Case di Comunità svendute: perché la regione Lombardia dovrebbe vergognarsi
- Postato il 5 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Generazione sintesi AI in corso…
Il Servizio Sanitario Nazionale ha da tempo, per porre un termine marinaro adeguato al mese di agosto, mollato gli ormeggi e naviga senza condottiero in un mare sempre più in burrasca.
Dopo aver “autorizzato” i privati, accreditandoli, a coprire in Regione Lombardia circa il 75% delle prestazioni pubbliche delle aziende sanitarie, ora stiamo svendendo anche le Case di Comunità. Costruite con debito del Pnrr da uno Stato che niente ha fatto negli anni per contrastare lo stradominio del privato, accreditandolo e facendo distruggere la parte pubblica della nostra sanità, ora sono allo sbando. Isole nel deserto inutili, come dico da sempre, senza medici e infermieri, alla faccia di Schillaci che voleva quasi precettarli senza sapere che sono una corporazione inespugnabile, anzi sicuramente sapendolo ma facendo finta di nulla – da pessimo medico ma perfetto politico.
Infatti molte Asl, proprio per la mancanza di medici e paramedici, sono state fisicamente spostate utilizzando lo stesso personale. Una mia paziente che stava facendo un percorso neurologico presso una Asl è stata contattata ad aprile e informata che il controllo di ottobre si sarebbe fatto presso una Asst, ridenominata Casa di Comunità Piceno, con la stessa dottoressa!
Ma lo Stato si sta arrendendo anche per quanto riguarda le Case di Comunità, isole disperse e inabitate, anch’esse date in mano ai privati. È notizia di questi giorni che la Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano ha affidato con un appalto di quasi 20 milioni di euro la gestione di tre ospedali di comunità a cooperative private. Solo in Lombardia sono nove le Asst che hanno appaltato a cooperative la gestione per consentirne l’apertura prima della scadenza dei termini per ricevere fondi Pnrr.
Insomma ai colleghi Schillaci e Bertolaso, che si sono fatti belli per aver “rispettato i tempi”, direi che dovrebbero semplicemente vergognarsi di aver venduto un’altra parte della nostra sanità. Un bene comune diventato privato. Un naufragio a cui nessuno potrà sottrarsi.
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