Calabria, sottosegretari: Referendum, attesa per il Tar
- Postato il 3 settembre 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il Quotidiano del Sud
Calabria, sottosegretari: Referendum, attesa per il Tar
Caso sottosegretari nella regione Calabria: Referendum, attesa per il Tar. La Regione aveva perso il primo round sulla sospensiva. Ieri si è riunita la Camera di Consiglio. La decisione dovrebbe arrivare oggi, 3 settembre 2026.
È attesa nella giornata di oggi 3 settembre 2026 la decisione del Tar Calabria chiamato a stabilire se il referendum sulla modifica di Statuto che ha riportato in Calabria la figura dei sottosegretari s’ha da fare. Ieri si è tenuta la prevista Camera di Consiglio, con l’esame del ricorso presentato dalla Regione Calabria contro il decreto dell’ufficio centrale presso la Corte d’Appello che ha dato ragione nelle scorse settimane al centrosinistra e ha disposto l’avvio dell’iter per la consultazione popolare. La Regione ha contestato la competenza della Corte d’Appello e ha eccepito l’impugnabilità dell’atto con cui il segretario generale del Consiglio aveva risposto picche alla richiesta di referendum presentata dai consiglieri d’opposizione.
C’è poi la questione di merito. La modifica dello Statuto che ha introdotto i sottosegretari è, ha ribadito la Regione, una modifica parziale e di carattere organizzativo. Come tale rientrerebbe nei casi sottratti dal legislatore regionale – proprio in concomitanza con l’approvazione della stessa modifica di statuto contestata – al voto referendario. I legali del centrosinistra hanno difeso la pronuncia della Corte d’Appello, partendo da un’obiezione preliminare: il provvedimento non sarebbe impugnabile.
REFERENDUM SUI SOTTOSEGRETARI NELLA REGIONE CALABRIA: IL PRIMO PASSAGGIO AL TAR E IL RINVIO ALLA SEDE COLLEGIALE
Il Tar si è pronunciato sul ricorso della Regione già una prima volta, lo scorso 20 luglio, prendendo in esame la richiesta di sospensiva urgente avanzata dalla Regione. Il tribunale, in composizione monocratica, aveva risposto che la materia era troppo complessa e richiedeva una valutazione collegiale. «Le questioni sottoposte – si leggeva nel decreto – relativamente alla natura dell’organo che ha provveduto, alla tipologia e alla legittimità del procedimento adottato, alla natura dell’atto contestato, e più in generale alle implicazioni di ordine costituzionale, richiedono un approfondimento che solo la sede collegiale, cautelare e/o di merito, può assicurare». Tutto rinviato quindi alla Camera di Consiglio del 2 settembre.
Per il giudice non ricorrevano neanche le ragioni d’urgenza avanzate dalla Regione: i tempi per l’indizione e lo svolgimento del referendum popolare sullo statuto, disciplinati dalla legge regionale 45 del 2025, lasciavano ampio spazio all’intervento del collegio. La Regione poteva dare avvio all’iter per l’indizione del referendum, fissando una data successiva al nuovo appuntamento davanti al Tar.
L’INDIZIONE DEL VOTO E LO STANZIAMENTO DI 7 MILIONI
Mandata giù questa battuta d’arresto, alla Regione non è rimasto che far così. Confidando in una vittoria al secondo round, ha avviato l’iter per la consultazione popolare. Il voto è stato indetto, dal presidente Occhiuto per il 29 novembre «nelle more – si legge nel decreto di Occhiuto – della decisione dell’autorità giudiziaria». Accantonate anche le risorse necessarie. L’assestamento di bilancio, licenziato dalla Giunta nelle scorse settimane, ha stanziato 7 milioni di euro, presi dall’avanzo 2025, per far fronte ai costi del referendum: 2 milioni per le spese relative alle consultazioni elettorali dell’ente e 5 milioni per coprire i costi che saranno affrontati dalle amministrazioni locali.
Il Quotidiano del Sud.
Calabria, sottosegretari: Referendum, attesa per il Tar