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Asp di Cosenza, a paziente incontinente pannoloni da donna

  • Postato il 26 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Asp di Cosenza, a paziente incontinente pannoloni da donna

Il Quotidiano del Sud
Asp di Cosenza, a paziente incontinente pannoloni da donna

Un paziente di Corigliano denuncia l’errore dell’Asp di Cosenza, ricevuti pannoloni femminili invece degli ausili per incontinenza maschile prescritti dall’urologo


Lo sappiamo tutti: la società moderna ci insegna giustamente che il genere può essere fluido, ma l’anatomia – piaccia o no alla burocrazia – ha idee decisamente più rigide e conservative e davanti alla medicina l’essere uomo o donna non è certo un dettaglio di poco conto.
Immaginate quindi lo sconcerto di un uomo quando, aprendo lo scatolone inviatogli dalla sanità pubblica, si è trovato davanti a un’esplosione di confezioni rosa shocking con la dicitura “lady” stampata in bella mostra. Per gli uffici dell’Asp di Cosenza, la biologia sembra essere diventata un dettaglio trascurabile, una sottigliezza tecnica da ignorare di fronte alla dicitura “fornitura standard.”

ASP DI COSENZA SBAGLIA CONSEGNA PANNOLONI PER INCONTINENZA

La vicenda, al di là dell’amara e grottesca ironia iniziale, riguarda un problema ben più serio e gravoso. Un paziente residente a Corigliano, a seguito di un delicato e importante intervento chirurgico dovuto a una grave patologia, si trova oggi a dover convivere con una severa forma di incontinenza. Come previsto dalla legge e su chiara indicazione dello specialista urologo, l’uomo ha presentato regolare domanda all’Azienda Sanitaria Provinciale per ottenere i presidi medici necessari. Una misura di sostegno fondamentale, pensata proprio per sollevare i cittadini dai costi ingenti e continuativi che l’acquisto privato di questi ausili comporta.
La risposta dell’Asp non si è fatta attendere, ma l’esito ha dell’incredibile: al posto dei presidi anatomici da uomo specificamente prescritti, all’utente recapitata un’ampia fornitura di ausili pensati ed esattamente conformati per l’anatomia femminile.

I PRESIDI RISPONDONO A CONFORMAZIONI FISICHE DIVERSE

Non si tratta di una sottigliezza estetica né di un semplice errore di colore. I presidi per l’incontinenza maschile e femminile rispondono a conformazioni fisiche e punti di assorbimento del tutto differenti; utilizzare dispositivi errati ne annulla quasi totalmente l’efficacia, esponendo la persona a disagi continui, perdite e al rischio di infezioni.
Il risultato è che una persona già provata da un percorso di malattia e da un’operazione invasiva si ritrova oggi priva della tutela sanitaria minima spettante per diritto. Per evitare di dover sostenere spese insostenibili di tasca propria- motivo per cui si era inizialmente rivolto al servizio pubblico- il cittadino si trova bloccato in un paradosso burocratico dove la salute cede il passo all’approssimazione.

DANNO E BEFFA, IL PAZIENTE DOVRÀ RESTITUIRE IL MATERIALE ERRATO

Oltre al danno e alla beffa, ora per il paziente scatta anche l’ennesima trafila: l’onere di dover avviare tutta la procedura per la restituzione del materiale errato. Una scelta obbligata e doverosa per senso civico, affinché una fornitura intera non vada inutilmente sprecata, ma che comporta un ulteriore dispendio di tempo, energie e impegno burocratico per chi avrebbe solo bisogno di risposte ed esenzioni trasparenti. Si attende ora un tempestivo intervento di rettifica da parte dei responsabili del distretto sanitario di Cosenza, affinché a un diritto formale corrisponda finalmente un’assistenza reale, celere e dignitosa.

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