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Il modo in cui noi umani vediamo la natura, e gli animali selvatici in particolare, non è uguale in tutto il mondo. C'è però un legame diretto tra questa visione e la storia di un Paese: quando gli europei sbarcarono nel continente americano e cominciarono a colonizzarlo, disseminarono anche i loro valori in termini di rapporto con la natura.
È il motivo per cui i Paesi del Nord America hanno un rapporto con gli animali molto diverso da quelli del Centro e Sud America: lo dice uno studio pubblicato su Nature Sustainability.. Colonialismo e conservazione
Partiamo dai risultati, per poi tornare alle origini e spiegarli. Lo studio, che ha coinvolto 18.500 persone distribuite in 33 Paesi americani ed europei, ha individuato due orientamenti generali quando si parla di rapporto con la natura: quello mutualista, nel quale l'uomo e gli animali sono visti come parte di una stessa comunità, e quello di dominio, secondo cui gli animali sono una risorsa che l'uomo può sfruttare.
Ovviamente questi sono gli estremi, e le posizioni a riguardo esistono su uno spettro, ma le indicazioni sono chiare: in media, i Paesi latini (Spagna e Portogallo, e tutta l'America latina) hanno un approccio mutualista alla natura, mentre quelli nordici (Regno Unito, Stati Uniti, Canada) uno dominante.. Secondo lo studio, questa discrepanza si può spiegare con il colonialismo. Stati Uniti e Canada furono conquistati soprattutto dalla Gran Bretagna, mentre Spagna e Portogallo si concentrarono sull'America latina. L'Impero britannico aveva come obiettivo principale la creazione di insediamenti stabili, mentre quelli latini erano più interessati alle risorse naturali delle nuove terre. In più, Spagna e Portogallo erano cattolici, mentre il Regno Unito era protestante, in un periodo nel quale questa confessione aveva esplicitamente invitato i suoi fedeli a controllare la natura e gli animali.. Differenze mai superate
C'è poi il fatto che, quando Spagna e Portogallo arrivarono in America latina, l'area era già abitata da più di 50 milioni di nativi, più di quanti ce ne fossero in Nord America: i loro valori non vennero del tutto spazzati via e anzi andarono a rinforzare la visione mutualista tipica del colonialismo cattolico. Queste differenze culturali, scrivono gli autori dello studio, persistono ancora oggi, e contribuiscono alla divisione tra mutualisti e dominanti.. Lo studio non è solo una curiosità antropologica: queste differenze vanno tenute in considerazione quando si formulano politiche di protezione e gestione della fauna, soprattutto in quelle organizzazioni internazionali che hanno a che fare con contesti molto diversi. Un esempio è l'abbattimento controllato di certi animali selvatici, molto più usato nei Paesi dominanti che in quelli mutualisti..
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