Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028: le 4 città finaliste che si contendono la vittoria
- Postato il 18 settembre 2026
- Arte Contemporanea
- Di Artribune
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Solo il prossimo ottobre, la consueta cerimonia di premiazione ospitata in Sala Spadolini, a Roma, svelerà il nome della Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. L’iniziativa è stata istituita dal Ministero della Cultura nel 2024, sul modello della Capitale italiana della Cultura, e nell’anno in corso vede cimentarsi con la sfida il primo Comune designato, Gibellina. Nel 2027, il testimone sarà raccolto da Alba: la città piemontese si è aggiudicata il riconoscimento con una programmazione – e un parterre di nomi e profili coinvolti – decisamente altisonante e qualificata.
Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028: le 4 città finaliste
Intanto, la giuria del Dipartimento per le Attività Culturali del MiC ha individuato le quattro città finaliste (su un massimo di cinque scelte) che si contenderanno il titolo per il 2028, invitate alle audizioni pubbliche che si terranno l’8 ottobre 2026, in vista della proclamazione di fine mese, che porterà alla vincitrice un contributo di 1 milione di euro per la realizzazione del programma culturale e degli interventi previsti nel dossier.
Padova, Civita di Bagnoregio (con Bolsena), Pozzuoli e Capri hanno presentato i progetti più convincenti.
Padova e la dissidenza creativa
Di Padova avevamo già scritto all’atto di presentazione del dossier, a giugno scorso, per la qualità della proposta e il peso dei nomi schierati. Con la direzione artistica affidata a Marta Papini e Maurizio Cattelan con Myriam Ben Salah, Padova si propone come città della “dissidenza creativa”, attraverso il dossier Ancora imparo. Esercizi di dissidenza (il comitato scientifico, altrettanto qualificato, è composto da Cecilia Alemani, Daniela Mapelli, Renzo Piano e il Cardinal José Tolentino de Mendonça). “La candidatura è il frutto collettivo del lavoro sviluppato insieme all’Università e alle realtà culturali, sociali ed economiche del territorio. Tra tutti i soggetti coinvolti voglio ringraziare in modo particolare alcune fondazioni che da anni sostengono la crescita culturale di Padova, la Fondazione Alberto Peruzzo, la Fondazione Bano e ora anche la Fondazione Chiara e Francesco Carraro”, sottolinea il sindaco Sergio Giordani.
La rete dell’arte contemporanea della Tuscia
Civita di Bagnoregio e Bolsena – nella Tuscia che di recente ha visto nascere una nuova rete territoriale per la valorizzazione dell’arte contemporanea – propongono, invece, il dossier Arte che viene, arte che va, “un lavoro costruito in mesi di confronto con artisti, istituzioni, scuole e associazioni” spiega il sindaco di Civita, Luca Profili “Che due comuni di piccole dimensioni siano arrivati fin qui dimostra quanto valga la collaborazione tra territori”. “È un risultato che appartiene a tutto il territorio del lago e della Tuscia”, gli fa eco il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte. Il progetto propone di trasformare il territorio in un laboratorio diffuso di produzione, formazione e partecipazione culturale, in linea con le priorità indicate dal bando ministeriale.
Due finaliste per la Campania: i dossier di Capri e Pozzuoli
E poi c’è la Campania, in gara con due finaliste, tra l’altro non molto distanti tra loro, entrambe nell’area partenopea del Golfo di Napoli, sebbene di natura piuttosto diversa. Capri propone, infatti, la sua dimensione insulare, con il dossier Le sirene del nuovo. Le sirene, in questo caso, non sono solo un mito legato all’isola, ma “le forze che attraversano il presente — il desiderio, l’immagine, il consumo, il turismo, l’intelligenza artificiale che ne sta cambiando le condizioni”. Il programma caprese si chiede, dunque, cosa succede quando uomo e macchina smettono di competere e cominciano a creare insieme. Il dossier si articola in sei campi tematici, coinvolgendo oltre 40 artisti da cinque continenti, con la previsione di commissionare opere permanenti destinate a restare sull’isola. Il progetto è stato costruito con Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e vede alla direzione artistica Marina Pizziolo e Romano Ravasio di Art Consulting. Così, “Capri esprime sempre di più le proprie potenzialità di laboratorio culturale e di idee a livello nazionale e internazionale”, evidenzia il sindaco Paolo Falco.
Pozzuoli, invece, si presenta come La città delle fragilità creative, in rappresentanza dell’area dei Campi Flegrei, che – a proposito di fragilità endemiche – si confronta negli ultimi tempi con il risvegliarsi del bradisismo dovuto alla presenza del Vesuvio. Il progetto, diretto da Paolo Lubrano, non intende proporre l’arte come risposta consolatoria, ma come strumento capace di interrogare il territorio e restituirne una rappresentazione più autentica, trasformando la vulnerabilità in un’occasione di riscatto pubblico e coesione sociale, affidando all’arte contemporanea un ruolo attivo nei processi di ricostruzione morale e civile della comunità. Il buon riscontro per le proposte campane, sollecita anche la risposta dell’Assessore regionale alla Cultura, Ninni Cutaia: “La Campania si conferma così un laboratorio permanente di visione, rigenerazione e sviluppo. Sosterremo con convinzione questo percorso, certi che investire sull’arte, la creatività e sulla bellezza rappresenti un volano di crescita fondamentale per l’intera regione”.
Livia Montagnoli
L’articolo "Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028: le 4 città finaliste che si contendono la vittoria" è apparso per la prima volta su Artribune®.