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È morto Guido De Maria, il papà di “SuperGulp!” che ha insegnato all’Italia a “leggere” i fumetti in televisione. La passione per il disegno anche per far colpo sulle compagne di classe

  • Postato il 31 agosto 2026
  • Cultura
  • Di Il Fatto Quotidiano
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È morto Guido De Maria, il papà di “SuperGulp!” che ha insegnato all’Italia a “leggere” i fumetti in televisione. La passione per il disegno anche per far colpo sulle compagne di classe

È morto a 93 anni Guido De Maria, fumettista, regista, pubblicitario e autore televisivo, ricordato soprattutto per essere stato uno dei creatori di “SuperGulp!”, celebre trasmissione dedicata ai cartoni animati tratti dai fumetti, trasmessa dalla Rai negli anni Settanta.

Nato il 20 dicembre 1932 a Lama Mocogno, piccolo comune in provincia di Modena, e figlio di un veterinario, De Maria frequentò il liceo classico, coltivando la passione per il disegno anche per far colpo sulle compagne di classe.

Si iscrisse poi alla facoltà di matematica e fisica, ma il pallino per i fumetti lo portò, attraverso le conoscenze di alcuni parenti, nella redazione di “Epoca”, giornale diretto da Enzo Biagi, che lo assunse come vignettista.

Ma è con Bonvi che De Maria scrive la pagina più importante della sua carriera. Nick Carter, il personaggio dei cartoni animati e dei fumetti creato dai due per “Gulp! I Fumetti in TV” nel 1972, raggiunse un notevole successo negli anni Settanta, tanto da diventare il protagonista del programma che proseguì, sotto il nome di SuperGulp!, fino al 1981.

Un’estetica rivoluzionaria per l’epoca: i dialoghi comparivano scritti nelle nuvolette in sincrono con il doppiaggio, diventando la cifra stilistica del programma e la caratteristica che rese “Gulp!” unico nel suo genere. Il successo fu enorme: il programma raggiunse l’83% di indice di gradimento, contribuendo a far conoscere il mondo dei fumetti a un pubblico vastissimo, e nel 1979 De Maria ricevette il premio della regia televisiva per le trasmissioni dedicate ai ragazzi.

Terminata l’avventura di “SuperGulp!”, De Maria continuò a lavorare nel mondo della pubblicità, della televisione e dell’editoria, dirigendo negli anni Novanta, insieme a Beppe Cottafavi, il settimanale umoristico Comix.

Di Bonvi, scomparso prematuramente nel 1995, De Maria parlava sempre con affetto e rimpianto, ricordando quanto gli mancasse non solo come collaboratore ma come persona. Se ne va così uno degli ultimi testimoni diretti di una stagione irripetibile della tv italiana, quella capace con un pizzico di follia creativa di insegnare ai bambini ad amare i fumetti e agli adulti a non vergognarsene.

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Il Fatto Quotidiano

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