E mo’, e mo’… Moplen!
- Postato il 12 settembre 2026
- Ambiente
- Di Paese Italia Press
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Nel marzo del 1954, nei laboratori del Politecnico di Milano, Giulio Natta annotò sul suo taccuino una frase destinata a cambiare la vita quotidiana di miliardi di persone: “Oggi abbiamo fatto il polipropilene isotattico”.
Nove anni dopo, nel 1963, quella scoperta valse a Natta il Premio Nobel per la Chimica, condiviso con il tedesco Karl Ziegler. L’Italia entrava trionfalmente nell’élite scientifica mondiale, e con lei nasceva un’icona destinata a segnare il boom economico: il Moplen.
La rivoluzione silenziosa del quotidiano
Per comprendere la portata di quella svolta bisogna guardare all’Italia del dopoguerra. Il mondo materiale era pesante, fragile e costoso: ferro, legno, ceramica, vetro.
Il polipropilene ribaltò tutto. Era leggero, non arrugginiva, resisteva al calore e agli urti ed era incredibilmente economico. Negli sketch di Carosello, Gino Bramieri entrava nelle case esclamando: “E mo’, e mo’… Moplen!”. Per le famiglie italiane, e in particolare per le donne su cui gravava l’intero carico domestico, quella plastica colorata fu autentica liberazione: bacinelle indistruttibili, scolapasta leggeri, contenitori igienici, giocattoli accessibili a tutti. La modernità diventava democratica.
Il trionfo dell’ordine molecolare
Scientificamente, il merito di Natta fu un capolavoro di precisione e ingegno. I monomeri di propilene, fino ad allora disposti in modo caotico, vennero costretti da catalizzatori metallici ad allinearsi tutti nello stesso verso nello spazio: una struttura geometrica regolare, “stereoregolata”.
Natta non creò un veleno: trovò un modo per mettere ordine nelle molecole. Fu un trionfo della ragione e dell’ingegneria chimica, capace di trasformare un sottoprodotto dell’industria petrolifera in un materiale dalle proprietà meccaniche straordinarie.

La frattura: dall’uso all’abuso
Oggi, a distanza di settant’anni, la plastica è diventata il simbolo dell’inquinamento globale, delle isole galleggianti negli oceani e delle microplastiche nel cibo. È facile cadere nell’errore retrospettivo di processare la scoperta originale, ma la responsabilità non appartiene al laboratorio di Natta.
- La longevità tradita: Il polipropilene fu concepito come materiale resistente e durevole nel tempo.
- La deviazione del monouso: È stata l’economia industriale degli anni successivi a convertirlo nel packaging usa e getta, progettando oggetti per durare secoli ma usati per tre minuti.
- La gestione dei rifiuti: Il sistema produttivo ha accelerato la sintesi senza curarsi della fine del ciclo vitale, delegando all’ambiente lo smaltimento di miliardi di tonnellate di polimeri.
La battaglia contro il monouso
La consapevolezza di questo cortocircuito storico ha fortunatamente generato un risveglio vitale. Movimenti e associazioni impegnate sul territorio, come la APS Basta Plastica in Mare, centrano esattamente il vero nucleo della questione: la battaglia di civiltà non è contro la plastica in quanto materiale, ma contro l’abuso del monouso.
Combattere l’usa-e-getta non significa rinnegare il genio di Natta, ma tutelare il mare e il paesaggio da una gestione industriale ed economica scellerata dei rifiuti. La scienza ci consegna strumenti neutri; la cultura, il mercato e la politica ne determinano l’impatto. Come detto, Giulio Natta ci ha insegnato a ordinare gli atomi: tocca a noi imparare a governare i nostri consumi e a difendere il mare che ci circonda.
La scienza consegna all’umanità strumenti e scoperte neutre; la cultura, il mercato e la politica ne determinano il destino. Giulio Natta ci ha insegnato a ordinare gli atomi: tocca a noi, da settant’anni a questa parte, imparare a governare i nostri consumi e il pianeta che abitiamo.
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Ing. Francesco Cancellieri:
https://g.co/gemini/share/774494e08f4e
Coordinatore Nazionale Aree Protette e Paesaggi di SIGEA-APSPresidente Associazione per lo Sviluppo SOstenibile e Centro di Educazione Ambientale Messina APS in breve AssoCEA Messina APS, Componente CNES Comitato per l’Educazione alla Sostenibilità – Agenda 2030 della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e già Delegato CER Macchia Mediterranea, Desertificazione dei Suoli e Paesaggio di Slow Food Sicilia (2021-2025)www.ceamessina.it – ceamessina@tiscali.it
Socio Fondatore del CEA Sicilia e Responsabile Paesaggi Aree e Protette di SIGEA-APS
Calendario Ambientale: www.calendarioambientale.it
Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea: www.cartamacchiamediterranea.it
La prima Associazione in Sicilia ad aver aderito ad
www.asvis.it e www.federtrek.org
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