Come smontare punto per punto un articolo negazionista del clima
- Postato il 9 luglio 2026
- Ambiente
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Alla fine di giugno una seconda ondata di calore ha colpito l’Europa occidentale e centrale, dopo quella di fine maggio, facendo registrare numerosi record di temperatura in Francia, Germania, Danimarca, Repubblica Ceca e Ungheria. Questo aumento delle temperature è dovuto ai gas serra immessi nell’atmosfera dalle attività umane: produzione di energia (30%), industria (20%), agricoltura e allevamento (20%), trasporti (15%), deforestazione (10%), riscaldamento/raffrescamento edifici (5%). Fra i negazionisti del cambiamento climatico c’è La Verità, che l’altro giorno ha pubblicato un articolo intitolato “Cinquant’anni di dati dimostrano che la temperatura non è cambiata”. L’articolo è firmato da un certo Franco Battaglia, che però non ha una formazione specialistica né pubblicazioni scientifiche nel campo della climatologia: facile, per il metereologo Roberto Ingrosso, sbugiardare le sue manipolazioni grossolane.
L’articolo di Ingrosso (“Grafici fuorvianti: come La Verità prova a nascondere le realtà del cambiamento climatico”) dimostra che i grafici pubblicati su La Verità da Battaglia (“un climatologo improvvisato già autore di un numero record di errori e sciocchezze sul tema”) esibiscono valori sballati e nascondono l’aumento reale delle temperature. Ingrosso, con dati di Meteostat, ha smontato punto per punto la manipolazione di Battaglia: è una balla che la temperatura massima aumenti di soli 0,04 °C ogni dieci anni (l’elaborazione dei dati con metodi statistici rigorosi evidenzia un aumento delle temperature massime di 1 °C per decennio, con elevata significatività statistica). E’ inoltre una balla che i giorni oltre 30 °C siano uno ogni 7 anni (i giorni oltre 30 °C aumentano di circa quattro per decennio: il grafico di Battaglia tronca i picchi del 2022 e del 2025, sottostimando la crescita).
Ingrosso nota anche che il grafico delle temperature di Bordeaux mostrato da Battaglia utilizza un asse verticale da −30 °C a +50 °C, una scala climatologicamente inappropriata che appiattisce la tendenza e minimizza visivamente il riscaldamento. Con una scala appropriata, la tendenza al riscaldamento risulta invece evidente. L’aumento delle temperature di Bordeaux, spiega Ingrosso, è coerente col quadro generale di intensificazione delle ondate di calore osservato a livello europeo e previsto dalla ricerca scientifica.
Numerosi studi documentano inoltre il forte impatto sanitario delle ondate di calore del 2003, 2022 e 2023, associate a centinaia di migliaia di decessi. Ingrosso afferma di non poter stabilire se gli errori di Battaglia siano accidentali o intenzionali, ma dimostra che i suoi grafici sottostimano in modo significativo le tendenze climatiche. E se pensate che i giornali negazionisti del clima siano un male minore rispetto al governo Meloni, che continua a raccontare balle sulle forniture di armi e carburanti al genocida Israele e sulle basi italiane concesse agli Usa per l’aggressione illegale e criminale all’Iran, vi sbagliate: sono espressioni dello stesso potere capitalistico. Insomma balle, balle, balle, balle, balle. Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?
Cose sbagliate a cui ci hanno fatto credere
205) E’ vero che domani uscirà il nuovo album dei Rolling Stones, ma non è vero che la traccia 12 (“Effetti collaterali”) racconta di Mick Jagger che cerca di ricordarsi se ha preso la pastiglia per la pressione.
206) È vero che Trump mangia hamburger, ma non è vero che ad Ankara ha accarezzato più volte i capelli di Giorgia per pulirsi la mano unta.
207) E’ vero che a New York lo scheletro di un Tyrannosaurus rex vecchio 65 milioni di anni è stato venduto all’asta per 30 milioni di dollari, ma non è vero che l’ha comprato Sophia Loren perché la fa sentire più giovane.
L'articolo Come smontare punto per punto un articolo negazionista del clima proviene da Il Fatto Quotidiano.