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Bufera sull’opuscolo distribuito nelle scuole dalla Regione Veneto. “Fare certe affermazioni è la base del negazionismo climatico”

  • Postato il 20 settembre 2026
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

Una polemica di rilevanza educativa e scientifica ha coinvolto la Regione Veneto, accusata di distribuire materiale didattico nelle scuole contenente posizioni scettiche sui cambiamenti climatici antropogenici. La comunità scientifica ha protestato, chiedendo il ritiro del volume per evitare la diffusione di informazioni ritenute scientificamente inaccurate e potenzialmente dannose per la consapevolezza ambientale dei giovani studenti.

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Bufera sull’opuscolo distribuito nelle scuole dalla Regione Veneto. “Fare certe affermazioni è la base del negazionismo climatico”

Il clima che divide. Da una parte un convegno, sponsorizzato dalla Regione Veneto, con conseguente pubblicazione di un volume distribuito nelle scuole, contenente accenni negazionisti nei confronti delle mutazioni ambientali causate dall’uomo. Dall’altra la comunità scientifica, che ha chiesto alla Regione di ritirare il libro, perché i contenuti sarebbero infondati e fuorvianti. A Belluno si è accesa la polemica dopo la distribuzione negli istituti superiori di un opuscolo, dal titolo: “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni”.

Pietra dello scandalo sono alcune affermazioni di Giorgio Giacchetti, presidente dell’Ordine dei Geologi della provincia di Belluno, contenute in uno dei contributi e riferite al rapporto tra riscaldamento globale e attività umane. Giacchetti ha precisato: “Al convegno ho sostenuto che, pur senza abbandonare obiettivi di riduzione della Co2, che costituisce lo 0,04% dell’atmosfera, è preferibile concentrarsi sulla mitigazione dei rischi idrogeologici correlati al cambiamento climatico”. Ha aggiunto: “Il cambiamento climatico non è negato. Ma di fronte all’affermazione che esso sia di origine antropica devo pormi alcune domande: se controllassimo tutti i fattori antropici che lo alterano, il clima non cambierebbe più? Quale peso hanno i fattori antropici sul cambiamento climatico?”.

Chi non ha gradito è stato il professore Carlo Barbante, docente a Ca’ Foscari e membro dell’Istituto di Scienze Polari del Cnr, nonché presidente del Centro di studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici. Ha scritto una lettera al sindaco Oscar De Pellegrin, chiedendo il ritiro della pubblicazione, perché mescola risultati scientifici a ipotesi non verificate, senza mettere gli studenti nelle condizioni di cogliere le differenze. “Il testo presenta come fatti scientifici affermazioni che contraddicono lo stato delle conoscenze sul clima. La distribuzione di quei testi è stata presentata come la trasformazione di un convegno in uno strumento stabile di conoscenza. È incomprensibile che un prodotto finanziato e diffuso da istituzioni pubbliche non sia stato sottoposto a un’adeguata verifica scientifica prima di essere consegnato agli studenti e ai professionisti”. Barbante cita anche il VI Rapporto Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) secondo cui è inequivocabile che il riscaldamento globale sia causato da attività umane.

Stessa linea per Jacopo Gabrieli, ricercatore dell’Istituto di Scienze Polari del Cnr. “Fare certe affermazioni è fazioso ed è la base del negazionismo climatico – dichiara -. Le spedizioni al Polo non dimostrano che la Co2 attuale sia una conseguenza del caldo. L’aumento di temperature contemporaneo è ricondotto senza ambiguità alle attività umane attraverso il bilancio del carbonio, la composizione isotopica dell’atmosfera e la diminuzione dell’ossigeno atmosferico”. Tranchant il giudizio di Gabrielli: “La pubblicazione è un prodotto superficiale nei dati e allucinante nei contenuti. È inammissibile che queste cose vengano divulgate con il contributo della Regione Veneto, vi sia la prefazione di un’assessora provinciale (Lorenza De Kunovich, ndr) e per di più sia distribuito nelle scuole”.

L’assessore all’Ambiente della Regione, Elisa Venturini di Forza Italia, cerca di correre ai ripari, anche perché è stata presentata un’interrogazione da due esponenti del Pd, il vicepresidente Antonio Dalla Pozza e il consigliere Alessandro del Bianco. Ha così chiesto una verifica e un approfondimento, anche perché è emerso che i 29.500 euro serviti per pagare il convegno e la pubblicazione erano inizialmente destinati a discutere degli effetti del Vaia, la tempesta che alcuni anni fa ha sradicato interi boschi del Bellunese. Poi i fondi sono stati dirottati verso il dibattito sul clima. L’assessore ha dichiarato: “Condivido l’impostazione espressa dal professor Barbante. Le evidenze scientifiche indicano che i cambiamenti climatici in atto sono principalmente riconducibili alle attività dell’uomo. È su queste basi scientifiche che intendo orientare la mia azione”.

L'articolo Bufera sull’opuscolo distribuito nelle scuole dalla Regione Veneto. “Fare certe affermazioni è la base del negazionismo climatico” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Il Fatto Quotidiano

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