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Caccia, Pai e Osa scrivono a Bucci: “Rinviare l’apertura della caccia, siccità e cambiamenti climatici hanno influito su ambiente e fauna”

  • Postato il 18 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Caccia, Pai e Osa scrivono a Bucci: “Rinviare l’apertura della caccia, siccità e cambiamenti climatici hanno influito su ambiente e fauna”

Liguria. Con due Pec inviate ieri alla Regione Liguria, il Partito Animalista Italiano (Pai) e l’Osservatorio Savonese Animalista (Osa) hanno chiesto ufficialmente al presidente della giunta regionale Marco Bucci di “posticipare di almeno tre settimane l’apertura della stagione venatoria, prevista per domenica 20 settembre 2026, e comunque fino a quando non sia stato accertato, attraverso gli opportuni pareri e riscontri degli enti tecnici competenti, tra cui ISPRA e le Università, il ristabilimento di condizioni ambientali sufficienti a garantire un’adeguata tutela della fauna selvatica”.

Pai e Osa hanno sottolineato come “i pesanti cambiamenti climatici in corso stiano determinando condizioni di siccità prolungata e persistente in Liguria, con conseguenze significative sugli equilibri ambientali e sulla sopravvivenza di coltivazioni, animali d’allevamento, fauna selvatica e vegetazione. Le stesse organizzazioni agricole hanno manifestato preoccupazione per la situazione, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che stanno interessando coltivatori e allevatori, costretti a fronteggiare la riduzione delle risorse alimentari e idriche disponibili per bovini, ovini e caprini. Tali criticità riguardano inevitabilmente anche la fauna selvatica, che si trova ad affrontare condizioni ambientali particolarmente difficili, con una riduzione delle risorse naturali e possibili conseguenze sullo stato fisiologico e sulla vulnerabilità degli animali. Gli incendi recenti e la siccità hanno ulteriormente aggravato un quadro che, secondo le due associazioni, avrebbe dovuto indurre la Regione a una rivalutazione tempestiva dell’apertura venatoria”.

Pai e Osa hanno richiamato quanto previsto dall’articolo 19, comma 1, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, che dispone: “Le regioni possono vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica di cui all’articolo 18, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.”

La domanda che PAI e OSA rivolgono alla Regione Liguria è “semplice: se la siccità e le condizioni ambientali rappresentano una situazione di tale gravità da richiedere interventi di sostegno e mitigazione per il settore agricolo, perché non si è ritenuto necessario valutare spontaneamente anche un rinvio dell’apertura della caccia? Perché devono essere le associazioni animaliste a sollecitare un provvedimento che dovrebbe nascere da una valutazione attenta delle condizioni del territorio?”.

Pai e Osa “esprimono forte perplessità per il fatto che, nonostante le difficoltà ambientali denunciate, la Regione Liguria non abbia deliberato spontaneamente il posticipo dell’apertura venatoria. Le due associazioni contestano una politica regionale che, a loro giudizio, sembra prestare particolare attenzione alle richieste del mondo venatorio, mentre le preoccupazioni delle associazioni animaliste e ambientaliste rischiano di rimanere inascoltate. La fauna selvatica non può essere considerata una risorsa da sfruttare quando tutto va bene e una questione secondaria quando il territorio è in difficoltà”.

“Eppure, proprio in questi giorni, è stata emanata l’ennesima delibera che suscita la contrarietà delle associazioni: quella relativa alla caccia in deroga allo storno in otto comuni dello Spezzino, con 58 capi abbattibili per ogni cacciatore, fino a un massimo di 6.000 esemplari in Liguria. Mentre il territorio soffre, la risposta della Regione sembra essere ancora una volta quella di autorizzare abbattimenti. È questa la politica ambientale che la Liguria vuole portare avanti?”.

Autore
Il Vostro Giornale

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