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De Vecchi: “Mai pensato di lasciare FdI”. E attacca Cavallo (Futuro Nazionale): “Pensava a Vannacci già da coordinatore”

  • Postato il 28 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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De Vecchi: “Mai pensato di lasciare FdI”. E attacca Cavallo (Futuro Nazionale): “Pensava a Vannacci già da coordinatore”

Provincia. Archiviato il congresso provinciale di Fratelli d’Italia che ha decretato la vittoria di Filippo Marino alla presidenza, in casa FdI è il momento delle analisi e dei riassetti interni.

Se da un lato il neo-presidente parla di unità avvertendo che il partito “non è una corriera per opportunisti”, dall’altro la minoranza interna guidata da Christian De Vecchi chiude la porta a qualsiasi ipotesi di scissione. L’ex sindaco di Carcare, contattato da IVG, non ha risparmiato una stoccata anche all’ex collega di partito, il sindaco di Stellanello Claudio Cavallo.

Cavallo, uscito in polemica da FdI nel luglio 2025 per poi sposare la causa di Futuro Nazionale con Roberto Vannacci, ha recentemente commentato la vittoria di Marino con un post su facebook. Nel messaggio di congratulazioni, Cavallo non aveva lesinato frecciate velenose verso la dirigenza del ponente (con il richiamo indiretto al consigliere regionale Rocco Invernizzi) e verso i “potenti a Roma”, rivendicando la propria vittoria “netta” nel precedente congresso del 2023.

Un’uscita – quella di Cavallo – che non è affatto piaciuta a De Vecchi: “Quando toccava a lui organizzare questo partito – spiega -, non è riuscito a farlo. Quando ti candidi a svolgere il ruolo di coordinatore hai un dovere anche di ruolo, non solo di responsabilità nei confronti degli elettori. Il mandato dura tre anni e ti devi attivare per organizzare il territorio. Lui questo dovere lo ha smarrito strada e se n’è andato. Cavallo lancia frecciatine? Al suo posto mi guarderei in casa”.

De Vecchi rincara la dose: “Due mesi dopo essere stato eletto coordinatore era già inserito nei comitati di Vannacci – ricorda l’ex sindaco di Carcare -. La sua preventiva adesione a quel progetto era già chiara mentre svolgeva l’attività di coordinatore in FdI. La sua etica e la sua morale su facebook lasciano un po’ il tempo che trovano di fronte al senso del dovere”. E aggiunge: “Non ha organizzato, è andato via e ha campato scuse. Cerchi i suoi capri espiatori altrove, anzi in se stesso. Di quel coordinamento di allora io non facevo parte. Se ha lavorato poco sul territorio creando emorragie tra gli amministratori locali, è un problema suo”.

Il “caso Cavallo” diventa così per De Vecchi l’assist ideale per marcare le distanze e rivendicare la propria fedeltà a Fratelli d’Italia: “Mai presa in considerazione l’idea di lasciare FdI – dice ancora -. Io arrivo da un percorso storico nell’area di centrodestra, a partire da Alleanza Nazionale: allora c’erano già altre sfumature politiche più a destra di AN e non mi ci ero mai spostato, figuriamoci oggi. Non mi sono spostato di un centimetro dalle mie posizioni già nel congresso del dicembre 2023. e non l’ho fatto oggi, in occasione del congresso del 25 luglio scorso, rimanendo sempre sugli stessi principi. Non ci siamo candidati al congresso provinciale per fare un dispetto o un torto a qualcuno: la nostra non è mai stata una candidatura contro, ma a favore dei nostri valori, dei principi e del nostro modo di intendere la politica”.

Passando all’esito delle urne congressuali e alle prospettive future, l’esponente di FdI guarda al bicchiere mezzo pieno: “Nel direttivo siamo riusciti ad inserire tre nostri rappresentanti della lista che abbiamo presentato: oltre al sottoscritto, ci saranno Remigio e Giordanella, con i quali andremo a collaborare attivamente con il direttivo provinciale e con gli altri eletti del coordinamento. Abbiamo già dato la nostra più ampia disponibilità sul territorio rispetto ai programmi. Noi avevamo presentato de punti programmatici chiari e li metteremo come priorità ogni volta che ci sarà da fare un confronto sui temi e sugli indirizzi del partito”.

Questo partito a livello europeo e nazionale viaggia su percentuali molto alte, che però si smarriscono a livello periferico – spiega ancora De Vecchi -. Nelle elezioni più locali, come le regionali e soprattutto le amministrative vere e proprie, queste percentuali spariscono. Il nostro obiettivo in sede congressuale era proprio quello di curare questo ‘delta’. Serve un partito a supporto del territorio e degli eletti, serve una formazione politica per le persone che si vogliono affacciare alle elezioni, un modello finora latitante a Savona”.

Conclude De Vecchi: “Sono un amministratore di lungo corso e sono abituato a ragionare con le vittorie e con le sconfitte, non è un problema per me una mancata aspettativa. Cercherò di fare in modo di migliorare quelle percentuali (di FdI, ndr), ma per farlo servono tanta qualità e valore umano nelle persone. È la qualità che mi aspetto da questo coordinamento. Noi vogliamo introdurre questa componente e mettere a disposizione degli altri il nostro bagaglio personale, forte di vissuti amministrativi di lungo corso. Purtroppo nei congressi si vede ancora una componente di ‘truppe camellate’ che non corrisponde poi alla qualità necessaria negli enti locali. Tutti dobbiamo metterci a disposizione per ricostruire una riorganizzazione sul territorio che negli anni precedenti non è stata efficace”.

Autore
Il Vostro Giornale

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