Consiglio regionale, respinta l’adesione al Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili
- Postato il 30 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Con 7 voti a favore (minoranza) e 13 contrari il consiglio regionale ha respinto la mozione 47, presentata da Selena Candia (Avs) che impegnava la giunta ad aderire alla Fossil Fuel Non-Proliferation Treaty Initiative e a sostenere nelle sedi competenti l’adozione di un trattato internazionale vincolante per la non proliferazione dei combustibili fossili.
Il documento impegnata anche l’amministrazione regionale a esortare il Governo ad adoperarsi affinché ENI riallinei i propri piani industriali agli obiettivi dell’Accordo di Parigi e reindirizzi progressivamente gli investimenti verso fonti rinnovabili; a promuovere in Conferenza delle Regioni l’adesione di altre Regioni e città italiane alla Fossil Fuel Non-Proliferation Treaty Initiative, anche in vista della COP30 (30a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici); a utilizzare i Criteri Ambientali Minimi (CAM), in tutte le acquisizioni di prodotti, servizi o lavori pubblici effettuate dall’Amministrazione regionale.
L’assessore all’energia Paolo Ripamonti ha espresso parere contrario spiegando che nel testo si propone alla Regione di aderire ad un’iniziativa per la transizione energetica, ma che questa materia non rientra fra quelli che la Costituzione italiana attribuisce alle Regioni nelle sue relazioni internazionali. Ripamonti ha aggiunto che all’iniziativa ha aderito solo un milione di cittadini in tutto il mondo.
Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) è intervenuto a sostegno della mozione. Stefano Giordano (Mov5Stelle) e Katia Piccardo (Pd) hanno chiesto di sottoscrivere il documento.
Ha commentato Candia: “Il cambiamento climatico sta mietendo vittime in tutta Europa, anche in Liguria, e serve un impegno concreto per una transizione energetica che contrasti il surriscaldamento globale. Per questo motivo, abbiamo chiesto alla Regione Liguria di aderire al ‘Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili’ e di rafforzare le misure per limitare le emissioni inquinanti. Purtroppo, la destra ligure ha respinto la nostra proposta, allineandosi al negazionismo climatico e a chi sostiene che ci abitueremo al clima caraibico”.
“Il territorio ligure è tra i più esposti agli impatti climatici. La Liguria è seconda in Italia per numero di frane da piogge intense e a settembre 2025 a Favale di Malvaro è stato registrato il record europeo di 194,2 mm/ora di pioggia. La dipendenza dai combustibili fossili genera costi crescenti: in Liguria, oltre 115 mila persone si trovano in condizione di povertà energetica, con un aggravio di bolletta stimato in 134 milioni di euro nel 2026 rispetto al 2025. Di fronte a questo disastro climatico, ambientale, economico e sociale, la destra ignora il problema e abbandona i liguri al loro destino”, denuncia Selena Candia, che sottolinea: “In Italia, questo provvedimento è stato approvato convintamente da importanti Comuni come Roma, Milano e Torino. L’Unione Europea ha aderito, così come numerose regioni europee, ma la Liguria no”.