Djokovic, un mare di record: l'imbattibilità a Pechino, le 21 stagioni ATP con almeno un titolo e la suggestione Connors
- Postato il 8 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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La carezza a Sinner è sintomo di grande intelligenza, perché nessuno più di Novak Djokovic sa quanto sia fondamentale per questo sport avere quanti più giocatori di riferimento a cui attingere. Perché da soli si potrà anche vincere di più, ma di sicuro si rischia di non avvicinare troppo la gente e gli appassionati, pensando che Nole di grandi avversari nel corso della carriera ne ha dovuti fronteggiare tanti, essendo uno dei rappresentanti dei favolosi Big 3 assieme a Federer e Nadal. Ma il serbo ha sconfinato anche nell’era in cui i leader del circuito si chiamano Sinner e Alcaraz (e adesso Zverev, anche se sembra più di passaggio…), e lo ha fatto mantenendo una costanza di rendimento fuori dal comune. Soprattutto, non perdendo tempo per aggiornare il libro dei record.
- Pechino, un bunker mai violato: 34 vittorie e zero ko!
- Da 21 anni Nole si porta a casa almeno un titolo ATP
- Gli ultimi grandi desideri: i 109 titoli di Connors e LA28
Pechino, un bunker mai violato: 34 vittorie e zero ko!
Pechino ad esempio è una sorta di giardino privilegiato: Nole mancava dal torneo della Capitale cinese da 11 anni, ma è come se il tempo si fosse fermato. Dopotutto nella terra del Dragone il serbo è andato sempre oltre i propri limiti: nelle 7 partecipazioni al torneo non ha mai conosciuto sconfitta, inanellando 34 vittorie e riuscendo a imporsi in ognuna delle 7 edizioni alle quali ha preso parte.
Una striscia inaugurata nel 2009 battendo al primo turno il rumeno Hanescu (che ha appeso la racchetta al chiodo ormai da dieci anni…) e terminata con la vittoria contro de Minaur nella finale di martedì scorso, l’unica partita nella quale ha disputato soltanto un set pieno (l’australiano s’è ritirato all’inizio del secondo).
La statistica ancora più incredibile è però un’altra: nelle 34 gare vinte (di cui 9 contro giocatori che al momento del confronto erano in top 10), Djokovic ha lasciato per strada appena 5 set, e soltanto negli incroci di quest’ultima edizione contro Bu e Zverev ha dovuto inseguire dopo aver ceduto il primo parziale. Si spiega anche leggendo questi numeri tutto l’affetto che il pubblico cinese ha tributato al serbo, che davvero a Pechino può dire di essersi sentito a casa.
Da 21 anni Nole si porta a casa almeno un titolo ATP
La vittoria del 500 di preparazione verso Shanghai (domani il debutto nella tarda mattinata italiana contro Hubi Hurkacz, col quale è avanti 8-0 nei precedenti…) ha avuto anche un altro significato rilevante, naturalmente anch’esso derubricato alla voce record: Djokovic è diventato il primo giocatore della storia ha conquistare almeno un torneo ATP per 21 stagioni consecutive.
Una striscia aperta nel 2006 in Olanda, sulla terra di Amersfoort, battendo Nicolas Massù (che s’è ritirato nel 2013), che ha vissuto un brivido nel 2025 quando la vittoria ad Atene è arrivata soltanto a metà novembre (e praticamente all’ultima opportunità utile, altrimenti restavano le Finals…) e che quest’anno ha ottenuto l’ennesima perla, che è anche la 102esima della sua carriera. Il precedente primato apparteneva a Nadal, vittorioso per 19 stagioni di fila dal 2004 al 2022, mentre Federer s’era “fermato” a 15 (2001-2015).
Dei tennisti in attività, Sinner è quello più “vicino” al serbo con 7 stagioni consecutive con almeno un titolo in bacheca (Alcaraz è a quota 6), mentre Zverev paga il buco del 2022, unica stagione nella quale non ha conquistato alcun torneo dal 2016 a oggi (come Medvedev quello del 2024, dopo aver vinto sempre dal 2018 in poi).
Gli ultimi grandi desideri: i 109 titoli di Connors e LA28
Nella mente di Djokovic da qualche anno c’è la voglia di provare a spingersi fino all’agosto del 2028, quando a Los Angeles andrà in scena il torneo olimpico, quello che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare il degno finale di carriera (è stato lo stesso Nole a indicarlo come il luogo ideale per mettere un punto).
Ci sarebbero dunque almeno altri due anni per portare la striscia a quota 23 stagioni consecutive con almeno un titolo a referto, rendendosi praticamente inavvicinabile per qualsiasi essere umano (Sinner e Alcaraz per eguagliare oggi il record di Djokovic dovrebbero vincere almeno un titolo a stagione rispettivamente fino al 2040 e al 2041…).
E ci sarebbe tempo anche per provare a inseguire i 109 titoli ATP di Jimmy Connors, record all time: Federer ormai è un solo torneo di distanza, ma chissà che a Nole non venga voglia di spingersi davvero più lontano. Magari già a partire da Shanghai, dove potrebbe godere ancora dell’aria inebriante respirata a Pechino.