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Caccia in Liguria, il Wwf: “Ignorati i richiami della scienza e le condizioni eccezionali vissute dalla fauna selvatica”

  • Postato il 24 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Caccia in Liguria, il Wwf: “Ignorati i richiami della scienza e le condizioni eccezionali vissute dalla fauna selvatica”

Liguria. A seguito dell’apertura della stagione venatoria del 20 settembre, Wwf Liguria richiama l’attenzione sulle “numerose osservazioni tecnico-scientifiche formulate nei mesi scorsi alla Regione e rimaste in gran parte senza risposta. Le criticità evidenziate riguardano sia il calendario venatorio sia alcune autorizzazioni concesse per il prelievo di specie particolarmente sensibili, nonostante le valutazioni espresse da Ispra”.

Il Wwf non contesta soltanto “singole scelte amministrative, ma un approccio che continua a sottovalutare le evidenze scientifiche disponibili sullo stato di conservazione della fauna selvatica e sugli effetti dei cambiamenti climatici. Nelle osservazioni trasmesse alla Regione, erano state segnalate criticità relative, tra le altre, ad allodola, quaglia, beccaccia, pavoncella e starna, oltre alla necessità di aggiornare i criteri relativi ai periodi di caccia delle specie migratrici alla luce delle più recenti conoscenze scientifiche”.

“Particolarmente preoccupante, infatti, appare il mancato recepimento delle indicazioni relative all’anticipo della migrazione pre-riproduttiva di numerose specie di uccelli selvatici. Studi scientifici recenti mostrano infatti come i cambiamenti climatici stiano modificando i tempi biologici delle migrazioni, rendendo necessario un aggiornamento dei criteri utilizzati per determinare la chiusura della stagione venatoria”.

A queste criticità si aggiunge “la decisione di autorizzare la caccia in deroga allo storno. Il Wwf ritiene che decisioni di questo tipo debbano essere eccezionali e non diventare ordinarie, ed essere sostenute da dati solidi e verificabili sull’entità dei danni, sull’efficacia dei sistemi di prevenzione incruenti e sull’assenza di alternative praticabili. La conservazione della biodiversità e la tutela dell’agricoltura non devono essere poste in contrapposizione, ma affrontate attraverso strumenti fondati sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili”.

“Il tema assume un rilievo ancora maggiore dopo un’estate segnata da temperature elevate, siccità e incendi che hanno inciso profondamente sugli ecosistemi regionali. In un contesto di crescente pressione ambientale, la fauna selvatica necessita di particolare cautela nella gestione e nelle scelte che riguardano il prelievo venatorio. Wwf Italia aveva per questo chiesto alle Regioni di valutare misure straordinarie legate alle condizioni climatiche eccezionali registrate negli ultimi mesi”.

Il Wwf continuerà a promuovere “un confronto basato su evidenze scientifiche, trasparenza amministrativa e tutela del patrimonio naturale, nella convinzione che la conservazione della biodiversità rappresenti un interesse generale dell’intera collettività.

Autore
Il Vostro Giornale

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