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Pet disdetta, il San Carlo di Potenza si scusa

  • Postato il 4 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Pet disdetta, il San Carlo di Potenza si scusa

Il Quotidiano del Sud
Pet disdetta, il San Carlo di Potenza si scusa

Pet disdetta, il San Carlo di Potenza si scusa. L’azienda scrive al malato oncologico e al giornale dopo l’annullamento dell’esame. L’interessato ringrazia ma replica: non mi era stata offerta alcuna alternativa.


POTENZA – Dall’azienda ospedaliera San Carlo si dicono rammaricati per quanto avvenuto a Paride Carella – una disdetta improvvisa e immotivata di un esame medico delicato e costosissimo se effettuato dai privati – e promettono una soluzione. Carella ringrazia ma ricorda che la risposta dei vertici ospedalieri ricostruisce l’accaduto in maniera diversa da quanto vissuto: nessuna alternativa era stata offerta al malato oncologico e nessuna motivazione era stata fornita al cittadino in sede di comunicazione dell’annullamento.

Ecco cosa scrivono dal San Carlo: «In riferimento (…) al rinvio di un esame Pet con Gallio-68 programmato nell’unità operativa di Medicina Nucleare, l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza ritiene opportuno fornire alcuni elementi di chiarimento, nel rispetto della situazione personale dell’utente. L’Azienda comprende il disagio e la preoccupazione che il rinvio di un esame può determinare, in particolare per una persona impegnata in un delicato percorso di cura, nel quale la tempestività degli accertamenti rappresenta un elemento particolarmente importante. Nel caso segnalato, il rinvio non è riconducibile a una criticità organizzativa generale del servizio di Medicina Nucleare, ma a una problematica tecnica circoscritta legata alla preparazione del radiofarmaco necessario all’esecuzione dell’esame. Si tratta di una procedura che presenta specifiche esigenze tecniche e preparatorie e che riguarda un numero limitato di prestazioni.

LA POSIZIONE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA SAN CARLO  E IL RAMMARICO PER IL DISAGIO SULLA PET

La problematica è stata tempestivamente presa in carico dall’Azienda, che sta operando per consentirne la più rapida risoluzione. Al cittadino interessato è stato inoltre assicurato che l’esame sarà riprogrammato con priorità». «L’unità operativa di Medicina Nucleare – è ancora scritto – continua regolarmente a garantire le proprie attività e, grazie all’organizzazione adottata e agli investimenti effettuati in risorse professionali e tecnologie, assicura tempi di risposta particolarmente contenuti anche per prestazioni diagnostiche di elevata complessità. L’attenzione ai pazienti e la necessità di garantire percorsi diagnostici rapidi e appropriati costituiscono una priorità per l’Azienda.

Proprio per questo, anche in presenza di inconvenienti tecnici non prevedibili, vengono attivate tempestivamente tutte le misure necessarie per limitarne le conseguenze sui pazienti e assicurare la continuità dei percorsi di cura. L’Azienda rinnova pertanto il proprio rammarico per il disagio arrecato al cittadino e conferma l’impegno della Direzione e degli operatori della Medicina Nucleare nel garantire quotidianamente prestazioni tempestive, sicure e di qualità».

LA REPLICA DEL PAZIENTE E LA CONTESTAZIONE SULLE MODALITÀ DI ANNULLAMENTO

Anche a Carella – che aveva scritto all’assessore regionale alla Salute,  Cosimo Latronico – è stata inviata una risposta. Più lunga di questa e più articolata nelle spiegazioni, ma molto simile nelle parole e nelle informazioni. Ed ecco la replica di Carella, che l’ha girata anche al Quotidiano del Sud: «Carissima direzione generale, io vi ringrazio per la risposta cortese e tempestiva però ci tengo a precisare che la situazione non mi è stata rappresentata come da voi adesso.

La persona che mi ha contattato telefonicamente dicendomi di essere parte dell’amministrazione mi confermava solo la disdetta dell’esame dicendomi di provvedere attraverso Cup a prenotare presso altra struttura e non mi è stata in nessun modo rappresentata la possibilità di un semplice rinvio dell’esame. Le parole dettemi sono state: “Ci dispiace ma non possiamo procedere con l’esame e adesso veda lei presso quale struttura può effettuare questo esame, noi purtroppo non possiamo fare nulla”.

L’INVITO ALLA TUTELA DEI SOGGETTI FRAGILI E ALLA PRESA IN CARICO

In nessun modo mi è stato detto: provvederemo a riprogrammare in tempi brevi il suo esame. Al mio invito a prendersi loro l’impegno mi è stato risposto: “Noi non possiamo farle nulla….!”. Per questo ho proceduto con la mia segnalazione, perché credo che la struttura che prende una prenotazione stipula un impegno-contratto con il paziente, pertanto se non può effettuare la prestazione per lo meno può farsi carico di trovare altre soluzioni a breve termine. Si parla di soggetti deboli oncologici che già vivono una situazione drammatica sia psicologica che fisica. Dargli ulteriore peso senza proporre alcuna soluzione non credo sia la forma più corretta di agire. Spero che questi episodi diventino sempre più rari e questi inconvenienti sempre meno frequenti. Comunque vi ringrazio per la risposta».

Il Quotidiano del Sud.
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