Antropova, debutto in banda convincente: prima qualche sbavatura, poi abbatte la Turchia di Santarelli (3-1)
- Postato il 23 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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La prima notte non si scorda mai, la prima notte di Kate Antropova in posto 4, che diventa anche la notte in cui l’Italia le suona (ancora una volta) alla Turchia di Daniele Santarelli. Anche se rispetto alla finalissima di Bangkok dello scorso settembre tutti i volti erano nuovi, da una parte e dall’altra: versione sperimentali, ma l’Italia non se ne cura troppo e s’impone per 3-1, bissando il 3-2 ottenuto all’esordio contro la Serbia. Il tutto, appunto, nella notte in cui Velasco schiera Antropova nel ruolo di schiacciatrice, quello che da buon sarto intende cucirgli su misura in vista degli appuntamenti clou dell’estate azzurra, così da poterla far coesistere con Paola Egonu.
- La prima volta di Kate, un percorso soltanto all'inizio
- Dominio azzurro: Manfredini ispira, Adigwe e Kate eseguono
- Kate emozionata e felice, Velasco soddisfatto della prima
La prima volta di Kate, un percorso soltanto all’inizio
Il test era attendibile, ma da prendere con le pinze. Perché come fatto da Velasco, anche Santarelli ha lasciato praticamente tutte le big a casa: non ci sono Vargas, Karakurt, Gunes e compagnia cantante, ma un manipolo di giovani svezzate dai vivai dei maggiori club turchi che in qualche modo sentono di poter avere qualcosa da dire nell’avvenire.
Anche l’Italia ha tante giovani, più Antropova che debutta in un ruolo che da anni non è più suo: c’aveva giocato da giovanissima, lo ritrova per provare ad assecondare le volontà di Velasco, che sogna di vederla schierata in campo assieme a Egonu. La prima recita di Kate è certamente positiva: 20 i punti totalizzati nel corso di 4 set molti diversi l’uno dall’altro, con lo shock della prima ricezione non andata a buon fine (l’inizio è un po’ contratto, ma è umana anche lei e la tensione può giocare brutti scherzi…) prima della crescita esponenziale mostrata nel corso del match.
È così anche per l’Italia, che stenta in avvio ma poi ritrova il filo del discorso e rimonta le turche in un primo parziale complicato, beneficiando di qualche errore delle avversarie e soprattutto di due muri di Linda Manfredini nelle fasi decisive del set (25-23 dopo 4 palle set sprecate, prima del colpo risolutore trovato da Adigwe). Preludio a un secondo set da dimenticare, dove le turche prendono il largo immediatamente e inferiscono per 25-20.
Dominio azzurro: Manfredini ispira, Adigwe e Kate eseguono
Una partita “a strappi” che si rispetti vive continuamente di fiammate. Come quella italiana nella fase iniziale del terzo set, con un 10-2 di partenza che mette subito alla berlina la resistenza delle avversarie. Che risalgono sul 10-6, ma poi non trovano la forza per andare oltre, anche perché Adigwe firma un parzialino di 4-0 nel quale fa tutto alla perfezione (ma anche Antropova in ricezione fa sentire il suo peso), mentre Manfredini con due ace sigilla un set mai in discussione (25-13).
Il quarto parziale vede l’Italia spingere ancora forte (ace Antropova per il 5-1), con la Turchia che torna a -2 ma Adigwe e pure la giovane Marchesini che trovano punti pesanti nel momento in cui Velasco capisce che non si andrà oltre il quarto parziale. Perché le ragazze tengono la barra dritta e con Antropova sempre più a suo agio in banda arrivano facilmente alla meta, chiudendo sul 25-17 una partita che a tratti non è stata tale (più per meriti delle italiane che per demeriti altrui).
Kate emozionata e felice, Velasco soddisfatto della prima
Antropova a fine serata ha ammesso di aver pagato dazio a un pizzico d’emozione, ma di essersela cavata (a suo dire) abbastanza bene. “Sono soddisfatta, perché non sapevo cosa aspettarmi, ma alla fine credo che sia andato tutto come doveva andare. È una situazione nuova, ma mi sono trovata subito in confidenza, chiaramente dopo aver fatto qualche errore in avvio. Devo lavorare e devo cercare di migliorare giorno per giorno, perché abituarmi a un ruolo nuovo comporta anche dei momenti critici. Ho cercato spesso di ricevere, volevo mettermi a disposizione delle compagne e credo di averlo fatto”.
Un percorso che Velasco spiega essere “difficile, ma che vale la pena percorrere. Avrei voluto nascondere un po’ di più Kate, ma lei voleva ricevere e questo è un bel segnale. La squadra s’è comportata bene, anche Antropova ha fatto il suo, tenuto conto che era all’esordio in questo ruolo. Vero, è caduto qualche pallone di troppo rispetto alle nostre abitudini, però ci sta. Stiamo gestendo carichi e interpreti, bisogna imparare però che non sempre le cose sono scontate, e quindi bisogna abituarsi a cambiare certe abitudini. Posso dire di lavorare con ragazze che hanno una mente aperta, e questo aiuta. Sono ragazze giovani, ma tutte reduci da un’annata dove hanno giocato tanto, sia in A1 che in A2, a parte Adigwe che però è l’eccezione che conferma la regola”.