funzionari locali hanno insistito sul fatto che la situazione rimane sotto controllo, affermando che la lunga esperienza dell'Uganda nella gestione di precedenti epidemie ha rafforzato la capacità di risposta del Paese.
L'ipotesi del vaccino russo contro il ceppo Bundibugyo
Nel frattempo, si cercano soluzioni mediche per arginare il contagio. Il vaccino russo contro il virus Ebola, sviluppato presso il Gamaleya Research Institute of Epidemiology and Microbiology, potrebbe essere in grado di fornire protezione contro il raro ceppo Bundibugyo, all'origine dell'epidemia in corso in Africa. Lo ha riferito l'agenzia di stampa russa Tass, rilanciando un'intervista del direttore scientifico del centro, Alexander Leonidovich Gintsburg, rilasciata a Izvestia.
Secondo lo scienziato, alla guida del prestigioso istituto dal 1997, la somiglianza genetica di questa variante del virus con il ceppo vaccinale è di circa il 60-70%. "Credo che possa fornire immunità contro questo patogeno, sebbene non lo abbiamo testato. In mancanza di altri mezzi, è necessario utilizzarlo. I medici che lavorano nei focolai di infezione dovrebbero essere protetti non solo con dispositivi di protezione individuale, ma anche con un vaccino già esistente", ha concluso Gintsburg.
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