“Il Cadibona soffoca e la funivia resta ferma”, l’allarme del consigliere Arboscello (PD): il caso arriva in Regione
- Postato il 24 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona/Cairo M. La strada del Cadibona sempre più sotto pressione, tra camion, traffico congestionato e disagi per residenti e automobilisti. E mentre il trasporto del carbone continua a gravare sulla viabilità della Val Bormida e del Savonese, resta ancora ferma la Funivia Savona-San Giuseppe di Cairo, un’infrastruttura strategica ormai bloccata dal 2019.
È questo il quadro delineato nell’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale da Roberto Arboscello (PD), che porta all’attenzione della Regione due questioni strettamente collegate: l’emergenza viaria lungo la strada provinciale del Cadibona e lo stato dell’arte del progetto di ripristino dell’impianto funiviario.
La situazione della viabilità viene descritta come “grave e insostenibile. Ogni giorno un numero elevato di mezzi pesanti percorre il collegamento tra la costa savonese e la Val Bormida per trasportare carbone e altri materiali destinati alle aree industriali dell’entroterra. Un traffico che, secondo quanto riportato nel documento, provoca rallentamenti, problemi di sicurezza, maggiore usura della strada e un pesante impatto ambientale e acustico sui territori attraversati” afferma il consigliere nel documento depositato in Regione.
“A questo si aggiungono le segnalazioni dei residenti sulla mancata copertura, in diverse occasioni, dei camion che trasportano carbone, con la conseguente perdita di parte del carico e la dispersione di polveri. I disagi, inoltre, non riguardano soltanto la provinciale del Cadibona, ma si estendono alle direttrici urbane che collegano il porto di Savona con il casello autostradale e con la Val Bormida” aggiunge il consigliere Dem.
Sul fronte della funivia, l’ordine del giorno ricorda il ruolo storico dell’impianto Savona-San Giuseppe di Cairo nel trasporto delle merci. La sua operatività avrebbe consentito di sottrarre alla strada migliaia di camion ogni anno, con effetti sulla riduzione delle emissioni e sulla congestione della rete viaria. “Dal 2019, però, l’impianto è fermo e una parte del trasporto del carbone è stata trasferita sulla gomma. Nel documento viene contestualmente evidenziato come, allo stato attuale, non risultino sufficienti né risolutive le iniziative messe in campo dal Commissario straordinario e dal Sub-Commissario incaricati della gestione e della ripartenza dell’opera”.
Ed è proprio su questo punto che arriva la richiesta di fare chiarezza. Arboscello chiede al presidente e alla Giunta regionale di conoscere “lo stato delle interlocuzioni con la struttura commissariale e con i ministeri competenti per il ripristino e la riapertura della Funivia Savona-San Giuseppe di Cairo. Non solo. L’ordine del giorno chiede anche di sapere se siano stati avviati confronti con gli enti locali interessati dai disagi, con l’obiettivo di mettere in campo iniziative capaci di garantire la sicurezza dei cittadini e ridurre le difficoltà provocate dall’attuale situazione viaria”.
La questione torna dunque al centro del confronto istituzionale: da una parte una viabilità sempre più gravata dal traffico pesante, dall’altra un’infrastruttura per il trasporto delle merci ferma da sette anni. Nel mezzo, la Val Bormida e il Savonese, chiamati a fare i conti quotidianamente con traffico, sicurezza e impatto ambientale.